Time management… osare la cura di sé

Le domande prima del lockdown….

Riesci a darti autonomamente degli obiettivi da raggiungere?

Sei in grado di programmare una strategia chiara ed efficace per raggiungere gli obiettivi che ti poni?

Sei perseverante oppure ti fermi alle buone intenzioni?

Sei capace di gestire ed organizzare il tempo e gli impegni nel modo migliore?

Cosa é cambiato in questo ultimo anno? La sfida di gestire il tempo nell’incertezza dell’emergenza sanitaria in che modo mi sta trasformando?

Gestire se stessi nel tempo della pandemia… un approccio riflessivo all’esperienza 

dal blog di Eleonora Braida 

Mi rivolgo a tutte quelle persone  che, come me, si trovano senza una occupazione, magari stanno  studiando. In questo periodo, mandare avanti i propri obiettivi, i propri sogni, la propria vita è ancora più difficile. Siamo un pò tutti rinchiusi in un loop infinito, costretti a camminare lungo un lungo tunnel nero. Almeno, così mi sento in questo periodo della mia vita!

Ogni giorno è uguale all’altro, ogni giorno sembra non portare a nulla!! In  stand by perenne, tra incertezza e nervosismo generale, con un retrogusto di ansia per quello che verrà dopo. La concentrazione vacilla, la voglia, il desiderio di migliorarsi, la determinazione pian piano si diradano sempre di più.
Del resto perché impegnarsi in qualcosa se dopo sarà tutto inutile??
Diventa tutto pesante, tutto difficile, tutto arido, asettico. Anche parlare con gli altri è faticoso; dopo tutto che cosa hai da dirgli?? Che cosa puoi raccontare per animare una conversazione??
Non hai un lavoro, il tuo mondo è tra quattro mura e un terrazzo… Giorno dopo giorno, ci si sente appassire sempre di più, scomparire dietro delle belle foto su qualche social di quell’unica ed emozionante volta che sei andato al negozio vicino a casa, facendo il giro più lungo per passare attraverso un parco giochi in cui non metti piede da anni, ma che in quel momento senti il dovere di rivedere, non sai nemmeno tu perché. Ma anche quando  arrivi li, vedi la tua ex scuola con un’ aria così triste attorno, il parco giochi transennato con cartelli avvolti da quelle bustine di plastica trasparente che riflettono la luce del sole diventando ancora più evidenti.
Dovresti studiare, ma poi pensi: Ma perché lo dovrei fare?
Del resto,  dopo questi anni di università che cosa avrò? Che cosa resterà per me nel mondo dopo tutto questo?
Perché dovrei cercare un lavoro ora? Chi mi prenderebbe?? Dove mi prenderebbero?  Davvero voglio darmi la botta finale ricevendo un “no”?

Appassendo – foto di E. Braida

E con tutte queste domande, questi pensieri….il tempo che passa, lento, non ricordi che giorno della settimana fosse ieri, e ti chiedi che giorno sia oggi. Alla fine il tempo passa, e continua a passare!
Ti rendi conto di chi ti manca e chi no. Ti rendi conto che vorresti dei rapporti, delle relazioni migliori intorno a te.  Ma poi diventa bello stare da soli! Non doversi interfacciare con un’ altra persona, non dover far finta di stare bene, non dover far finta che vada tutto bene…. Forse è quasi meglio così!
Giorno dopo giorno senti dentro di te che qualcosa sta cambiando, la rabbia, il nervosismo verso tutti, te stesso, il mondo si fanno sempre più largo.

La mente viaggia, e vecchi fatti vengono a galla, cose stupide, di poco conto, o grandi dolori che pensavi di aver superato. Tutto fa ancora più male, tutto ha un altro sapore, un’ altra lettura, un altro colore…e tu appassisci, lentamente, rendendotene conto giorno dopo  giorno… Quando ci si sente persi, quando si sente di non poter fare nulla per migliorare la propria vita, quando tutto quello che si cerca di fare va male, o non è possibile al momento, cosa si può fare?

Resistere al tempo   foto di  E. Braida

Personalmente, ho iniziato ad organizzare la mia giornata in modo poco organizzato e molto flessibile, per evitare di cadere preda della quotidianità.
Quindi se voglio studiare di mattina, lo faccio, sennò sposto lo studio al pomeriggio.
Mi prendo del tempo per me, prendendo cura della mia pelle, dei miei capelli, sentendo la musica che mi piace, cercando di imparare a tempo perso qualche parola nuova in inglese e in arabo (mia passione attuale, sempre avuta, ma sviluppata in questo periodo), parlare al telefono con un amico e scrivendo.
Prendersi cura del proprio tempo, non restare senza fare nulla, farsi scorrere il tempo addosso facendo qualcosa di costruttivo che ci rende felici, che a fine giornata ci faccia dire che abbiamo fatto qualcosa. Solo trovando un pò di linfa vitale nelle piccole cose di tutti i giorni si può sperare di non appassire, di non perdersi, di non cadere preda dell’ansia e della voglia di buttare tutto quello che si è fatto.
Vivere ogni giorno con la volontà di renderlo in qualche modo speciale e utile a noi stessi.
Arriverà anche il nostro momento, ma intanto, prendiamoci cura di noi stessi; non abbandoniamoci.