Paola racconta … mi sono sposata a Roma il 2 settembre 1974

IL FIDANZAMENTO

Non avevo compiuto ancora 22 anni quando mi sono sposata con Gustavo, dopo un fidanzamento durato tre anni. Frequentavamo entrambe il gruppo dell’Azione Cattolica guidato da Luciano Trapé,  ma è stato a Montalto, a casa di un’ amica di famiglia che mi è stato presentato.  Dopo pochi minuti pensai tra me e me: “Questo ragazzo non lo sposerei per nessuna ragione al mondo”. A me piaceva un’altra persona.  Le cose andarono diversamente! Per rendere ufficiale il mostro fidanzamento organizzammo una cena con la famiglia, alla quale partecipò  mio cugino, don Agostino Ballarotto come “rappresentante del capofamiglia”. Mio padre era morto da qualche anno. In quella occasione Gustavo mi donò un brillante! 

Durante il periodo del mio fidanzamento era permesso  uscire la sera. Tuttavia non si usciva molto spesso.. Era permesso fare viaggi al massimo di un giorno. Impensabile organizzare le vacanze insieme. Le canzoni del nostro fidanzamento  sono state:  (I can’t live) Without You di Harry Nilsson e “Parole, parole, parole” di Mina e Alberto Lupo.

I PREPARATIVI E LA CERIMONIA DEL MATRIMONIO

Chiesa di S. Pietro in Montorio

La chiesa  è situata in uno degli angoli più belli di Roma alle pendici del Gianicolo. La particolarità di questa chiesa è il Tempietto del Bramante che racchiude ricchissimi tesori d’arte. Nelle varie cappelle si possono ammirare affreschi di Sebastiano del Piombo, Pomarancio, Pinturicchio e Giorgio Vasari.

Mi sono sposata a Roma  il 2 settembre  1974 nella chiesa di S. Pietro in Montorio. Era  un sabato pomeriggio. La chiesa era bellissima,  l’addobbo realizzato con i fiori bianchi e il velluto blu.  La cerimonia fu molto intima, eravamo solo 35 persone.

Scelsi il mio abito da sposa insieme alla mia mamma, passeggiando a Roma in via Cola di Rienzo. Guardando le vetrine un abito mi colpì. Entrammo, misurai l’abito …era il mio… e lo comprai.  Era un abito lungo, collo alto, pieghe nel corpetto, vita segnata e gonna plissettata molto ampia. In testa avevo il velo ed una camelia bianca. Il  bouquet era composto da fiori d’arancio.

Fu mio suocero ad acquistare le fedi nella gioielleria “Menichelli” di Montefiascone. All’interno delle fedi  vennero fatti incidere  i nostri nomi e la data del matrimonio.   La partecipazione  è stata  classica e semplice con taglio al vivo della carta. Le bomboniere furono acquistate a Viterbo nel negozio “Perugina”. Scelsi dei piccoli grappoli d’uva. Scegliemmo una partecipazione molto semplice, in stile classico  con taglio  della carta al vivo. Sfogliando l’album  ricordo con piacere il rito del matrimonio e l’emozione che mi accompagnò per tutta la cerimonia. Il mio pensiero era per mio padre che non c’era più.

Dopo la cerimonia  abbiamo ricevuto i pochi parenti e i miei due amici al ristorante “Cecilia Metella”, ristorante all’epoca molto famoso.  Quella sera cenava vicino a noi l’attrice Silvana Mangano. Della cena mi ricordo una portata particolare “l’anatra all’arancia”. Durante la cena mia suocera mi regalò una collana e mio suocero esclamò: “Ecco un’altra figlia!”

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