Ci si mette anche il Covid. Esso dà un bel colpo a tutti i tuoi progetti, ai tuoi sogni, e improvvisamente, ti ritrovi a doverti reinventare. Stai fermo per mesi e, invece che goderti quel meritato riposo per tutte le tue fatiche, soffri perché, come uno spettro, quell’ansia costante di dover per forza fare, dimostrare, produrre, continua a perseguitarti. Accompagna i tuoi sogni, i momenti belli e i momenti brutti. Ti avvelena, ti pervade, ti senti bloccato in un’adolescenza perenne senza fine, passata a studiare per concorsi che non arrivano, a vedere serie televisive, a guardare foto dei tuoi viaggi passati, rimpiangendo la felicità di quei momenti. Poi un bel giorno la chiamata arriva, hai ottenuto la tua prima supplenza. Il tempo è tiranno, può distruggere tutto, può regalarti momenti terribili, ma è anche vero che piano piano, alcune cose le mette a posto. E allora ripensi ai mesi precedenti e ti rendi conto di quanto fossi stato sciocco a stare così male, a preoccuparti. Passiamo la vita a correre per renderci conto, ad un certo punto, che esistono momenti in cui, invece, bisogna fermarsi. Non possiamo fare altro che accettarli, e tentare di viverli con serenità. Ho sprecato tempo in quei mesi? No, perché ho avuto occasione di riprendere le mie passioni, vecchi progetti cui non lavoravo da molto, e soprattutto. Questo tempo di forzato stop mi ha fatto crescere. Il tempo non è mai sprecato, perché ogni singolo istante della nostra vita porta qualcosa in essa.