La voce cinese di Yuqian Zhou / Quelli che apparivano come…

YUQIAN ZHOU

Attualmente frequento il corso di laurea magistrale ‘’Italiano per l’insegnamento per Stranieri’’ presso l’Università per Stranieri di Perugia. Provengo dalla città cinese di Taizhou.  Già da piccola ho mostrato una grande passione per le lingue e la cultura occidentali. Una volta ho sentito la lingua italiana e sono stata subito attirata dalla sua pronuncia musicale decidendo così di imparare la lingua e la letteratura italiana all’Università degli studenti internazionali a Pechino.  Nell’anno 2015 ho vinto la borsa di studio del governo cinese per venire a fare un programma di scambio all’Università per Stranieri di Siena. Mi sono immersa in questo paese meraviglioso, la sua lingua, i suoi cibi, la sua arte… Ho preso così la decisione di ritornare a fare gli studi magistrali per migliorarmi sia sulla lingua sia sulla  conoscenza della cultura italiana.

Il sogno delle ragazze cinesi: occhi grandi, naso alto e...

Ho fatto un po’ di ricerche sul tema dell’ anoressia in Cina, ma le opere letterarie e i film su questo tema sono poche. Alla fine ho trovato un testo antico che riguarda la dinastia Chu, che riporta un fatto molto interessante. Questo è il testo originale:

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“楚王好细腰,宫中多饿死

ovvero …

“…nella dinastia Chu l’imperatore amava la vita sottile, per questo la gente nella corte non mangiava più, così per poter avere una vita delicata ed accontentare l’imperatore. Alla fine tutti sono diventati molto deboli, tantoché dovevano appoggiarsi al muro per camminare…”.

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Ho scelto questo pezzo di testo perché mostra un fenomeno molto interessante della società cinese, cioè in che modo e da chi veniva definito il criterio della bellezza e come le persone venivano influenzate da questo giudizio.

Se ripercorriamo brevemente lo sviluppo della società cinese, solo nella dinastia Tang, la bellezza florida era il canone estetico proposto e seguito. La magrezza come simbolo di bellezza, fin nelle sue manifestazioni patologiche, ha attraversato la cultura cinese attraverso i secoli.

Come abbiamo riferito, solo perché l’imperatore amava la vita sottile tutti hanno smesso di mangiare. Nella dinastia Tang invece, le donne cercavano di ingrassare per accontentare gli uomini. 

Esattamente come succede oggi: quando in una società, i messaggi culturali e commerciali propongono e impongono la magrezza come criterio di bellezza, tutti cercano di adattarsi a questo.

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Nella società cinese di oggi, esiste anche un fenomeno interessante  chiamato

“网红脸” 

Tante ragazze cinesi, attraverso interventi di chirurgia estetica e il trucco professionale,  inseguono il sogno di apparire con gli occhi grandi, il naso alto e il viso a punta. Sono belle ma non si distinguono più. Hanno perso le loro “specialità”, la loro unicità, perché la società e i media, attraverso linguaggi subdoli le induce a considerarsi belle “solo se” il loro bel viso è come stabilito da altri… 

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Quindi mi domando:

  • quale è la vera bellezza?
  • Immaginiamo che un giorno nessuno stabilisca criteri di bellezza da seguire cosa succederebbe?   

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Gusto & buon gusto .... la sensualità in cucina

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Cibarsi è un atto di equilibrio e di bellezza…

I farmaci non valgono l’alimentazione.

(Proverbio cinese)

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La cucina cinese non si occupa solo di “sapori”. Essa  ritiene fondamentale soddisfare il palato, ma anche la vista e l’olfatto. II concetto dello “yin” e dello “yang” (simbolo della dualità presente in ciascuno), che è alla base del pensiero orientale, è applicato anche al cibo. Occorre unire ciò che cresce sotto la terra, che è compatto, vigoroso saldo, con ciò che si protende verso l’alto, leggero, aereo, frammentato. Occorre combinare i 5 sapori fondamentali (acido, piccante, amaro, dolce, salato), le 6 gradazioni del gusto (fresco, fragrante, profumato, fermentato, grasso, forte), le 4 consistenze (fondente, croccante, secco, morbido), e aggiungere il colore. 

Cibarsi è un atto di equilibrio e di bellezza, e per cucinare si fa uso senza prevenzione alcuna dei crisantemi come dello stomaco di pesce, delle meduse e dell’impasto di saliva d’uccello e fango (il famoso “nido di rondine”). Non conta la quantità delle portate, anche se in un pranzo classico si contavano sino a 200 portate. Ciò che conta è l’alta professionalità, l’immaginazione, l’ingegno.

Dall’abbondanza come dalla carestia i cinesi hanno saputo trarre materia per creare lo straordinario. Così i più eccellenti frutti della terra e del mare subiscono una minuziosissima preparazione, che tuttavia non altera la loro sostanziale semplicità; e quando bussa il bisogno, i serpenti diventano “anguille di cespuglio” e i topi” daini domestici”, perché la suggestione è di grande importanza.
Queste tradizioni che vivono tuttora nei mercati, affondano le radici addirittura nella mitologia, e ingredienti come il corno di rinoceronte, o il cervello di scimmia, vengono ritenuti afrodisiaci, insomma potenziatori della virilità alla quale i cinesi dedicano un’attenzione ossessiva.

Con YUQIAN .... il gusto e il buon gusto della sua terra

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