World Poetry Day 2025. Raccolta poetica

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VERSO UNA MENTALITÁ  POETICA- LEARNING CIRCLES… 

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In occasione della GIORNATA MONDIALE UNESCO DELLA POESIA

 

con il PATROCINIO CULTURALE DI WIKIPOESIA 

 

GEAPOLIS in collaborazione

con  Circolo IPLAC (Insieme per la cultura)

 

IL CONTEST POETICO NON COMPETITIVO  «IN CHIAVE POETICA»

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On line i contributi che sono pervenuti sul tema

 

“SOGNO, DESIDERIO, ASPIRAZIONE…IN CHIAVE POETICA 

 

in dialogo con le opere dei Maestri

LUIGI FONDI e RICCARDO SANNA 

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ANGELA ABROSINI (Città di Castello-PG); SANDRO ANGELUCCI (Rieti); ALFONSO ANGRISANI; DANIELA BABOLIN (Abano Terme-PD); MARCO BIFFANI (Roma); ANTONIO BINDI – Vecchiano (PI); MARTA BRESCIANI (Abano Terme-PD); MIRIAM D’ANGELO (Alcamo); MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN (Selvazzano-PD); LORETTA GIORGI (Migliorino Pisano- PI); PAOLA PAMPALONI (Padova); GIORGIO RINI (Terni); PAOLA SANNA (Soriano nel Cimino-VT); ISABELLA SORDI – Mestre (VE); JASEMINA ZEQIRAJ e  LABORATORIO D’AUTORE (Alcamo)

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SOLO LA PAROLA 

ANGELA ABROSINI – Città di Castello (PG)

La parola strappa le cose al silenzio

Maria Zambrano

 

S’aggruma madida la sera

a graffiare il guscio

del cuore. Tutto sembra

compiuto in grida di gelo.

Solo la parola, la parola

non detta, ma in embrione

di vita accende le spire

del buio che a inghiottire

s’appresta e volo di memoria

ghermisce dal greto del pianto.

Solo la parola, la parola

già detta soffia roghi di luce

nel baratro illune.

Là, oltre la siepe di ligustri,

nuove albe

ridisegno.

 

ANGELA AMBROSINI,  tratto da Il tempo rappreso – LuoghInteriori 2024

Luigi Fondi, “A VINCENZO GEMITO … Il Genio dell’abbandono” –anno 2022. Particolare dell’opera realizzata con:smalti e marmo bianco industriale di Carrara su tavola.149x99x5 cm.

Riccardo Sanna, Porta dedicata a Tito Amodei. Bronzo e base di legno di olivo. Esposta presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio de Felice (Terni)

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INTORNO AL CESPUGLIO 

SANDRO ANGELUCCI (Rieti)

Un volo, una danza di farfalle

sui fiori del cespuglio.

Come se a lievitare

non fossero le ali

ma quella leggerezza straordinaria

che gonfia le caverne

che viene su dal fondo,

dal canto soffocato della Terra.

Migliaia di volute, traiettorie.

Decine di farfalle che non sanno

cosa significhi

essere degli angeli.

Effimeri sussulti

si sfiorano, s’incontrano, si amano.

Turgide gemme d’esile speranza.

Intorno ad un cespuglio

sta nascendo

una nuova, imprevedibile galassia.

 

SANDRO ANGELUCCI (Rieti)

Riccardo Sanna, Pensieri in libertà. Olio su tela – dim. 60 x 100 – anno 2022

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ASCOLTARE IL SILENZIO 

ALFONSO ANGRISANI 

 

C’è un silenzio

che nel correre demoniaco del produrre

del competere e del guerreggiare

non ascoltiamo più

il silenzio che spira da un tempo interiore

e senza parole dà voce al cuore di ognuno

e infonde la pace

l’armonia che è nascosta dalla banalità

dell’avere per essere per dominare

dal silenzio che non ascoltiamo più

sorge come acqua pura

questa intima visione

basterebbe fermarsi sulla meditazione di un fiore

sulla carezza che puoi dare a tuo figlio

per disinnescare la violenza oscura del mondo.

 

Alfonso Angrisani

Luigi fondi, “LA FUGA DI MARIA” (2023). Altorilievo su tavola marino in terracotta, gesso alabastrinopatinato oro, legno di abete, smalti. Misure: h. 85x75x18 cm.

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Luigi Fondi, “LA FUGA DI SAN GIUSEPPE” (2023). Scultura in: peperino grigio, travertino, legno di abete,ferro, terracotta. Misure: h. 98x80x30 cm.

