Firmina Story. L’ équipe in circolo

Nella Community  web di Geapolis ci si incontra, si partecipa e, a volte, nascono collaborazioni inedite e vivaci. É quello che è accaduto tra  Marisa Peruzzo, Ida Renzicchi, Giuliana Poleggi  e Barbara Suzzi che, incontrandosi, hanno scoperto di avere  esperienze, interessi comuni e non solo…  Ad unirle la passione per la poesia, l’arte e la scrittura creativa. Dopo aver partecipato ad altre iniziative della Community,  propongono e animano un percorso  a cui tutti sono invitati a partecipare attraverso un contributo alla riflessione…

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CIÓ CHE RIMANE (di generativo) ALLA FINE DEL PERCORSO…  Report giugno 2021

Con la pubblicazione della terza e ultima parte del racconto scritto da Ida Renzicchi termina questa nostra prima esperienza di condivisione e collaborazione finalizzata alla progettazione e alla sperimentazione di laboratori virtuali open source. Tra gli obiettivi principali promuovere la cultura dell’educazione degli adulti non formale e informale attraverso percorsi interdisciplinari utili a promuovere e sviluppare alcune specifiche competenze chiave:

  • competenze digitali
  • competenze sociali (capacità empatiche e abilità riflessive)
  • competenze linguistiche
  • competenze culturali

Le persone che si sono avvicinate alla lettura del racconto di Firmina hanno potuto

  • familiarizzare con gli strumenti digitali
  • esercitare abilità e competenze legate alla capacità di lettura e comprensione dei testi
  • partecipare e condividere impressioni ed emozioni attraverso l’invio di commenti
  • immedesimarsi nei personaggi e e immergersi nei luoghi sollecitati ad empatizzare con le situazioni e stimolati a riflettere su tematiche forti e attuali.
Storie comuni. La narrazione nella vita quotidiana

La vita è un intreccio di storie. Le relazioni quotidiane si giocano anche sulla capacità o meno di raccontare e ascoltare una storia. In forme diverse, questa capacità attraversa ogni età e ogni strato sociale. Le storie hanno  a che fare con l’ identità delle persone e delle comunità. Transitano tra generazioni. Anzi: sono uno dei modi fondamentali in cui fra le generazioni si stabilisce un legame.  La narrazione è una pratica con la quale elaboriamo la nostra esperienza per entrare in relazione con gli altri. Il patrimonio di storie di cui una persona dispone quando è adulta non costituisce solo la fonte della sua stabilità o delle sue trasformazioni ma diventa al tempo stesso uno strumento di lavoro, una bussola per mezzo della quale orientarsi.

Nelle storie di Ida Renzicchi il racconto è esistenza, relazione e attenzione. Una straordinaria attitudine alla narrazione, quella di Ida Renzicchi, un dimensione spontanea del narrare, quasi un istinto a creare storie, a organizzare entro il contesto di una trama quella realtà che non di rado risulta caotica e incomprensibile; a trovare in tutto ciò che accade i nessi evidenti e quelli occulti, capaci di dare un significato particolare; a evidenziare in ogni evento i tratti avvincenti e a farvi spiccare i protagonisti.

FIRMINA piccolo viaggio: una storia che ferisce e consola, spaventa e dona coraggio

  • oltre a dimostrarsi piacevole e interessante da ascoltare e da leggere è destinata a lasciare una traccia durevole in noi, forse, in alcuni casi,  ad incidere sui nostri modi di pensare e di  essere
  • ci incoraggia a sperare, offrendoci un esempio, un  suggerimento per intravedere  grandi o piccole svolte esistenziali
  • cattura il nostro interesse e ci stimola a conservare messaggi significativi, ritenuti utili o degni di essere trasmessi ad altri
  • costituisce un’occasione di iniziazione alla vita interiore intesa come itinerario educativo per imparare a diventare più pensosi, più critici, più consapevoli di sé, degli altri e della complessità della vita.

 (Antonella Cesari- Coordinatrice)

Comunità narrative… fra noi
L’impulso a raccontare una storia, a inventare o ad attingere alla realtà, è quasi un istinto a sé, l’istinto narrativo: per determinate persone questo istinto è potente e primario come ogni altro. La grande fortuna sta nel fatto che esso trova nel mondo l’istinto parallelo: quello di ascoltare storie. (D. Grossman).

