Il ricamo “ispirato” di Andrea Ocello

SVILUPPO UMANO E SVILUPPO PROFESSIONALE COME PROCESSO DINAMICO

testo e documentazione fotografica di Andrea OCELLO 

Novembre 2024

(introduzione a cura di Antonella Cesari)

Bolsena Biennale 2017: sono già trascorsi sette anni dal primo incontro con Andrea Ocello. Già allora emergeva chiara la sua attitudine al rigore, al miglioramento continuo e la sua aspirazione all’eccellenza del risultato: la postura di chi ha ben chiara la direzione e la meta.   All’epoca si trattò di una conversazione particolarmente interessante,  utile nell’ambito del  progetto europeo  EURE.K, dove il cantiere italiano della ricerca-azione  aveva il compito di realizzare un dispositivo di identificazione e validazione delle competenze chiave a partire dal lavoro delle merlettaie. Già sette anni fa Andrea  poneva l’accento su una questione di metodo riguardante l’approccio alle arti del filo:

“Ci tengo a fare una precisazione. Soprattutto i non addetti ai lavori tendono a confondere o a riunire insieme l’arte del merletto, del ricamo e della tessitura. Questo è un errore. Il ricamo, la lavorazione del merletto e la tessitura sono tre ambiti sicuramente interdipendenti ma ciascuno è portatore di una storia, di un bagaglio tecnico e di approccio all’apprendimento della disciplina completamente diverso. Se si punta all’eccellenza del lavoro occorre scegliere tra il ricamo, il merletto, la tessitura. Ciò che accomuna le tre categorie (merlettaie, ricamatrici/tori, tessitrici/tori) è sicuramente la capacità di saper riconoscere la qualità e l’eccellenza del lavoro degli altri e magari la volontà e la lungimiranza di unire le rispettive competenze e abilità per realizzare insieme creazioni di particolare complessità e pregio.” (Andrea Ocello)

Oggi Andrea OCELLO vive a  Librizzi, un piccolo borgo situato nella provincia di Messina. É ormai conosciuto ed apprezzato in Italia e all’estero.

La  sua  storia corre sul doppio filo di TRADIZIONE & INNOVAZIONE, CREATIVITÁ & RIGORE, SPERIMENTAZIONE PERSONALE & APPRENDIMENTO CONTINUO.

Andrea crede, infatti, che la dimensione della conservazione, della valorizzazione e della trasmissione dell’arte del ricamo debbano andare di pari passo.  Nel corso degli ultimi sette anni, la sua collezione di merletti antichi e ricami è andata via via arricchendosi di manufatti di particolare pregio. Lo studio e il perfezionamento delle tecniche di ricamo lo hanno portato a raggiungere traguardi di particolare eccellenza: il merletto ad ago Point de Neige, il Ricamo in Bianco Ombrato e, da ultimo nel 2023, il Ricamo Callas, documentano lo straordinario percorso di “un ricamatore autodidatta”, destinato a diventare un punto di riferimento importante, soprattutto per le giovani generazioni. La sua preoccupazione e il suo impegno è nella direzione di incoraggiare e sostenere tutti quei processi  orientati a vedere riconosciuto uno specifico profilo professionale per gli addetti  ai lavori nel settore delle arti del filo, che preveda formazione interdisciplinare e rigorosi standard qualitativi per l’accesso alle relative qualifiche professionali.

ANDREA OCELLO SI RACCONTA

L’amore per il ricamo affonda le sue radici nella storia della mia famiglia. Fu, infatti, la mia bisnonna Giuseppina che, all’inizio del ‘900, fondò una scuola di ricamo a Librizzi. Alcuni dei miei ricordi di infanzia sono legati a questo luogo, in cui mi recavo spesso per andare a trovare le mie zie, sorelle di mio nonno, le quali furono le ultime due insegnanti della scuola. Durante queste occasioni ebbi l’opportunità di osservare, leggermente incuriosito, il loro  lavoro, ma  non provai mai a  imitarne l’operato, che, a mia insaputa, mi  lanciava  un forte richiamo.

Le care zie morirono quando avevo circa 14 anni. Fino a quel momento, sebbene probabilmente il seme del ricamo fosse già stato piantato in me, esso non aveva ancora trovato le giuste condizioni per svilupparsi.

Anni ’30 a Librizzi. La scuola di ricamo della nonna e della bisnonna Guseppina 

Anni ’60 a Librizzi. Scuola di sartoria. Nella foto l’insegnante-sarto della scuola con”le sartorette”. In basso, la seconda ragazza (con gli occhiali) da destra é la mamma di Andrea Ocello.

