
a cura di
THE LONESOME PHOTOGRAPHER Alessandro Sarno (FOTOGRAFIA)
Maria Luisa Daniele Toffanin e Giacomo Piciollo (POESIA)
nuove collaborazioni in circolo…
Milvia Bellinello Romano, Massimo Favaretti, Luciana Filippi, Paola Pampaloni

A MÓ DI INTRODUZIONE…

illustrazione di Luciana Filippi
Perchè il colore nero mi sono chiesta…
E’ un colore così tetro, così cupo… siamo vicini al Natale..il rosso sarebbe molto più adatto per questo periodo..il colore della gioia, della forza, il colore della festa.
Mille immagini affollavano la mia mente a quell’ora del mattino quando ancora il buio avvolgeva le prime ore dell’alba.
Risuonava dentro di me come in lontananza un brano di Paul Mc Cartney che Massimo ama suonare con la sua chitarra..: Blackbird.. forse perchè la parola “nero” si ripete spesso in quel pezzo..
“Uccello nero che canti nel cuore della notte prendi queste ali spezzate e impara a volare.
Per tutta la vita stavi aspettando solo questo momento per spiccare il volo.”
E mentre i pensieri si rincorrono veloci di ritorno dall’Inghilterra dopo una breve visita a mia figlia, quell’uccello nero riappare nel buio della sera nella forma dell’ala dell’aereo sopra una Venezia addormentata ma brulicante di luci gioiose ad accogliere il mio ritorno…
voce e accompagnamento musicale di Massimo Favaretti

DISVELAMENTI (versi di Giacomo Piciollo)
Nero è assenza/E presenza./ Nero è caldo conforto,/Abbraccio/Invisibile/E indivisibile./Nera e tenera/ È la notte di ognuno./Nero è splendida tela/Che si colora/Dei nostri pensieri./Nero è disvelamento,/è epifania./Al calar della sera/Mi rivelo a me stesso/Nei risvolti delle lenzuola/E non mi nascondo./Nera è la coperta/Della notte/Che mi protegge.
audiolettura di Giacomo Piciollo

SORPRESA
Versi di Maria Luisa Daniele Toffanin
Audiolettura di Luciana Filippi.
Accompagnamento musicale di Massimo Favaretti

illustrazione di Luciana Filippi
Non esisti in me/ti caccio come immagine negativa/sei colore deprimente appunto di pessimismo /non esisti/o esisti solo perché c’è il bianco/ che ti abbaglia con la sua luce/e ti relega nell’angolo più lontano/nell’aula della vita dietro la lavagna/l’angolo dei virtuali somari./Ti lasciamo sopravvivere solo/perché ravvivi in noi l’attesa /della luce del palpitio delle stelle/come voce di speranza/canto dell’umano e del divino./Ma se a sera in un tango senza fine/ondeggia nell’aria una gonna di velluto nero/e si apre la giacchina vellutata/ad un bianco candore impalpabile di seta/ecco che allora ti acquisti il non meritato applauso/di colore simbolo d’eleganza/grazie al bianco magico/ binomio cifra di rara bellezza./Quindi nero accettati/che noi ti accettiamo in funzione di…/altro non dico….
IL TACCUINO POETICO DI MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN
CONDIVISIONI ARTISTICHE E POETICHE IN CIRCOLO
nuove collaborazioni in circolo… Milvia Bellinello Romano e Paola Pampaloni

Le luci del nero, disegno di Paola Pampaloni


Fuga Dramma attuale, disegno di Milvia Bellinello Romano
L'ANTICA SOFORA (versi di Maria Luisa Daniele Toffanin)
E quella sera di San Silvestro/noi ragazze oltre la soglia degli anta/uscite sulla soglia stupite al buio pesto/
- le lampade mezze spente - /stupite allo splendore della sofora nuda/che nel buio tutta brillava di inatteso candore/coperta da un manto nevoso fuori programma /in quella notte giovane di San Silvestro./Da un sortilegio resa immagine demoniaca/d’un rosso infernale/forse vendetta del nero ancora una volta sconfitto/ dall’antica sofora rossastra?

fotografie di Milvia Bellinello Romano
NERO ANCORA
Il nero pesto esiste solo come sfondo/da cui balza ad un minimo riverbero d’oro/la chioma il manto della sofora immensa/promessa di sole/solo in un attimo di riverbero d’oro./Poi ancora nero/ nero ancora.
IN FUSAGGINE E LUCE
di Paola Pampaloni
Ombre e luci dell’ interiorità non sempre ci sono note. Talvolta si presentano così fuggevoli alla coscienza che, consapevolmente o meno, le rinneghiamo.
Altre volte, però, si palesano facendoci sperimentare con chiarezza non solo le nostre miserie ma la potenza della nostra luce.
La vidi oltre i vetri
in volo di lucido corvo
nera più della notte
di zaffiro e luna le penne
Poi svanì spettro
inquieto del giorno
La cercai spalancato
l’antone scrutando
a fendenti d’occhiate
il tetto del portico
i nodi del muro d’alloro
le guglie d’abete
con gli anni d’un figlio
Né mai la intravidi acquattata
ma in fuga dal mandorlo
al bosso comparsa fulminea
e imprecisa sottratta
ai miei sguardi furtivi
Così la credetti e m’è
strazio mia madre
che in frullo d’uccello
da terre lontane
tornasse a distrarre
con tocchi di piuma
il mio pianto bambino

Le luci del nero, disegno di Paola Pampaloni
Poi lì contro il cielo
sul ciglio del fosso
un lampo di bianco
in sudario d’airone
E ancora credetti
di scorgerla assolta
dal pingue tremore
librarsi sicura
sul fiato del vento
Non era
Fu me che conobbi
bistrata d’inchiostro viscoso
congenita strenna del buio
che intride l’umano e lo annega
E ancora mi colsi piumata
sgusciare tra salici e canne
col becco proteso alle stelle
per puri decolli di neve
Ad oggi che il buio
non temo più che il nitido
inganno del sole in questo
imbrunire del tempo
mi vedo in fusaggine e luce
MACULATO (versi di Maria Luisa Daniele Toffanin)

fotografia di Milvia Bellinello Romano
É quando la sera nevosa/microcosmo la domestica sofora/si apre /si accende dei nostri segreti palpiti di infinito/e scherzosa nell' eterno contrasto/veste maculato manto canino/per la notturna carica dei 101/. Per celia l’impossibile/della possibile umana inquietudine.