L’insegnamento, una vocazione e un destino

Febbraio 2017

PROFESSIONE INSEGNANTE… UNA VOCAZIONE E UN DESTINO

 a cura di Marisa Peruzzo 

Sono nata a Curtarolo- Padova, il 21 Gennaio 1953. A Curtarolo ho frequentato le Scuole Elementari e la Scuola Media Unificata.  Poi a Padova mi sono iscritta all’Istituto Magistrale “E. F.Fusinato” e, dopo quattro anni di frequenza, nell’A.S. 1970/71 ho conseguito la MATURITÀ MAGISTRALE. Lo stesso anno mi iscrivo all’ Università di Padova alla Facoltà di Pedagogia con indirizzo psicologico. Conseguo la laurea in Pedagogia con una tesi sperimentale sul PROBLEM SOLVING il 24 Marzo 1982. Nel frattempo partecipo al Concorso Magistrale indetto per l’A.S.1972/73, dove risulto IDONEA  all’insegnamento nella Scuola Elementare ed iscritta nella Graduatoria Provinciale Permanente. Dopo  alcuni incarichi  annuali, dall’A.S. 1976/77 fino alla pensione, iniziata il giorno 1 Settembre 2011, ho insegnato per 35 anni nelle Scuole Elementari “Luigi Bottazzo” di Presina, una frazione del Comune di Piazzola sul Brenta -Padova.  Adoro il giardinaggio, mi dedico alla coltivazione delle rose e alla  riproduzione di essenze arboree, in genere, meglio se esemplari rari. Sono collezionista di francobolli, di monete, di cartoline, di santini e di oggetti di antiquariato. Mi sono pure dedicata a qualche lavoro di restauro e a lavori manuali, quali la creazione di tappeti, di gioielli con i cristalli, di centri con perline. So lavorare ad uncinetto e a ferri e un poco a ricamo. Mi piace occuparmi della casa ed anche cucinare. Leggo di tutto un po’, ma con maggiore assiduità libri di narrativa. E scrivo. Ora mi sto occupando di completare un libro sulla vita di mio marito. Mi incanto ad osservare le bellezze della natura: paesaggi, tramonti, la volta celeste. Ma godo pure delle opere dell’uomo. Amo la vita sociale.

“….. Ogni insegnante dovrebbe coltivare tre qualità: EQUITÀ, PAZIENZA, AMORE INCONDIZIONATO. Invece i tre difetti che una brava insegnante dovrebbe correggere, dal mio punto di vista, sono: la SUPERFICIALITÀ, l’INDISPONIBILITÀ, l’ARROGANZA….Un bambino che apprende è un bambino curioso, aperto, sereno, coinvolto e motivato…..” Marisa Peruzzo)

La mia professione di insegnante mi ha fatto diventare ciò che sono oggi, tramite un costante e arricchente rapporto umano con adulti e minori. Ora che sono in pensione la vicinanza e la frequenza con colleghi, genitori, alunni, personale e istituzioni sono assai diminuite quantitativamente, ma non qualitativamente. Continuo a mantenere contatti con le persone conosciute durante i lunghi anni vissuti nella Scuola. Penso sia estremamente importante, direi essenziale, l’apprendimento nel corso di tutta la vita, altrimenti, per l’individuo, significherebbe NON VITA.

Fin dai tempi dell’infanzia ho sempre provato un profondo piacere nella dedizione agli altri: la soddisfazione ed il benessere altrui mi procuravano contentezza e gratificazione. Al tempo delle elementari, pensando ad un futuro lavorativo, era mio desiderio intraprendere un’attività nel settore sanitario. A imitazione di mio cugino Francesco, avrei voluto diventare tecnico di laboratorio di analisi mediche. Successivamente, a partire dal periodo della Scuola Media, ho iniziato a impartire qualche lezione di ripetizione ad alunni in difficoltà di apprendimento. Era molto gratificante la mia nuova esperienza. Mi piaceva tanto. Credo di ritrovare in essa il germe della mia futura professione. Non era tanto l’insegnamento come trasmissione di sapere e di cultura ad attrarmi, piuttosto era mio prioritario desiderio più profondo la formazione attraverso la conoscenza della persona nel suo essere meno manifesto: la mente, il pensiero, l’intelletto, il sentimento, l’animo… Da ciò la mia iscrizione all’Università di Padova alla facoltà di Pedagogia con indirizzo psicologico e, a conclusione, la tesi di laurea in Psicologia Generale su argomento IL PROBLEM SOLVING. Originaria di  Curtarolo  (PD) mi sono trasferita a Piazzola sul Brenta (PD)  dopo il matrimonio con Roberto. Ho avuto un’infanzia serena. Essendo figlia unica ricercavo  le relazioni interpersonali con i numerosi cugini, i vicini di casa, i compagni di scuola. Da bambina, mi sentivo attratta dal paesaggio naturale che mi ospitava, caratteristico della pianura Padana: l’estensione di campi coltivati, prati, siepi, boschetti. Ero incuriosita e apprezzavo particolari essenze arboree, forme faunistiche, i colori, i profumi e i suoni mutevoli con il cambiare delle stagioni. Mi rilassava lo scorrere dell’acqua dei ruscelli e del fiume Brenta, come pure quello delle precipitazioni atmosferiche. Per quanto lieve avevo l’impressione di avvertire il fruscio della neve che cadeva…

FINTANTO CHE ESISTONO CONSAPEVOLEZZA E VITA DI RELAZIONE …

È possibile l’apprendimento fintanto che esistono consapevolezza e vita di relazione. Esso può avvenire, quindi, nel corso di tutta la vita di una persona ed è molto importante, perché ogni individuo può continuamente arricchirsi e modificarsi. Altrimenti si parlerebbe di fossilizzazione. Si tratta di un processo dove è fondamentale l’autenticità con se stessi e nelle relazioni interpersonali. Intendo la tensione verso una limpidezza e trasparenza della persona, priva di velature che nascondano o mascherino sentimenti e atteggiamenti. Empatia, interiorità e silenzio sono cardini essenziali della mia vita, forze pulsanti che muovono la scrittura e permettono la realizzazione di un’opera. Certamente la scrittura permette di ritrovare se stessi, di entrare nelle sfere più segrete e profonde dell’animo. Attraverso la scrittura è possibile, inoltre,  agevolare, modificare e perfezionare i rapporti interpersonali. Trovo, così, una chiave di miglioramento personale che mi fornisce apertura mentale, approfondimento, arricchimento e gratificazione spirituale.