Nel 2009 conobbi una signora, abile nel ricamo e nel cucito, che si rivelò fondamentale per il mio percorso di vita  e mi spinse  a coltivare il  mio timido incipiente talento  aiutandolo a sbocciare e crescere. Proprio nello stesso anno una bronchite mi costrinse a stare in  casa per un lungo periodo, fu così che, per allontanare la noia, decisi di prender in mano ago e filo.

Ebbene il tempo propizio sopraggiunse. Certamente ero consapevole che non sarebbe stato facile intraprendere questo viaggio, soprattutto in una società in cui il ricamo è considerato un mestiere prettamente femminile, ma, per mia fortuna, ho detto a me stesso: “francamente me ne infischio” dei pettegolezzi  della gente.

Allora frequentavo ancora il liceo e non potevo permettermi di togliere tempo allo studio. Amavo le discipline umanistiche  e quelle scientifiche in particolare  la matematica e la logica.  Lo studium, del resto, ha  sempre influenzato e indirizzato  le mie scelte e il mio vivere.

Nel 2011 dopo avere conquistato la maturità scientifica  pensai di potermi finalmente dedicare al ricamo in modo costante. Ma, per accontentare i desideri della mia famiglia, mi iscrissi all’università che, nonostante i buoni risultati, poco dopo abbandonai, consapevole che ormai la strada era già stata tracciata.

Andrea Ocello, ricamo Callas 

ORMAI LA MIA STRADA ERA TRACCIATA

Nel 2014 e nel 2015 frequentai dei corsi di ricamo in oro. Nel frattempo cominciai ad acquistare ogni tipo di rivista e libro che mi permettessero di apprendere il più possibile. Non mi preoccupavo nemmeno della lingua in cui erano scritte: ciò che mi interessava era solo conoscere nuove nozioni e migliorare quelle già in mio possesso.

Il 2016 fu un anno molto importante per il mio percorso. Mi invitarono come espositore alla MOSTRA DI VALTOPINA. In questa occasione conobbi un esimio signore che è divenuto, da lì a poco,  un carissimo amico, esperto estimatore di ricami e merletti: il Prof. DAMIANO PELLICANO. Egli mi fece scoprire più approfonditamente le bellezze del ricamo attraverso la sua preziosa collezione di pezzi unici, un tesoro di inestimabile valore artistico e storico. Potei così ammirare 500 anni di storia del ricamo, meraviglie  in cui “naufragar dolcemente” tra  filati sottilissimi e finissima batista. Questa emozionante esperienza accrebbe ancor più in me la voglia di studiare i ricami e i materiali preziosi del passato.

Bolsena Biennale 2017: Andrea Ocello e il Prof. Damiano Pellicano 

Mostra di Valtopina 2018.  Presentazione del volume Damiano Pellicano, “I Fazzoletti. Breve storia di un amore”, a cura di Adriana Armanni, Edizioni Nuova S1, 2018

Subito dopo, nel maggio 2017, il destino mi ha portato alla scoperta di un personaggio straordinario, ma del tutto sconosciuto in Italia, dalle capacità artistiche uniche: Lady Evelyn Stewart Murray, una nobil donna scozzese che rappresenta da allora, per me, la perfezione a cui aspirare, il simbolo di una preziosità senza tempo. Le sue opere sono espressione massima di bellezza e precisione nell’esecuzione, connubio perfetto tra scelte stilistiche ponderate e studio tecnico. In quel momento, tutto divenne più chiaro, iniziai a mettere a fuoco quello che davvero volevo realizzare: Ricamo in Bianco finissimo.

Compresi allora, emulando il percorso formativo della stessa Lady Evelyn, che sarebbe stato utile possedere qualche manufatto originale di eccezionale fattura da poter studiare in maniera ravvicinata per comprenderne al meglio la natura dei materiali impiegati e tutto quello che sarebbe poi stato necessario per riprodurne la tecnica. Cominciai a mettere insieme, tassello dopo tassello, la mia collezione che tutt’oggi è in divenire.

… DI CERTO SARÁ UN POINT DE NEIGE!

In un freddo e nevoso giorno del febbraio 2019 scrissi: “Sono un ricamatore e non eseguo quindi merletti. Ma, sarà la giornata nevosa, sarà la mia attrazione verso i merletti ad ago estremamente sottili, penso che se un giorno dovessi fare un merletto, di certo sarà un Point de Neige!” fu così, in effetti, che iniziò il mio percorso da “lavoriere”, non più solo ricami finissimi ma anche merletti ad ago di altrettanta finezza. Ho capito sin da subito che bisognava, anche in questo caso, partire dal disegno e dai materiali impiegati e che per farlo dovevo guardare al passato perché, purtroppo, oggi molte tecniche di lavorazione non sono più come in origine perché hanno dovuto adattarsi all’andamento del tempo e della società. Non era però quello che io volevo, io mi ero imposto di riprodurre il merletto veneziano di fine ‘600, non potevo accettare compromessi e così con metodo scientifico di ricerca, pezzo dopo pezzo, senza mai distogliere lo sguardo dall’obiettivo prefissato, composi il mosaico.

