Through Bruna’s Lens… Collage di pensieri

Tu chiamali se vuoi… Collage di pensieri 

Testi, foto e immagini di Bruna Riacci Genovese 

29 maggio 2021/ My Head is in the Clouds

Ennio Flaiano diceva che: “Sognatore è un uomo coi piedi fortemente appoggiati sulle nuvole.”
Io prima non sapevo manco dove stavo, ma adesso ho capito di abitare parzialmente lassù.
Tra l’altro, vivere un po’ con la testa tra le nuvole mi aiuta a tenere i piedi per terra.
Quella specie di piattaforma in alto mi si confà molto e funziona bene, perché posso erigere i miei castelli, a cui tanto aspiro, in maniera più elevata e personalizzata. Nessuno li tocca, così sono e così rimangono.
Magari ogni tanto devo riscendere al reale, lo guardo con scetticismo, assolvo le mie funzioni e mi affretto a risalire all’altra orbita.
Non mi dite di cambiare, perché a me piace vivere così e non ne posso fare a meno. Forse sarà una dipendenza…
Inoltre, ho pure pensato che ci guadagno di posizione, perché quando sarà la mia ora, è possibile che mi sentirò già familiarmente a casa. Io scelgo di guardare in alto, a stupirmi di ogni bellezza, anche la più fuggevole e così fate pur voi, se vi garba…
Datevi il permesso di vivere la vita, almeno un po’, con la testa tra le nuvole!

So keep looking up, marvel at the most ephemeral beauty and always remember to live your life, even a bit, with your head in the clouds!

3 giugno 2021/ Flatness – Come risolvere il “Piattume”

Coloro che avessero una vita piatta, si rincuorassero, ché non hanno neppure bisogno di un ferro da stiro.
Se già ne posseggono uno e per caso si rompesse, facessero i loro calcoli e si risparmiassero la spesa di ricomprarlo.
Coloro che hanno una vita inodore, forse dovrebbero industriarsi ad annusare altrove.
Coloro che hanno una vita insapore, magari potrebbero addestrarsi con fantasia a condire in cucina.
Coloro che vivono una vita incolore, dovrebbero senz’altro controllarsi la vista e decidere se accontentarsi solo del bianco e nero.
A me piacciono le pieghe, gli odori, i colori e i sapori.
Se mai dovessi scorgere all’orizzonte avvallamenti o promontori di inaspettata rilevanza, ve lo farò sapere…
Non perdetemi d’occhio!

28 maggio 2021/ Dimenticare – Oublier

In generale si dimentica ciò che non si ha il desiderio di ricordare.
Non possiamo ricordare tutto e non possiamo dimenticare tutto.
Si tende a rimuovere inconsapevolmente gli eventi traumatici che ci hanno sconvolto oppure si attua una sorta di “Memoria Selettiva” per opportunismo e convenienza, onde scansare qualcosa che si ritiene irrilevante o addirittura controproducente.
Ciò non esclude che questo qualcosa, mal elaborato, riaffiori all’improvviso, quando uno meno se lo aspetta, perché i ricordi tendono ad essere liberi e invasivi.
La memoria ha bisogno di essere sempre alimentata, quella individuale e quella collettiva e serve una storia dietro, che è fatta di fili e di appigli, altrimenti a poco a poco ogni cosa svanisce.
Tutti noi, più o meno, siamo assediati dai ricordi, che riemergono talvolta prepotenti, però non dobbiamo pensare che il passato è “Cosa vecchia e immutabile”, ma che è invece in gran parte il frutto della nostra personale interpretazione di eventi che furono, drammatici, gioiosi o magari banali.
E noi li ripercorriamo continuamente e li rivalutiamo.
Io ci tengo troppo alla memoria, perché è la costruzione della mia identità, nel bene e nel male e stando lontana dalla mia terra ho sempre paura che una parte di me stessa mi sfugga.
Anche gli oggetti hanno una storia da raccontare e mi aiutano a tirar avanti, senza farmi scordar del passato.
Persino un viso o un profumo mi conservano un vissuto intatto.
Perché poi la vita, per così dire, tenderebbe a stritolare pure le pietre, come per appiattire tutto al presente, ma questo non lo dobbiamo permettere, perché il passato resta come nostra traccia e sta a noi rievocarlo!
La memoria può essere un tantino pericolosa, perché a volte finisce per costruire dei “Miti”, che in realtà non esistono, ma pure questo è permesso, secondo me, nei limiti della correttezza ed accertabilità.
Collettivamente parlando dobbiamo essere idealisti, pensare che la Storia in generale è “Maestra di Vita” e tener conto degli insegnamenti del passato, ma vedendo sempre come le cose si trasformano, anche se non necessariamente in evoluzione.
Non esistono medicine contro la violenza umana, ma confido nel fatto che se almeno facciamo appello alla memoria, potremo usarla come sprone, ricordare le ingiustizie e denunciarle.
Io mi reputo “Coltivatrice di Emozioni”, che tengo sparpagliate nella mia memoria e mi fido di loro, perché mi informano in continuazione di come sto. Io le distinguo e mi considero privilegiata.
Talvolta sono costretta a monitorare la loro intensità, ma non le metto mai a tacere, perché sono vitali, mi sono utili, mi proteggono, mi camminano nel cuore, accarezzandomi l’anima ogni giorno e soprattutto mi aiutano a non dimenticare!
Io mi stufo di quelli che non si curano di ricordare, non sono per me…Che le emozioni se le andassero a ripassare!