a cura di Marisa PERUZZO
Incontrai Valentina per la prima volta all’inizio dell’Anno Scolastico 1994/95, nella scuola di Presina-Piazzola sul Brenta – Padova, mia sede di servizio da parecchi anni. `{`…`}` Ritrovai Valentina quando noi insegnanti, venute a conoscenza della sua abilità nel ricamare a punto croce, le chiedemmo di decorare una parure di asciugamani da regalare a una nostra collega per il suo matrimonio. Con l’occasione mi fu possibile ammirare la precisione artistica del suo lavoro `{`…`}` (Marisa PERUZZO)
Il mio percorso è iniziato all’età di nove anni a scuola `{`…`}` Mi sono dedicata ai più svariati generi di opere richiedenti l’utilizzo di materiali e attrezzature particolari. In questo periodo sono impegnata nella creazione di borse di vari tipi e modelli: con perle, all’uncinetto e, prossimamente con l’utilizzo di cristalli; questa dovrà necessariamente essere di piccole dimensioni per non essere troppo pesante. Mi piacerebbe che i miei lavori fossero apprezzati e commercializzati; desidererei tanto che questa mia passione e dedizione diventasse un’attività professionale (Valentina SALVATO)
Incontrai Valentina per la prima volta all’inizio dell’Anno Scolastico 1994/95, nella scuola di Presina-Piazzola sul Brenta – Padova, mia sede di servizio da parecchi anni. Lei, con i suoi compagni di classe quinta, accompagnati dalle loro maestre Daniela, Elisa e Giustina proveniva dal plesso scolastico di Carturo di Piazzola sul Brenta, da poco soppresso e accorpato a quello di Presina.
Per la sua figura minuta e, all’apparenza esile e gracile, Valentina catturava l’attenzione di coloro, come me, che non l’avevano mai vista prima. Si aveva l’impressione che fosse molto più giovane dei suoi compagni; si pensava appartenente a quegli alunni che iniziavano anzitempo a frequentare la scuola dell’obbligo, quelli delle così dette ‘primine’.
In realtà, Valentina non era ciò che esprimevano le apparenze. Era coetanea con gli alunni della sua classe, nella quale era ben inserita e, con il passare del tempo, si dimostrò fortemente determinata, capace di svolgere nel migliore dei modi tutte le attività riguardanti la vita scolastica.
Inoltre l’ordine, la pulizia, la cura della persona e il buon gusto, che Valentina manifestava con l’eleganza del tutto personale non passavano inosservati. Doti, queste ultime, di certo trasmesse dalla finezza di mamma Edi. La maestra Daniela, infatti, grazie alla bravura della signora Edi che glielo aveva ideato e confezionato, a scuola sfoggiava un grembiule bello e originale da destare l’invidia di noi colleghe.
Di Valentina ricordo il sorriso, la serenità e la gioia che trapelavano dal suo volto; in particolare mi resta impresso lo sguardo penetrante, attento e partecipe, che esprimeva attraverso i suoi occhietti emananti una luce particolare, che in questa stagione, chissà perché, ritrovo in quelli del pettirosso.
La frequentazione con la famiglia Salvato trovò soluzione di continuità quando la sorella Jessica iniziò a frequentare la prima elementare nella classe che mi era stata assegnata e fu mia alunna per cinque anni, terminati i quali, in un certo senso ci si perse di vista.
Ritrovai Valentina quando noi insegnanti, venute a conoscenza della sua abilità nel ricamare a punto croce, le chiedemmo di decorare una parure di asciugamani da regalare a una nostra collega per il suo matrimonio.
Con l’occasione mi fu possibile ammirare la precisione artistica del suo lavoro e apprezzare molte altre sue opere, che più avanti sarà nostra cura presentare.
È degna di nota l’abilità di Valentina nell’utilizzo delle sue piccole mani e delle dita minute. Penso che la precisione e la perfezione dei suoi manufatti derivino essenzialmente da questa sua caratteristica.
Di recente sono ricorsa all’aiuto di Valentina e di mamma Edi per portare a termine un lavoro da eseguire con l’utilizzo dei cristalli Swarovski e con grande soddisfazione ho avuto modo di apprezzare altre opere realizzate da Valentina.
In particolare, è stato sorprendente per me apprendere della pubblicazione di un libro per bambini con allegata una bambola di sua ideazione e creazione.
Da qui mi scaturisce l’idea di chiedere la collaborazione con Geapolis, che lei accoglie con immediata disponibilità.
