I caratteri espressivi del colore VERDE nell’arte

GIORNI A COLORI 2023… FOTOGRAFIA ARTE  POESIA (Circolo di studio virtuale)

Vasily Kandinsky, Verso l’alto  1929, (dettaglio) (70 x 49 cm), Peggy Guggenheim

I “CARATTERI ESPRESSIVI” DEL VERDE

NELLA DIVERSITÁ DEI CONTESTI ARTISTICI

 a cura di Luigi Fondi (scultore) 

Il VERDE è un colore controverso. Per qualcuno è un colore elementare, per altri una combinazione di giallo e di blu … altri ancora, lo mettono accanto al rosso, giallo e blu, come una delle quattro fondamentali sensazioni cromatiche.

Per Goethe:  “il verde dà “UNA VERA SODDISFAZIONE” in quanto lascia che l’occhio e la mente “RIPOSINO” su questa tonalità come su qualcosa di semplice. Non si prova desiderio di andare oltre, e non si può andare oltre.”

Anche Kandinsky trova nel verde … TRANQUILLA e COMPLETA IMMOBILITA’ … e poi continua dicendo che: “IL VERDE E’ IL COLORE PIU’ RIPOSANTE CHE ESISTA, NON MUOVE IN ALCUNA DIREZIONE, NON ESERCITA RICHIAMO DI NESSUN GENERE, NE’ GIOIOSO NE’ TRISTE NE’ APPASSIONATO, NON ESIGE NULLA”.

Potrei continuare con altre citazioni, ma per ragioni di spazio mi fermo qui. Personalmente credo, che il verde come tutti gli altri colori, può assumere diversi “caratteri  espressivi” in corrispondenza del contesto artistico in cui viene utilizzato.

E, a dimostrazione di quanto affermato, inserisco in questo mio contributo “SUI COLORI DEI GIORNI”, tre esempi di miei lavori, dove … l’utilizzo del verde ASSUME SIGNIFICATI DIVERSI in opere diverse, per: anno di esecuzione, tecnica e materiali.

Luigi Fondi, “STORIE DI S. FRANCESCO” (anno 1972). Olio su tela grezza di canapa, h. 173x318x4 cm. 

“STORIE DI S. FRANCESCO”. Olio su tela grezza di canapa, h. 173x318x4 cm. Qui, l’uso del verde è ben equilibrato e presenta un’illusoria stabilità scenografica in quanto lascia liberi sia l’occhio che la mente di riflettere sulla “mescolanza” delle diverse tonalità di verde usato … pensando, alla “semplicità” del contesto figurativo in cui  San Francesco “dialoga” con un ambulante meticcio, venditore di frutta … Una raffigurazione con dei “fermi – immagine” semplici e immediati, intrisi di “nobile serenità” … MA, che nella nostra e ben pensante, moderna e super tecnologica società provoca ancora oggi: disturbo, irritazione, inquietudine, preoccupazione, tensione, destabilizzazione.

Luigi Fondi,“LA GRANDE RANA”, anno 1995. Marmo Verde-Alpi delle Apuane Versiliesi, h. 20x30x30 cm.

Qui il verde del marmo scolpito e lucidato manualmente, fa pensare a una grossa e grassa rana in perenne e apparente riposo, capace soltanto di allertarsi per un probabile e inaspettato pericolo … mentre gli attenti e scintillanti occhi anfibi fissano il mondo erboso limitrofo alla ricerca di insetti da mangiare.

Luigi Fondi, “IL CANTO DEL GALLO” (anno 2019). Tecnica mista su tavola, h. 120x80x3 cm.

Nel “CANTO DEL GALLO” la “passività” del verde dello sfondo fa pensare, come amava dire Kandinsky, alla “così detta borghesia” e, aggiungo, al canto di un frizzante gallo dell’estesa e verde pianura Padana che in perenne movimento è capace soltanto di emettere il suo continuo … CHICCHIRICHI’…

Mentre gli ottusi occhi di chi non vuol vedere, fissano vuoti il mondo circostante.