Oggi credo d’essere il solo a saper riprodurre, eguagliando l’antico metodo, il prezioso merletto miniaturizzato chiamato a partire dall’Ottocento con l’evocativo nome di Point de Neige (letteralmente traducibile in ‘Punto Neve’) che, non a caso, col suo gioco di sottilissimi fili lavorati ad ago, è in grado di evocare l’aerea impalpabilità dei piccoli cristalli di ghiaccio aggregati a formare di volta in volta preziosissimi fiori candidi e spinosi o intricati racemi di nivea delicatezza che si rincorrono in volute più o meno fitte, ma sempre animate da squisita tridimensionalità, tali da far somigliare questa tipologia di merletto ad alcune prodigiose oreficerie nordeuropee di eburnea inconsistenza e di raffinatissimo virtuosismo scultoreo od anche all’uso abile del cesello e del trapano da parte dei più eccellenti lapicidi gotici e barocchi.

RICAMO IN BIANCO OMBRATO

Rinvigorito da nuova forza grazie al successo conseguito col Point de Neige, rivolsi l’attenzione ad un altro apollineo obiettivo, il Ricamo in Bianco Ombrato (massimo virtuosismo dell’Arte del Ricamo, nato nella seconda metà dell’800 ed eseguito su finissima glass cambric di nebulosa consistenza ed opacità, letteralmente lumeggiato, quasi a ricordare i disegni a punta d’argento di toscana memoria, con sottilissimi filati tali da conferire effetti plastici – pressoché pittorici – del tutto inediti al lavoro finito che risulta, in questo modo, così perfetto e minuto da poter eguagliare i più splendidi esempi della glittica antica)  e del quale conosco solo due reperti di grandiosa bellezza: il Water-Lilies, Ricamo acquistato da Lady Evelyn tra il 1896 ed il 1905, il cui soggetto si lega a quello delle ninfee tanto caro ai pittori simbolisti fin-de-siècle, ed il capolavoro stesso di Lady Evelyn, il British Arms. Anche in questo caso grazie allo studio approfondito, i risultati sono arrivati in fretta, tant’è che proprio nel 2022 riesco a concludere il primo saggio in questa ormai dimentica e sconosciuta eccezionale testimonianza di Ricamo Artistico.

IL RICAMO CALLAS

Questo percorso di crescita lungo e spesso lastricato di sfide è stato ulteriormente complicato dalla carenza di testi tecnici autorevoli a cui fare riferimento e, nonostante i momenti di grande vigore alternati a momenti di scoramento, ho continuato ad andare avanti con determinazione.

Nasce così, nel 2023, uno dei manufatti a cui sono più affezionato: il Ricamo Callas, un’opera commemorativa che celebra il centenario della straordinaria cantante. L’eccezionalità di questa opera risiede proprio nella complessità tecnica dei vari motivi compositivi che, per la loro ridotta dimensione, per i fili sottilissimi impiegati e per il finissimo supporto traslucido di base, complicano e rallentano notevolmente l’esecuzione del Ricamo stesso che vede concentrato in un così ridotto spazio circa 1500 ore di lavoro preceduto da una progettazione certosina.

La composizione è formata sostanzialmente da due parti: il decoro floreale realizzato coi punti del ricamo finissimo in rilievo e il medaglione centrale in oro velato o or nuè. Le due parti sono state realizzate impiegando due lavorazioni molto diverse tra loro ma acuite entrambe tanto da raggiungere il massimo della finezza oggi proponibile e, filologicamente parlando, comparabili ai più virtuosistici esempi di ricamo ancor oggi consultabili. L’oro velato, studiato proprio in occasione della creazione di questa opera, è una tecnica di ricamo nata probabilmente verso la metà del Trecento che ha visto il suo periodo di massimo splendore nel Rinascimento e che, alternato a momenti di quiescenza, resterà in uso sino ai primi anni del Novecento.

La protagonista dell’opera è senza ombra di dubbio Maria Callas, amica costante delle mie giornate e fonte di ispirazione, dimostrazione tangibile di come genialità, dedizione e studio costanti si rivelino indispensabili per la costruzione della propria vita artistica che, se ben spesa, si protrae ben oltre la vita terrena.

Spero così di continuare ad emozionarmi ed emozionare  all’insegna della bellezza , dell’eleganza, della raffinata discrezione.

Andrea OCELLO

Librizzi, novembre 2024

PER ANDARE OLTRE...
CARTOLINE ISPIRATE... Ove son or le meraviglie tue/ O Regno di Sicilia? Ove son quelle/ Chiare memorie, onde potevi altrui,/ Mostrar per segni/ Le grandezze antiche? (Tommaso Fazello)