Conversazione con Valentina Salvato
Oggi pomeriggio sono ospite a casa di Valentina; con lei e con la mamma, dopo aver parlato del più e del meno, focalizziamo l’attenzione sulle caratteristiche, sul vissuto, sulle esperienze, sull’operosità di Valentina. Le chiedo di parlare di sé, di iniziare a presentarsi attraverso poche parole chiave: tre aggettivi, tre verbi e tre emozioni.
Lei così li espone… “CREATIVA, RIFLESSIVA, TERSTARDA sono gli aggettivi che più mi rappresentano. INVENTARE, OPERARE, ACQUISTARE i verbi. FELICITÁ, AMORE, RABBIA le emozioni”.
Valentina prosegue…
“Mi piace impegnare il tempo OPEROSAMENTE, alla costante ricerca di scoprire novità che suscitano in me INTERESSI SEMPRE NUOVI. Penso in continuazione, anche di notte quando non dormo, cerco, mi documento spesso tramite i video- tutorial e provo a capire se l’idea possa essere valida, attuabile, accattivante. RIFLETTO MOLTO, considero e rielaboro prima di avviare un’attività. Quando poi decido di mettermi all’opera sono consapevole di riuscirci a tutti i costi, magari anche, riprovando più e più volte, correggendo e regolando il percorso fino alla realizzazione ottimale, che mi soddisfa. In genere non mi arrendo mai, non mi è mai capitato; proprio in questo sta la mia TESTARDA DETERMINAZIONE.
Sono sempre alla ricerca di nuovi e originali materiali da acquistare, a volte anche costosi e per averli ricorro alla sponsorizzazione di mamma, in genere, ma talvolta anche di nonna Oliva.
Spesso inizio da un’ IMMAGINE STIMOLO o, come dice la mamma, da ‘una follia notturna’, nel senso che di notte penso, creo l’idea, per poi, alla mattina proporla alla mamma; lei, all’inizio, quasi mai mi asseconda e approva, però, alla fine, sempre e ad ogni buon conto ottengo quel che chiedo per conseguire il mio obiettivo.
Provo felicità, gioia e tanta soddisfazione quando arrivo ad ammirare il mio manufatto concluso. Posso dire che la mia COSTANZA e testardaggine sono sempre premiate, nel senso che non ho mai sperimentato un insuccesso; provo, riprovo, smonto, rifaccio all’infinito anche ferendomi le mani, procurandomi dolori diffusi ai polsi, alle braccia e alle spalle, stremando i famigliari che mi stanno accanto, ma alla fine mi giunge la gratificante ricompensa.
(Nel corso della conversazione con Valentina noto che la maggior parte delle sue minuscole dita sono fasciate da un cerotto. Alla mia richiesta di spiegazione mi risponde che trattasi di una forma di protezione da ferite e calli provocati dai materiali e strumenti che di volta in volta utilizza).
Quando mi si chiede cosa intendo per amore rispondo che è passione per ciò che creo, è dedizione, ma è anche il sentimento che provo per gli animali in genere, con particolare riguardo ai due gatti di famiglia ed è il piacere per la lettura.
Talvolta provo pure RABBIA, quando, in seguito ad un’infinità di prove ed errori, mi è difficile terminare l’impresa avviata…
IL MIO PERCORSO É INIZIATO ALL'ETÁ DI NOVE ANNI A SCUOLA
Il mio percorso è iniziato all’età di nove anni a scuola, dal momento in cui la maestra Daniela ci aveva insegnato il lavoro di ricamo a punto croce, che impegnava e appassionava sia noi femmine sia i compagni maschi; avevamo realizzato dei bei cuscini come lavoretto di Natale da regalare ai genitori.
Da allora ho continuato a ricamare senza interruzione per realizzare lavori di diverso tipo, anche su commissione, come parure da cucina e da bagno, fiocchi nascita e bavaglini; uno che particolarmente mi ha soddisfatto è la riproduzione di un’opera antica; tanto è piaciuto a me e ai miei famigliari che abbiamo deciso di tenerlo per noi di incorniciarlo e tutt’ora fa bella mostra di sé in salotto.
Ho pure realizzato a punto croce un acquario con fondale e pesci: lavoro molto impegnativo che aveva comportato l’utilizzo di quaranta colori diversi di filo e al quale ho dedicato alcuni mesi impiegando otto ore di lavoro quotidiano.
