Poesia e fotografia 1/ Candidi Paesaggi dell’anima (bis…)

 Fotografia Arte Poesia … I linguaggi della cultura.   Circolo di studio virtuale 

Contributi di

THE LONESOME PHOTOGRAPHER Alessandro Sarno (FOTOGRAFIA)

Maria Luisa Daniele Toffanin e Giacomo Piciollo (POESIA)

INAFFIDABILE, EPPURE
Inaffidabile questo bianco
dà illusione di immacolata anima del mondo
non esiste
è falso in atto pubblico
eppure quanto lo sento lo amo questo biancore
come vocazione interiore d’innocenza
che solo tu infanzia-candida distesa hai
età mitica età d’oro del mondo.
CATARSI AL CREATO
O immacolato manto, mio Poeta
Immunità-incanto
che colmi vuoti e appiani imperfezioni
livelli oscure crepe
catarsi sei all’anima del creato
pure bellezza effimera
che al primo raggio si scioglierà
sarà acqua benedetta rinnovo di vita
per una altre altre primavere
infanzia altra altra nell’eterno procedere.
CASA
Neve quale vocazione
a purificare l’umana dimora
tu in alto sali fino alle finestre azzurre
che già hanno colore di buono di cielo
innocenza di intima felicità
fiorita a grappoli d’amore.

Antonio Canova – Venere Italica, 1811, Museo Correr (foto dal web)

CANOVA
E tu Canova alla nivea sostanza rappresa
dai forma vita figura
nell’armonia marmorea plasmata
ove nivore candore splendore
brillano eterni nei secoli mille
vivi cristalli di neve di marmo
per volti membra senza fine.
BIANCO DI MARE
Filano la neve le ninfe boschive
– la notte colma di luna –
in fili-rivoli d’acqua che argentea
scivola scivola nel fiume
per l’abbraccio lontano del mare
là le ondine li tessono
in trame altre di candide schiume
e orditi d’acqua azzurra
s’innalzano monti innevati
creste d’immacolata energia vitale
che corrobora l’anima sublimata fino al cielo.
Speranza di pioggia neve come in una favola.

BIANCO  INTERGENERAZIONALE

Maria Luisa Daniele Toffanin e Giacomo Piciollo… Sfumature di BIANCO a confronto,  nel divenire della vita 

FOCUS: ANDREA ZANZOTTO E L’INNOCENZA DEL CREATO

 UN’AMICIZIA TRA NOI LEGGERA (di Maria Luisa Daniele Toffanin)

`{`Andrea Zanzotto`}` ... parlava parlava con tono basso, suasivo, con amabilità e dolcezza, usando un linguaggio colto e fiorito di citazioni ma comprensibile ai giovani. Il loro denso silenzio testimoniava la comunione d’anime realizzata, dirà il poeta nel viaggio di ritorno, non dalla sua persona, ma dal loro fiducioso abbandono alle sue parole. E qui riaffiora il segreto del suo cuore sempre umile, donato agli altri con semplicità.

Piace ricordare Andrea Zanzotto citando l’incipit di una sua poesia Ligonàs I, 1998 da Sovrimpressioni, 2001: quell’intimo splendore/di “c’era una volta” e che/da dirupati anni mi resta diviso… per dire l’incanto di un suo paesaggio perduto, rivisitato dalla memoria poetica come luogo dell’innocenza rigeneratrice della natura e dell’infanzia. Per saperne di più…