12 mesi per RECUPERARE, RICOMPORRE, RIGENERARE.

SETTEMBRE. Nona pagina del calendario progettato e realizzato da Patrizia Menghi nel 2009. Ispirato dai calendari pubblicati dalla casa editrice di ricami Haandarbejdets Fremme
I VASI DI SPEZIERIA
Nell’antica farmacia (spezieria) benedettina del monastero San Pietro a Montefiascone (VT)


Pannello tessile che riproduce i vasi di spezieria del Monastero delle monache benedettine di San Pietro a Montefiascone realizzato da Patrizia Menghi
Un altro soggetto su cui ho puntato l’attenzione sono le ceramiche di spezieria o vasa medicinalia. La Tuscia ne possiede molti esempi per la presenza sul territorio di ceramisti specializzati. Questi manufatti compaiono alla fine del ‘200 e nei primi decenni del ‘300 (nel 1306 compare nell’elenco delle corporazioni, l’Arte dei Medici e degli Speziali), provengono principalmente dall’Ospedale Grande degli Infermi di Viterbo e dai molti monasteri, ognuno dei quali aveva nel suo “organico” monaci speziali competenti e qualificati , i cui ricettari sono arrivati fino a noi.



Queste ceramiche servivano a conservare le erbe medicinali pazientemente raccolte e seccate che erano la base per la preparazione di infusi e decotti, ma anche unguenti, sciroppi, distillati e le forme dei contenitori variavano appunto in funzione del loro contenuto: albarelli, vatine, scatole e pillolarie, boccali, orci e orcioli, panate.



I colori preferiti per le decorazioni sono l’azzurro, il bianco sporco, il grigio-perla e il verde; I disegni naturalmente si concentrano e si sbizzarriscono sui caratteri alfabetici che compongono il nome del medicamento ma sono, il più delle volte, accompagnati da eleganti motivi botanici e più raramente da figure allegoriche come angeli; spesso troviamo la figura di san Benedetto per quanto riguarda i monasteri benedettini.

Pannello tessile realizzato da Patrizia Menghi (dettagli)
Le figure che ho riprodotto nel pannello tessile provengono appunto dal corredo del Monastero delle monache benedettine di San Pietro a Montefiascone, che recentemente ha allestito una dettagliata e suggestiva mostra del suo patrimonio storico di erboristeria.
(dal web la documentazione dell’evento)
CORREDO DA SPEZIERIA DI SAN PIETRO A MONTEFIASCONE. CENNI STORICI
Il corredo da spezieria, rara testimonianza del mondo dei monasteri femminili, è un complesso omogeneo di 99 oggetti, che un tempo si trovavano nella farmacia, o appunto spezieria, delle monache benedettine di San Pietro a Montefiascone, nei pressi di Viterbo.
Il nucleo forte del corredo è rappresentato da 54 vasi in maiolica azzurra e in taluni casi tendente al grigio, detta “berettina”, realizzati da una bottega della vicina Bagnoregio. 47 furono eseguiti nel 1652, ai tempi della badessa Maria Vittoria Vassallotti di Bagnoregio, e ornati dalla figura di San Benedetto, il santo taumaturgo dell’Ordine. Leggermente più tardi, nel 1657, il servizio apotecario si completò con una seconda tranche, stilisticamente diversa, anche se sempre proveniente da una bottega ceramica dell’alto Lazio.
Molti vasi recano una fascia centrale con una scritta dipinta, che serviva a identificarne immediatamente il contenuto. Le ceramiche sono accompagnate da 35 scatole, 12 vasi in vetro e un mortaio d’epoca. Il corredo restò a Montefiascone fino al 1920: Federico Hermanin (1868-1953), dinanzi al concreto pericolo che finissero sul mercato dell’arte, decise di trasferirle a Palazzo Venezia (Roma).
L’ARTE DEL PATCHWORK … GIORNI A COLORI

L’ARTE DEL PATCHWORK … GIORNI A COLORI
Con Patrizia Menghi prossimo appuntamento il 31 ottobre
Per andare oltre…