Testimonianza raccolta nel giugno 2016
Non avevo compiuto ancora 21 anni quando mi sono sposata con Angelo, dopo un fidanzamento durato due anni. Essendo entrambi di Piansano ci conoscevamo “di vista”. Le nostre famiglie non si frequentavano e mai avrei pensato che Angelo sarebbe diventato mio marito. All’inizio ho cercato di mantenere un po’ le distanze perché aveva un carattere molto diverso dal mio e così volevo capire se era veramente sincero nei miei confronti. Quando ho capito che mi voleva bene veramente il nostro fidanzamento è diventato ufficiale. Era il 1954. All’epoca il fidanzato si presentava a casa della fidanzata per chiedere al padre di poter essere accettato come futuro sposo. Subito dopo, erano le famiglie della fidanzata e del fidanzato che si incontravano. In genere ci si trovava alla stessa tavola, in occasione di un pranzo che veniva appositamente organizzato. Dopo un anno circa ci siamo scambiati l’anello di fidanzamento, “con idee chiare e belle promesse”. A parte l’anello di fidanzamento, non si usava scambiarsi regali. Ci si scambiava ogni tanto qualche dolce. La fidanzata raramente andava a casa del fidanzato.
Alla fidanzata era permesso di uscire con il fidanzato soltanto la domenica pomeriggio, passeggiando sotto braccio lungo il paese, senza macchina. Se qualche volta si andava in città (Viterbo), bisognava assolutamente essere accompagnati da qualche membro della famiglia, mai da soli.
Ci eravamo formati un piccolo mondo pieno di amore e di affetto, con tante promesse e tante premure l’uno per l’altro. Per noi era normale così e ci bastava, eravamo felici. Era un amore schietto e pulito. Per noi fidanzati non esistevano film, in paese non c’era il cinema, fuori non ci si andava, ci contentavamo di una stretta di mano, un abbraccio affettuoso, un bel bacio rubato e non sprecavamo il tempo a litigare. Ricordo le canzoni di Nilla Pizzi.
Qual è il ricordo più bello del mio fidanzamento? Quando ci prendevamo per mano… L’emozione di guardarsi negli occhi … ci si scambiava affetto e amore e senza parlare… era bello!


Mi sono sposata a Piansano il 25 aprile 1956 alle ore 11 nella Chiesa Parrocchiale. All’epoca non c’era il taglio del nastro all’uscita della sposa dalla casa paterna. C’era invece l’usanza del corteo della sposa, che veniva accompagnata in chiesa dal padre, seguita dal fidanzato, che era invece accompagnato dalla madre e dagli invitati. Si attraversava il paese a piedi ed era un momento di festa per tutta la comunità.
Nella Chiesa dove mi sono sposata ho tanti bei ricordi: il battesimo dei miei tre figli. Quando si porta a battezzare un bambino è sempre un miracolo vivente e grande é la gioia. Anche la cerimonia della prima comunione e della cresima dei miei figli è stata celebrata nella Chiesa Parrocchiale.
E sempre in questa Chiesa, “con gioia e amore sincero”, io e Angelo abbiamo festeggiato le nozze d’argento. Abbiamo avuto la fortuna di festeggiare anche le nozze d’oro, ancora più uniti e forti nell’amore. Dedicandosi l’uno all’altro, il nostro affetto non è mai diminuito.
Il mio abito da sposa?
Insieme alla mia mamma ci affidammo alla sarta Paolina, che era stata la mia maestra di taglio e cucito. Insieme a lei abbiamo scelto il modello e la stoffa. L’abito confezionato da Paolina era in raso rifinito con pizzo e merletti. L’acconciatura, anch’essa realizzata dalla sarta, accompagnava il velo fino al punto vita. La biancheria intima, realizzata in pizzo, la confezionai da sola.
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Pochi giorni prima del matrimonio di Caterina un altro matrimonio… era il 19 aprile 1956 quando …
il principe Ranieri di Monaco sposa Grace Kelly, favola della dolce vita mondiale… Lui, principe discreto e gentile, lei affermata diva del cinema che lascia Hollywood per il grande amore della sua vita. Ma finisce tragicamente una delle favole più belle del Novecento. Il 14 settembre 1982 Grace di Monaco muore in un incidente d’auto. È sera: la principessa cinquantaquattrenne sta rientrando a Palazzo a bordo della sua Rover con Stéphanie, la secondogenita. La vettura affrontando una curva esce di strada e con un volo di venti metri si schianta in un precipizio. Non è mai stato chiarito perché l’auto abbia sbandato. Tuttavia l’ipotesi più accreditata, che però non troverà mai riscontro, è che al volante ci sia Stéphanie, in possesso di una patente di guida non valida in Francia. Grace muore sul colpo, Stéphanie rimane ferita: non partecipa infatti ai funerali con il padre Ranieri e i fratelli Alberto e Caroline. L’immenso dolore della famiglia commuove il mondo intero.