CONFESSIONE 

ALFONSO ANGRISANI

 

Cosa sta cambiando nel mondo

se non sono più gli uomini

ma artificiali intelligenze a dircelo

forse

stiamo aspettando esseri di un altro mondo

o il Cristo che si dice tornerà

o forse soltanto un’altra pandemia

mentre tutti in fondo vorremmo soltanto un amore

che possa durare fino all’ultimo tramonto

anche se sappiamo che il sentimento più forte

è la nostalgia

così ricordo quel treno che mi portava nella nebbia

verso idiomi così diversi dalle mie parole

ora sono qui per lasciare questi echi

che sono stati giorni e volti e canzoni

incontri e abbandoni

vorrei tanto avere la fede in un Dio romantico

che possa salvare la poesia

e la poesia nella vita di ognuno.

 

ALFONSO ANGRISANI

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HO PERCORSO IL MARE

DANIELA BABOLIN (Abano Terme-PD)

Salpa, il battello, dal porto affollato

fende la nebbia tra ali di speranze

e timori che si affacciano da flutti schiumosi

Ondeggia verso lidi sconosciuti

verso l’imprecisa lontana meta

E il mio sguardo si perde tutto intorno

 

 

 

Come sarà, il mare, nel buio della notte?

Ora in questo spazio infinito

luccica al sole che si fa largo tra le nubi

bagna il mio volto di salmastra lacrima

fuggevole sull’affannata guancia

 

 

 

È sempre più lunga, la scia

 

 

Naviga, il battello, tra gonfie onde

e sbuffi di vapore e minacciose tempeste

Sulla prua svetta un vessillo di salvezza

 

 

 

Lontano, all’orizzonte, la sottile linea scura

è più vicina

sempre più vicina

Mi sembra ora di sfiorarla con le dita

E la tocco, mi abbandono alle sue labbra

 

 

Ho percorso il vasto ignoto mare

È il primo mare

della mia vita

 

DANIELA BABOLIN

Riccardo Sanna, Infiniti Passaggi. Olio su tela – dim. 50 x 60 – anno 2021

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I SOGNI 

MARCO BIFFANI (Roma)

Volan come farfalle

sfuggono alla memoria

navigano nel sonno

non voglion naufragare.

Fantasie nel reale

frutto dei desideri

hanno sembianze uguali.

Motori del tuo fare

premi senza fatica

preghiere pel domani

di cambiar l’esistenza

dal passato più buio

a un futuro di luce.

Smussano il difficile

possibile diventa.

Miele sul tuo presente

addolciscono errori

rivalse a delusioni

speme per l’immigrato

premio per chi ricerca

panacea d’ogni male.

Sempre gratificanti

bicchieri tutti pieni

ti portano per mano

dal dolore al piacere

da schiavo a comandante

da pavido ad eroe

da nessuno ad Ulisse

da comparsa ad attore

fino a protagonista.

Dal tossico al salubre

dal crudo freddo al caldo

da solo figlio a padre

dal tuo nulla all’amore

dal peggio mai provato

ad un ‘alba agognata.

Salvezza nel virtuale

algoritmo che cura

da giovane li segui

d’anziano hai la risposta.

E non abbandonarli

son vere medicine

fiori dell’esistenza

chiavi del cuore umano.

Ma attenti a non fidarsi.

Rifugiarsi nei sogni

non godersi la vita

è un errore esiziale.

La rinuncia dell’oggi

si trasforma in rimorso.

 

MARCO BIFFANI

Riccardo Sanna, “Infiniti passaggi” 2. Olio su tela – dim. 20 x 30 – anno 2024

IL VALORE DEI SOGNI 

MARCO BIFFANI 

Se i tuoi sogni abbandoni

che son sale di vita

non ti godi quei doni

che la rendono ambita.

Se i tuoi sogni tradisci

e la vita è contorta

viaggi, tu lo capisci

senza ruota di scorta.

Non sei autore del testo

in un libro che scrivi

manca trama e contesto

tu la scampi, non vivi.

Se il futuro tu temi

senza scopi lontani

sol galleggi, non remi

verso il mar del domani.

Senza fuoco un vapore

non si può pilotare

c’è nei sogni un motore

che ci fa navigare.

Come fede e ragione

nella vita ch’è un mare

il tuo sogno è un timone

per poter manovrare.

In quel mar di problemi

del campare di oggi

puoi lenir ciò che temi

se sudiessi ti appoggi.

Se disponi di sogni

devi spenderli spesso

se ti manca uno scopo

tu non ami te stesso.

Si ipoteca il futuro

aspirando a obiettivi

il raggiungerli, è duro

ma ci rende più vivi.

Se combatti per essi

realizzarli tu puoi

sono proprio essi stessi

il domani  che vuoi.

E’ un sogno anche l’amore

che invano inseguirai

ma se ti affidi al cuore

doman lo troverai.

