Time management… imparare ad allentare la presa

Le domande prima del lockdown….

Riesci a darti autonomamente degli obiettivi da raggiungere?

Sei in grado di programmare una strategia chiara ed efficace per raggiungere gli obiettivi che ti poni?

Sei perseverante oppure ti fermi alle buone intenzioni?

Sei capace di gestire ed organizzare il tempo e gli impegni nel modo migliore?

Cosa é cambiato in questo ultimo anno? La sfida di gestire il tempo nell’incertezza dell’emergenza sanitaria  in che modo mi sta trasformando?

Gestire se stessi nel tempo della pandemia… un approccio riflessivo all’esperienza 

dal blog di Miriam Burbi

PRENDITI TEMPO 

Prenditi tempo per pensare,
perché questa è la vera forza dell’uomo.

Prenditi tempo per leggere,
perché questa è la vera base della saggezza.

Prenditi tempo per pregare,
perché questo è il maggior potere sulla terra.

Prenditi tempo per ridere,
perché il riso è la musica dell’anima.

Prenditi tempo per perdonare,
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti.

Prenditi tempo per amare ed essere amato,
è il privilegio dato da Dio.

Prenditi tempo per essere amabile,
questo è il cammino della felicità.

Prenditi tempo per vivere!

P. Neruda

Ragionando sul tempo, questa bellissima poesia di Neruda è subito sovvenuta alla mia mente.

Non è mai ridondante ripetere quanto il tempo che si spende per “amare ed essere amati” non sia inutile, che anzi sia necessario in quanto costituisce il nostro privilegio in quanto umani.

Spesso gli input esterni possono portare a pensare che soltanto investire la propria persona in lavoro, dovere, produttività sia lecito, e che tutto il resto sia “pigrizia”. Io stessa sono stata vittima di questo “meccanismo” di pensiero fallace. Investire negli altri, investire il tempo per gli altri è invece ciò che, primariamente, ci rende umani.

Saper bilanciare e calibrare questi due aspetti importanti della vita, il dovere da un lato e l’essere individui sociali che necessitano di socialità, costituisce una delle sfide più complesse dell’esistenza.

Chi non gestisce bene il proprio tempo può soffrire di questi disturbi:

– provare una sensazione spiacevole che deriva dall’impressione di mancanza di armonia interiore

– subire rimproveri di passività, di agitazione

– subire la mancanza di disponibilità da parte di coloro che lo circondano.

Tali situazioni possono compromettere anche seriamente la vita di un individuo, per questo gestire il proprio tempo in maniera sana e saggia si rivela così importante. Ma come farlo? E cosa significa primariamente?

Innanzitutto è necessario avere chiaro qual è l’obiettivo delle giornate che si susseguono, cosa dà loro un senso? A quale direzione possono arrivare? Che scopo abbiamo?

Solo una volta chiarito questo, possiamo poi decidere se stiamo usando il nostro tempo in maniera più o meno fruttuosa.

Spesso nella mia vita mi sono data obiettivi troppo alti, che mi hanno spinta a sacrificare molto tempo, troppo. Prima volevo studiare, diplomarmi a pieni voti, poi volevo laurearmi velocemente e con il 110 e lode, poi volevo lavorare il prima possibile e al meglio… sono riuscita ad ottenere sempre quello che volevo, spesso però sacrificando il tempo per la socialità, o  quello necessario per allentare la tensione. Solo ultimamente, a causa dei molti impegni lavorativi, mi sto interrogando sulla mia gestione del tempo e sto cercando di organizzare delle “tabelle” di gestione giornaliera, in cui inserire anche   lo spazio  necessario per coltivare l’amicizia, lo sport, il lavoro e  ricordarmi del necessario tempo  per la solitudine e  la riflessione. Non sempre riesco a rispettarle, a rispettarmi e a lasciare a me stessa il tempo di andare avanti senza essere sopraffatta dalla tensione costante di “essere perfetta” in tutto ciò che faccio.

Ho avuto bisogno di organizzare il tempo, per non percepirlo distorto, confuso, per non lasciarmene inghiottire.

La trappola: l’ansia di perdere tempo … 

S. Dalì, La persistenza della memoria

Forse è anche questo sbagliato? Forse anche questa “soluzione” momentanea non è comunque quella ottimale? Il mio voler incasellare tutto, intabellare le mie giornate per farle quadrare perfettamente è probabilmente anch’esso innaturale e fonte di stress.

Insegnare in una scuola al 50% in presenza e al 50%  in smart working ha nuovamente aumentato la tensione riguardante il mio rapporto con il Tempo. Da casa le ore sembrano eterne, la mancanza di contatto visivo e concreto fa sentire in una specie di “bolla” chiusa, inquietante…

Queste riflessioni affollano la mia mente e spero un giorno di riuscire a vivere spontaneamente, in modo meno inquadrato e “organizzato” in maniera eccessiva.

Perché ho così tanta paura di non farcela?

Perché ho così paura che ogni singolo minuto possa rappresentare un fallimento se non ben sfruttato?

Vorrei invitarvi a riflettere su questo concetto in maniera più ampia, collegandolo ai vostri obiettivi, alla vostra personalità …

Ripensavo alla mitologia greca, a Crono, dio del tempo. Secondo il mito, egli regnava prima ancora che l’Universo fosse creato, dio primordiale, dedito a governare il ruotare della Terra, il cielo e, ovviamente, lo scorrere del tempo. Egli stesso avrebbe partecipato alla creazione del Mondo e, incontrandosi ed unendosi ad Ananke, dea del destino inevitabile, avrebbe dato origine ad un uovo. Quest’ultimo, diviso in tre parti, avrebbe portato al risultato della creazione di terra, mare e cielo. Pur non sapendo ancora nulla di ciò che noi oggi chiamiamo “scienza esatta”, i greci avevano capito che la Terra dipendeva dall’incontro tra destino e tempo, un incontro mistico, magico, un intreccio che ha permesso la vita.