Firmina, che dopo un viaggio in treno, dal paese si ritrova nella grande città, è affascinata dalle novità che vi trova a cominciare dalla casa, in verità più che modesta, della sorella Iole: l’acqua corrente, i servizi igienici, il gas, la lavatrice, perfino il televisore… In effetti, in quel periodo, nei piccoli centri, poche erano le famiglie che potevano permettersi quello che, allora, era considerato un lusso. La descrizione delle persone che, munite ciascuna della propria sedia, portata da casa, dopo essere state ospitate qualche volta a vedere un film o un varietà, finivano per autoinvitarsi tutte le sere arrivando, per motivi di logistici, ad occupare anche la piazza o la strada all’esterno della casa, rappresenta uno scenario piuttosto comune nell’Italia dei primi anni sessanta. In quel periodo, l’avvento della televisione oltre che innovazione fu anche grandissimo strumento di socialità che il successivo benessere andò piano piano ma inesorabilmente annullando.