 

 MARCO BIFFANI

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BATTITO D’ALI

ANTONIO BINDI – Vecchiano (PI)

 

Apri gli occhi ed immagina

che cosa vorresti fare,

dove vorresti andare

percorrendo la strada dei tuoi sogni.

Apri la mente verso confini

che in realtà non esistono,

verso linee immaginarie

 che hai tracciato per la tua vita.

Fai battere forte le tue ali ed inizia a volare

come uno spirito libero e “Guerriero”.

 

ANTONIO BINDI

Luigi FONDI,  “LA VIA DELLA CANAPA”. (dettaglio) anno 2025

Materiali lavorati: legni di paulonia, okumè, abete, faggio… rame, ferro, marmo bianco industriale di Massa e radici di canapa. (Dimensioni: h.156,5x122x40 cm.)

È SEMPRE IL MOMENTO DI VIVERE

ANTONIO BINDI (Vecchiano- PI)

 

Ci confidiamo quasi ridendo i nostri grandi momenti di crisi,

tutto questo intorno ad un tavolo o bevendo un caffè, in un giorno apparentemente uguale a tutti gli altri.

Ma i nostri sorrisi fanno capire che si può vivere la vita, a volte controvoglia, ma comunque vivendola, facendo piccoli progetti sul futuro, vivendo nell’attesa di realizzarli.

Non possiamo sapere quello che succederà della nostra vita, ma possiamo fare in modo che alcune cose “accadano”.

 Un’immagine per strada, una canzone, perché no: Una poesia, una frase in un libro, la scena di un film, un amore nascosto ed a volte non corrisposto.

Questa è la vita e noi siamo qui per viverla.

ANTONIO BINDI

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LA POETICA DEL FRAMMENTO 

MARTA BRESCIANI – Abano Terme (PD)

La poetica del frammento

ne svela e recupera

 la fragilità e la forza,

che sono poi le nostre,

 riconducendo ad unità

ciò che rischia dispersione.

Non solo per ritrovare una visione armonica,

ma per sottolineare la dignità

di ogni singolo elemento.

E ripensarlo In un nuovo contesto.

 

 

Frammento è ciò che resta

dopo rottura, deflagrazione, abbandono o passaggio del tempo.

È lacerto emotivo, dettaglio evocativo,

muta testimonianza, eco pacata e silenziosa

o strappo, soffocato urlo che merita ascolto.

Suscita riflessioni, ipotesi

frutto di un’archeologia della memoria,

di uno scavo intimo tra vissuti e desideri.

Nel frammento percepiamo, in nuce,

anche la forza di una potenzialità inespressa,

una domanda di nuovo senso.

É il nostro sguardo interiore

a ricomporre quell’unità perduta

verso inedite visioni.

 

 

Frammenti…

come passi di un cammino

che  apre a possibili, mutevoli

altri orizzonti.

 

 

MARTA BRESCIANI

(scritto in attesa di frequentare il corso di Collage con Maria Panzuto, intitolato “La poetica del frammento”)

Marta Bresciani,  La poetica del Frammento

Collage realizzato durante il corso  con la docente  Maria Panzuto

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CON TE… NUOVI SOGNI 

MIRIAM D’ANGELO (Alcamo)

Riccardo Sanna, ” Viaggiare a colori ” olio su tela – dim. 40 x 40 – anno 2021

 

Sei nato e con te è nata una donna, una madre.

Sei nato e con te è nato un corpo, il mio, trasfigurato, segnato dal dolore e dall’amore.

Sei nato e con te è nato lo sconforto di scoprirmi fragile e fallibile di fronte alla grandezza della maternità.

Sei nato e con te è rinata la me bambina, tua fedele compagna di giochi e di risate.

Sei nato e con te è nata per me la parola “mamma”. La tua voce così dolce da farmi scoppiare ogni volta il cuore.

Sei nato e con te è nata la speranza di vederti raggiungere giorno per giorno la tua felicità.

Sei nato e con te sono nati nuovi modi di vivere i giorni e le notti.

Sei nato e con te sono nati altri occhi, una diversa prospettiva da cui osservare il mondo.

Sei nato e con te è nata la fiducia in un mondo migliore  sempre possibile.

Sei nato e con te son venute alla luce vecchie e nuove consapevolezze. Prime tra tutte il valore del tempo e delle piccole, semplici cose. Due nasi che si sfregano, dormire accoccolati, stare a piedi nudi, i nostri respiri nel silenzio.

Sei nato e con te sono nati nuovi sogni grandiosi. Con il tempo scoprirai i tuoi e li sommeremo ai nostri.

 

MIRIAM D’ANGELO (ALCAMO)

 

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EPISTULA

MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN

Selvazzano – PD

Dire ad una giovane sposa

 l’indicibile sua attesa.