IDA  RENZICCHI ha raccontato una storia. Noi abbiamo letto e ascoltato la sua storia. FIRMINA  è arrivata fra noi. Intorno al racconto è cresciuto il “noi”. Noi che abbiamo conosciuto Firmina attraverso lo sguardo e la sensibilità di Ida.  L’occasione stessa della narrazione diventa l’oggetto di un nuovo racconto: quello che racconta la storia di noi qui  riunite in circolo  a parlarne… 

Un gioco per svelarmi agli altri e ri-velarmi a me stessa… In una sala d’aspetto di un ambulatorio medico circa 5 anni fa, conobbi Marisa Peruzzo -mi emoziona ancora ricordare quel giorno- come tutte le donne che hanno fatto parte della mia vita e che ne fanno parte, partendo da mia madre e dalle mie due nonne, Marisa ed io entrammo in sintonia subito, con un sorriso. Il rapporto fra noi, nonostante la distanza è cresciuto nel tempo e grazie a Marisa ho conosciuto Antonella Cesari e sono entrata a far parte di Geapolis, ma i doni non sono finiti, perché ho incontrato Ida, donna profondissima, mai banale. Una donna contemporanea. E se nella semplicità si nasconde la meraviglia, Ida è li. Così. Semplice, come lei si definisce. Ida mi ha regalato il viaggio “dentro” Firmina e la possibilità di incontrare questa donna e trovarla anche un po’ dentro me stessa. Marisa, Antonella, Ida e Firmina per me sono tutte Amiche. “Nel farmi vedere da loro” e osservarle, ho sviluppato e individuato parti di me stessa. Grazie per questa preziosa opportunità. (Barbara  Suzzi)

E’ stata per me un’esperienza unica, piacevole, entusiasmante, che mi ha coinvolta con vivo interesse. Per tutto questo devo ringraziare Ida,l’autrice e Antonella e Barbara per la disponibilità e collaborazione. Soddisfazione immensa la creazione del gruppo RAGAZZE!!!  (Marisa Peruzzo)

Alla fine… ! Firmina “piccolo viaggio” se ne stava lì, buona, buona, dimenticata da anni, in una cartella del computer.  Poi, grazie ad Ennio De Santis, l’incontro casuale con la dottoressa Antonella Cesari, con Geapolis… ed è successo di tutto!  Confesso di aver inviato il racconto alla redazione senza neppure rileggerlo… che incosciente!

Solo in seguito ho realizzato che avrebbero  potuto esserci errori di battitura, ripetizioni e quant’altro… Ed invece? Chi se lo sarebbe mai aspettato! Firmina, l’analfabeta, la povera contadina umile è saltata fuori con prepotenza e determinazione porgendoci la sua storia semplice, al femminile e non solo. E’ finita che io stessa, nel vedere il mio racconto pubblicato e nel leggerlo dopo tanto tempo, ho provato una forte emozione! Come se stessi sfogliando qualcosa scritta da un’altra persona, da una perfetta estranea. Un “piccolo viaggio”, inaspettato. Tanta partecipazione mi ha profondamente commosso. La collaborazione con la dottoressa Marisa Peruzzo, con la quale avevo già condiviso i ricordi del poeta/pittore Ennio De Santis, e che con la sua esperienza e sensibilità ha arricchito il mio racconto di contributi preziosi e competenti… La conoscenza di Barbara Suzzi che si è unita al nostro trio mostrando la sua sensibilità attraverso l’esternazione dei suoi pensieri… I tanti commenti, anche dall’estero, con i quali gli internauti hanno generosamente fatto sentire la loro voce diventando essi stessi partecipi di questa vicenda… Riflessioni suscitate e discussioni sollevate dalle quali è uscita fuori la Firmina vera: resiliente, assertiva, empatica. Una donna forte che non si arrende, una madre che combatte per sé e per la sua famiglia. A chi è dedicato il mio racconto? A coloro che amano ma anche a coloro che non sanno amare. Alle donne, ma soprattutto agli uomini.. Alla fine? Un’esperienza nuova e coinvolgente! Un’avventura esaltante! Sensazioni ed emozioni inattese delle quali ringrazio di cuore tutti!    (Ida Renzicchi -28 Giugno 2021)

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