Sulla soglia/ In dialogo con Sara Silvestri

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SULLA SOGLIA. ARTE COME LINGUAGGIO DELLA SPIRITUALITÁ (on line)

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Non solo incontri in presenza ma anche la co-progettazione di un percorso culturale virtuale.

L’obiettivo è quello di rendere fruibili on line i contenuti dei Dialoghi 2026, favorendo la condivisione e il confronto tra gli studiosi, i partecipanti e i promotori dell’iniziativa. 

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Nei mesi scorsi, durante la progettazione della nuova edizione dei DIALOGHI DALLE BENEDETTINE  2026, il nome dell’artista Marcello SILVESTRI era stato indicato per  inaugurare e introdurre la mostra di pittura e scultura “La luce dell’anima” di Riccardo SANNA e  il ciclo di incontri in programma. 

Purtroppo il 7 marzo scorso,  all’età di 80 anni, il Maestro SILVESTRI, poliedrico artista italiano ispirato dalla contemplazione del sacro, e principale interprete contemporaneo della tradizione cristiana,  è deceduto.

Il funerale – o “trasferimento di vita” come lui diceva – con una messa animata festosamente da parenti e amici,  si è svolto presso la Comunità Mondo Nuovo di Tarquinia, centro di recupero dalla tossicodipendenza dove Marcello teneva da anni le sue originali meditazioni bibliche ogni sabato pomeriggio. 

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@L’UOMO DI POLVERE E SABBIA 

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È stata la figlia Sara SILVESTRI a ricordare la collaborazione dei genitori con il Monastero delle benedettine di Tarquinia,  dove negli anni ’80 iniziarono assieme all’allora badessa Madre Antonia i primi incontri ecumenici della diocesi durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, evento promosso dal movimento ecumenico ogni gennaio in tutto il mondo. Sara ha anche invitato i partecipanti a ripercorrere la vita e il percorso artistico del padre attraverso il documentario L’Uomo di Polvere e Sabbia  realizzato da Andrea Franceschini e Lia Beltrami con musiche originali di Alberto Beltrami. Questo film no profit, che ha già vinto 4 premi internazionali, propone il percorso creativo, spirituale e mistico dell’artista italiano contemporaneo (27 minuti, 2026 DueDueLab).

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L’ecumenismo, ha ricordato Sara Silvestri, é una chiave di lettura essenziale dell’operare artistico e della spiritualità di Marcello. Questo é evidenziato in maniera particolare dal suo libro Sapienza Antica Arte Contemporanea (Claudiana/San Pablo 2023) che é nato proprio da un lungo percorso di dialogo e di fraternità con vari pastori evangelici, tra cui il noto teologo Paolo Ricca, autore dell’introduzione del volume. Il libro raccoglie 54 opere, divise in sei sezioni: Torah, Profeti, Salmi, Vangeli e Atti, Lettere di Paolo, Apocalisse.

La prospettiva dell’autore Marcello Silvestri chiama in causa la tradizione cristiana e le sue radici ebraiche: presuppone una trascendenza, che si comunica mediante la «Parola biblica».

Ricca di simboli, la sua arte traduce, senza ricondurla a dogmi o a immaginari sacri tradizionali, l’energia della Parola che, se da un lato rivela qualcosa della trascendenza, dall’altro mostra qualcosa dell’umano, dirigendo quest’ultimo verso la costruzione di una società aperta ad abbracciare tutti.

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Pagina dopo pagina, opera dopo opera emerge una prospettiva ampia e olistica: restituisce l’umano a se stesso, interpellandolo perché si scomodi in favore di un progetto comune. La sua opera diventa, infine, un punto interrogativo rivolto all’osservatore di oggi. Di fronte a essa, ci si può chiedere: quale contributo offrire alla società?

Questa la domanda che rimane aperta. Conoscere e a far conoscere l’arte poetica e spirituale di Marcello Silvestri è l’invito rivolto ai partecipanti durante il primo incontro dei Dialoghi delle benedettine dalla figlia Sara, attraverso la lettura di un breve estratto  estratto di Marcello dal suddetto volume. 

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“Questi lavori non sono una Biblia pauperum, ma un’energia che scaturisce dall’ascolto della Parola.

Un emozione che si tra­sforma in materia, colo­re, architettura degli spa­zi, per mostrare la sua preziosa valenza contem­poranea.

Non dipingo Santi o Ma­donne, e neppure proie­zioni di cieli futuri, per­ché la fede non diventi un luogo nostalgico per evadere dai problemi del  vivere.

In  I Giovanni 3,2 sta scritto: «Quel che sa­remo non è ancora ma­nifesto». Quindi l’aldilà non lo sento come un mio problema. Quel che sarà, sarà!

È il presente che si colora e dà luce all’ope­rare dell’uomo: maschio o femmina, quando il te­sto sacro si fa energia vi­tale operante nelle per­sone coscienti della loro povertà creaturale. Io non so se ho veramen­te fede, ma sento mia e  condivido la fede dei cre­denti che, prima di defi­nirsi in base alle varie confessioni e denomina­zioni, antepongono l’ag­gettivo cristiani.

La mia non è arte santa.

Il mio è un operare affin­ché il programma:

«Sa­pienza antica e arte contemporanea» diventi Sa­pienza contemporanea.

Il senso contenuto nei te­sti biblici è la contempo­raneità”.

 

Marcello SILVESTRI 

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