Mi sono dedicata ai più svariati generi di opere richiedenti l’utilizzo di materiali e attrezzature particolari. In questo periodo sono impegnata nella creazione di borse di vari tipi e modelli: con perle, all’uncinetto e, prossimamente con l’utilizzo di cristalli; questa dovrà necessariamente essere di piccole dimensioni per non essere troppo pesante.
Mi piacerebbe che i miei lavori fossero apprezzati e commercializzati; desidererei tanto che questa mia passione e dedizione diventasse un’attività remunerata.
Borse con tecnica delle perline
Valentina, quali sono i punti di forza che ti fanno scommettere sul successo dei tuoi progetti?
La mia costanza e la mia ferrea determinazione sono per me una garanzia di successo.
Quali gli ostacoli che ti rallentano il percorso?
In genere sono sempre riuscita a superare gli ostacoli grazie al mio tenace impegno. Talvolta le difficoltà momentanee sono determinate dalla reperibilità dei materiali e dal loro costo eccessivo, ma per mia fortuna trovo la soluzione che mi soddisfa tramite Internet; basti pensare che quasi quotidianamente al mio indirizzo di residenza giungono corrieri per la consegna di ordini da me effettuati.
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Le moderne teorie sulle intelligenze multiple e sulla competenza creativa affermano che la creatività è la capacità di creare qualcosa di…’originale, rilevante, realizzabile, utile’. In base alla tua esperienza condividi questa impostazione? Perché?
Certo, condivido pienamente perché creare mi permette di migliorarmi, di tenermi costantemente impegnata e di dare libero sfogo alle idee, quindi a realizzarmi. Quando poi vedo che ciò che produco piace, mi sento ulteriormente motivata a crescere e a proseguire nella mia attività, nel senso che acquisisco sempre più gratificazione, nuova carica e maggiore stimolo a perseverare.
Valentina, che cosa è per te oggi la bellezza?
Considero bellezza tutto ciò che mi fa sentire soddisfatta.
Quale posto occupa nella tua vita?
È preminente.
Dove la cerchi e dove la trovi?
La cerco e riesco a trovarla in tutto ciò che mi piace e mi emoziona, può essere nella lettura di un libro, all’interno di un negozio, in un concerto, in un viaggio, a contatto con un animale, in particolar modo con quelli che teniamo in famiglia.
Che cosa significa e cosa dovrebbe significare per un italiano saper riconoscere, apprezzare, gustare il bello?
Penso che il bello possa essere apprezzato da tutti, in particolare da un italiano per le unicità che sono tipiche del nostro ambiente, dei nostri territori , del nostro artigianato.
Il gusto del bello si può apprendere oppure è una competenza innata?
Sono convinta che sia l’uno e l’altro: l’ho imparato a scuola, alle elementari di allora, dalle insegnanti; dalla mamma l’ho sia appreso sia mi è stata trasmessa come dote innata attraverso i caratteri ereditari . Le nostre peculiarità si assomigliano tanto; madre e figlia abbiamo in comune la determinazione, l’ordine e la precisione, la manualità.
Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare. (Bruno MUNARI)
È corretto affermare che il tuo progetto imprenditoriale aiuta a promuovere il gusto del bello e del ‘made in Italy? Perché?
Direi di sì, perché sono italiana e perché le mie creazioni sono manufatti unici, a ciascuno dei quali ho dedicato tutta me stessa.
Ogni luogo ha un suo ‘fascino’, un suo ‘carattere’, una sua ‘anima’; qual è il tuo rapporto con i luoghi dell’infanzia?
Mi ricordo bene e con piacere la scuola elementare, come ambiente fisico perché mi ospitava un bell’edificio nuovo e luminoso e come atmosfera piacevole e accogliente grazie ai buoni rapporti instaurati con le insegnanti e con i compagni.
Quanto ritieni sia importante continuare ad apprendere per tutta la vita?
Penso sia molto importante per evitare di fossilizzarsi, per non rimanere indietro, bensì restare a passo con i tempi.
Perché hai deciso di condividere la tua esperienza su GEAPOLIS COMMUNITY?
Ho accettato di buon grado di collaborare con GEAPOLIS per poter condividere i miei lavori, perché è un mezzo di comunicazione, di scoperta, di arricchimento e confronto anche culturale, per me nuovo. Vorrei dire che è una scoperta che permette anche ad altri di scoprire. Nello stesso tempo diventa uno stimolo a imparare.