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SULLA SOGLIA. ARTE COME LINGUAGGIO DELLA SPIRITUALITÁ (on line)
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SULLA SOGLIA. ARTE COME LINGUAGGIO DELLA SPIRITUALITÁ (on line)
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Non solo incontri in presenza ma anche la co-progettazione di un percorso culturale virtuale.
L’obiettivo è quello di rendere fruibili on line i contenuti dei Dialoghi 2026, favorendo la condivisione e il confronto tra gli studiosi, i partecipanti e i promotori dell’iniziativa.
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LA PASSIONE SECONDO BACH:
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MUSICA E SPIRITUALITÀ NEL PERIODO BAROCCO
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a cura di Luca PURCHIARONI
Testo della presentazione condivisa con i partecipanti
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@ SULLA SOGLIA
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L’arte stessa è una soglia.
Che cos’è l’arte? È un saper fare che si concretizza attraverso l’uso di strumenti. Noi stessi siamo strumenti, finalizzati alla realizzazione di qualcosa che va al di là della nostra comprensione, al di là della soglia. San Francesco chiedeva al Signore: “Fa’ di me uno strumento della Tua pace”.
Quando il supporto di un’opera d’arte – che sia una tela, una parete o la stessa tecnica esecutiva – diventa invisibile, cioè passa in secondo piano, oltrepassiamo la soglia per entrare in un’altra dimensione, presi per mano dall’autore dell’opera.
Soltanto quando l’artista non mostra il suo sforzo ci arriva il contenuto della sua opera: “Vera ars velat artem” dicevano gli antichi, “La vera arte cela l’artificio”.
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@ LO SCOPO DELLA MUSICA
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Bach usa un’apparente semplicità nelle sue composizioni per veicolare il mistero di cui lui stesso è partecipe, che sia protestante o cattolico (Messa in si minore).
Egli esige il massimo dall’interprete perché sa di rivolgersi con la sua musica a Dio stesso, e il massimo si ottiene solo con l’esercizio della virtù e l’umiltà. Lo scopo è avvicinarsi alla perfezione, cosa che prescriveva anche Sant’Ignazio da Loyola ai suoi seguaci, con gli esercizi spirituali.
La musica non spiega il mistero, ma lo rende udibile.
Bach siglava i suoi spartiti con S.D.G. (Soli Deo Gloria) per sottolineare che la sua opera non è per gli uomini, ma per il Creatore. Si mette egli stesso in secondo piano rispetto all’opera.
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@ L’ARTE BAROCCA
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L’arte barocca è stupore, meraviglia. L’uomo non è più semplice spettatore della vita ma parte attiva, viene buttato sul palcoscenico del mondo per recitare la sua parte, insieme a tutti gli altri. Ognuno deve fare la sua parte nella società, per il bene comune. Lutero traduce la Bibbia in tedesco e fa cantare gli inni al popolo per rendere tutti partecipi del mistero. Bach fa lo stesso, traducendo il Vangelo in musica con le sue armonizzazioni dei corali e le sue Passioni, tanto che verrà chiamato “il quinto evangelista”.
Nel Barocco non ci sono più le tenui sfumature di Tiziano, Raffaello, attraverso le quali si arriva gradualmente alla verità, ma abbagli di luce, sferzate divine, come le catastrofi naturali o la peste. Da qui i contrasti luce-ombra usati da Caravaggio, l’uso delle dissonanze in Frescobaldi e Monteverdi. Tutto ciò serve a scuotere gli animi addormentati, rappresenta l’urgenza di cogliere il mistero e di convertirsi (esigenza della Controriforma) prima che sia troppo tardi (memento mori, presenza della morte nei quadri e nella musica, con i vari tombeau, Stabat Mater, Requiem).
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@ L’USO DELLA RETORICA
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La Retorica è un’arte oratoria che viene usata dalla Chiesa per convincere i transfughi cattolici a rientrare nell’ovile, soprattutto durante la Controriforma. Trova applicazione nelle arti, compresa la musica.
Bach impara l’arte della Retorica in carcere, dove ha letto Quintiliano e ha composto una serie di corali. La musica strumentale, da Frescobaldi in poi, non ha più bisogno della parola per esprimersi. Egli impara l’arte musicale da Monteverdi, il quale si serviva dei “madrigalismi” per rafforzare un concetto testuale. Bach ha imparato molto dalla musica di Frescobaldi. Quest’ultimo può essere considerato come colui che apre le porte del Barocco musicale. Mentre Bach le chiude.
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@ SIMBOLISMO RELIGIOSO
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La musica di Bach è piena di simboli: il diesis (#) in tedesco si dice Kreuzen, cioè “croce”, e compare spesso insieme alla parola nelle Passioni.
Quella secondo Matteo è scritta proprio nella tonalità di mi minore, che ha un diesis in chiave. In molti suoi spartiti compare la sua firma usando le quattro note b.a.c.h. (notazione tedesca).
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DIALOGHI DALLE BENEDETTINE CHIESA DI S. LUCIA, TARQUINIA, 23 APRILE 2026 h 18,30
“LA PASSIONE SECONDO BACH. MUSICA E SPIRITUALITÀ NEL PERIODO BAROCCO” A CURA DI LUCA PURCHIARONI
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PROGRAMMA DEL CONCERTO D’ORGANO
EXORDIUM
Bach: “Preludio in mib BWV 542”
(captatio benevolentiae, richiedere e meritare l’attenzione, stile fiorito, gioiosità, teatralità)
NARRATIO
Corale BWV 622 “Uomo, piangi il tuo grande peccato”
(contrizione, pentimento, riconosco di essere un peccatore)
ARGUMENTATIO
Corale BWV 637 “Per colpa della caduta di Adamo siamo tutti corrotti”
(tentativo di persuasione: non è interamente colpa mia, c’è il peccato originale a monte)
Corale BWV 639: “lo ti invoco, Signore Gesù Cristo” (mi rivolgo a Te, per salvarmi)
PERORATIO
Fuga in mib BWV 542:
(Tu sei colui che tutto può, il Padre che ha mandato il suo unico Figlio per salvarci,
e con lui lo Spirito Santo, che tutto perdona, quindi può perdonare anche me)
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LUCA PURCHIARONI organista, clavicembalista, compositore, si è diplomato al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma in Organo e Composizione organistica (m° L. Celeghin) e in Clavicembalo (m° P. Bernardi) con il massimo dei voti e la lode. Si è specializzato in musica antica all’Accademia per l’Organo Italiano (m° L. F. Tagliavini) e all’Accademia Chigiana (m° C. Stembridge).
Ha collaborato con Zubin Mehta, Sigiswald Kujiken, il London Simphony Choir, l’Orchestra Nazionale di Radio Sophia, Orchestra Sinfonica di Roma, Mariella Devia, Gloria Banditelli, Fabio Armiliato, Daniela Dessì ed ha raccolto sempre unanimi consensi da pubblico e critica, compresa la rivista Amadeus.
Ha preso parte a diversi Festival in Italia e all’estero. In Spagna, ha suonato per 5 anni di seguito (2013-2017) il tradizionale Concerto di Capodanno sull’organo della chiesa del santo patrono di Salamanca (Spagna), San Juan de Sahagùn, e a Burgos nel 2018 ha suonato per gli 800 anni della Cattedrale.
È stato organista delle Udienze Generali del papa Giovanni Paolo II (1999-2003) e della chiesa di Sant’Ignazio da Loyola a Roma (1992-2003), prima di trasferirsi temporaneamente al Cairo, dove ha fondato e diretto il coro dell’Istituto Spagnolo di Cultura “Cervantes”. Leggi tutto
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