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La vita è sempre creazione, imprevedibilità e, allo stesso tempo, conservazione integrale e automatica dell’intero passato.
Herni Bergson
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La vita è sempre creazione, imprevedibilità e, allo stesso tempo, conservazione integrale e automatica dell’intero passato.
Herni Bergson
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Nel corso dell’anno 2019, il diario fotografico di Oscar Martini ci ha proposto un percorso originale e stimolante attraverso la bellezza dei giardini della Tuscia. Oscar ha orientato ed educato il nostro sguardo a saper intercettare il fascino segreto e arcano dei ritmi della natura e delle stagioni. Ci ha invitato a coltivare la profondità di uno sguardo necessario nei tempi in cui viviamo, caratterizzati dalla frenesia del quotidiano che sfugge e dall’ indifferenza verso una consapevole relazione con il divenire delle stagioni della natura e della vita.

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Dopo la nebbia
Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore
del cielo.
Giuseppe Ungaretti

OSCAR MARTINI non nasconde il suo amore per il lago di Bolsena e per Grotte di Castro, il paese dove vive. Ne coglie le risonanze di un GIARDINO D’AUTUNNO, giardino vivo e vivibile, che sa offrire i suoi piaceri e la sua bellezza a colui che sa percepirne la ricchezza, sa ascoltarne i movimenti e attenderne il maturare dei frutti … una sinfonia di voci e suoni, colori e sapori quando nasce dalla sintonia e dall’armonia dell’uomo con la natura.
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Foglia appassita
Ogni fiore vuol diventare frutto,
ogni mattino sera,
di eterno sulla terra non vi è
che il mutamento, che il transitorio.
Anche l’estate più bella vuole
sentire l’autunno e la sfioritura.
Foglia, fermati paziente,
quando il vento ti vuole rapire.
Fai la tua parte e non difenderti,
lascia che avvenga in silenzio.
Lascia che il vento che ti spezza
ti sospinga verso casa.
Hermann Hesse
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“uno stesso individuo, considerato in momenti successivi della sua vita, si situa a vari livelli(….); e ogni volta che, in un diverso periodo dell’esistenza, annodiamo e riannodiamo legami con un determinato ambiente e sentiamo di essere accolti amorevolmente, cominciamo con assoluta naturalezza ad aderirvi, e ad affondarvi le nostre umane radici”
M. Proust, All’ombra delle fanciulle in fiore
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Nell’antico Ducato di Castro non mancavano coltivazioni arboree di frutta diffuse un pò ovunque: a Valentano e a Gradoli castagne, noci, pere e mele, frutti vari nell’Isola Martana, a Bisenzio, al Borghetto, sotto il paese di Grotte. Giardino di melaranci o melangoli a Capodimonte e al Borghetto. In questa località sorgeva un palazzo che venne adornato “di un bellissimo giardino di melangoli ed altri bellissimi frutti, poiché in quel tempo la Duchessa Ieromima, la quale stava a Castro, a Valentano ed a Capodimonte piucchè altrove, vi soleva andare a bella posta…” Singolare la raccolta delle ciliegie segnalate a Pianiano (cerase assai) e a Capodimonte ,“vi sono frutti assai e cerase particolarmente, che portandole a vendere fuori portano utili assai alla detta Terra ”. L’olio é nominato solo per Canino e questa tradizione si è consolidata fino ai nostri giorni: “buonissimo olio, ed è dotato di molte prerogative e grazie”. Per gli ortaggi e legumi in genere, anchessi presenti in considerevole quantità, va detto che i centri prevalenti erano Piansano, Valentano, Grotte e l’Isola Martana, mentre Gradoli si evidenzia sopratutto per l’intensa coltivazione di cipolle…”
Cfr B. ZUCCHI, Informazione e cronica della città di Castro, e di tutto lo stato suo, terra per terra, e castello per castello, delle qualità dei luoghi, costumi, persone, e ricchezze. fatta da me Benedetto Zucchi cittadino di Castro, al presente podestà di Capodimonte), in: F. Annibali, Notizie storiche della casa Farnese.., Montefiascone, Tip. del Seminario, 1818, voi. II.
Per andare oltre…. http://www.simulabo.it/upload/quaderno_08_ceramiche_medievali_e_rinascimentali_del_museo_di_farnese.pdf
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L’estate è finita
Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
Emily Dickinson
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BELLEZZA
Respiro
Con gli occhi
La bellezza
Il mattino.
La sera
Supino
Nel suo sogno
Mi adagio
E le sue essenze
Il cielo
Mi svela.
Ennio De Santis -Gennaio 2018
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AUTUNNO
Sfregolio di brandelli
la mia terra si spoglia.
A braccia nude solleva
guanciali spumosi.
Il mio giorno ingrigia.
Mi adagio
nell’ urna della sera.
Ennio De Santis (clicca qui)
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