 

 

Non so dirti

di questa attesa di vita

qui nella casa-nido ancora implume

 

del nostro trepido sentire al mistero

che in te dentro si matura

dischiuso in cerchio d’armonia divina.

 

Non so dirti

come d’ogni umana gioia, non so dire

che dà tremore alle membra

 anche se il cuore rassicura

 

come d’ogni grande gioia

che solo a verbale moto

può turbarsi

fino a spezzarsi fra le dita.

 

Solo in sembianza di fiore

 so dire prodigio d’attesa

come silenzio di bulbo

nell’arcano suo grembo

 

da subito vibrante vita viva

nel lievitare lento

nel divenire sostanza-forma

 in lievità di petali.

 

 

Solo in echi di cielo e terra

so dire stupore d’attesa

 come presenza intima di luce

albale sempre in te accesa

 

 

come profumo d’erba tenera

di primavera che ti cresce dentro

e ovunque t’accompagna.

Leggero sobbalzo e volo.

 

MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN

Riccardo Sanna, 8 marzo 2020  “Il mondo delle donne”. Dedicato a tutte le donne

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INCONTRO

LORETTA GIORGI

Migliarino Pisano- PI

 

 

Ti incontrerò

dove tramonta il sole
in un fiume di luce
quando i sentieri del tempo
non esisteranno più

 

(Loretta Giorgi)

Luigi Fondi, “LONTANA DA CASA” – 1988  Sculture in marmo bianco industriale delle Casette (MS) Spaziooccupato h. 170x120x80 cm.

SERA ESTIVA

LORETTA GIORGI

 

Attendo quelle dolci serate
Quando le giornate
Sono lunghe e tiepide
Al mare
L’aria si impregna di salino
E il profumo
delle ginestre
Invade le dune.

 

(Loretta Giorgi)

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A UN PETTIROSSO

PAOLA PAMPALONI

Padova

Stalli all’angolo
dell’anta malchiusa

 

Che fai proclami?
Che fai postuli?
Che adocchi? Il mio pane
semmai gramo
s’appressasse l’inverno?

 

O sbirci il mio sguardo
anelante a un tuo
docile indugio?

 

Perché riluttante mi
neghi la fiamma
arruffata che t’arde?
(ne ridi sfrontato)
Forse è succo
di lucido ribes?

 

E frulli dal nespolo
in fiore all’alloro
il canto tuo corto
la tua polonaise

 

Sorvegli e difendi
guerriero dell’aria
il tuo scorcio di mondo

 

Saltelli su urenti
cristalli che vestono
infidi la rete

 

Vuoi dirmi del nostro dolore?
Del pianto che avvampa
il roseto? Del fior di
mimosa che passa?
Del passero implume
caduto dal nido?

 

O forse ti adombra
quel serto efferato
d’ignara marruca?
Il piatto che cela in
fragranze di salvia
sequele di simili spoglie?

 

Noi siamo pertanto fratelli
trafitti da spine profonde
avvinti dal ferro e dal fuoco
migranti per albe e tramonti
per colli e deserte spianate

 

Araldi di nuove e tempeste
per irte barene e marine

 

T’amo dunque cantore celeste
che sfuggi tetragono al tempo
ché vesto i tuoi panni se voli
scompigli le penne o stramazzi

 

E ancora trafiggi la nube
col tuo fraseggiare canoro
solleva la coda in battaglia
perpetua il tagliente tsip tsip

 

E affronta l’infausta ginestra
col piglio che afferra la vita

 

Gonfia ardito il tuo petto insolente
galletto indomato di Dio

 

Paola Pampaloni

Riccardo Sanna, L’albatros. Dedicato a Charles Baudelaire. Olio su tela – dim.- 50 x 70 – anno 2021

Riccardo Sanna,  Il volo. Dedicato a Vincenzo Cardarelli.  Olio su tela – 40 x 80 – anno 2022

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 SOGNI 

GIORGIO RINI 

Terni

Nel buio d’un cielo insonne

Il vento sussurra antiche  promesse

E le stelle, timide e lontane,

Custodiscono sogni che non osiamo dire.

 

 

In quell’istante di solitudine

 Tremo come foglia nell’invisibile respiro,

E scopro che ogni scintilla notturna

 È una preghiera sospesa nell’aria.

 

 

Nel canto muto di queste ore vuote

La bellezza fiorisce nell’assenza,

E mi lascio cullare dal vento

 Che sfiora l’anima, lieve come seta.

 

 

GIORGIO RINI (Terni)

Luigi Fondi, L’isola che non c’è (2022)- Forex, smalti, cemento policromo, tessere in ceramica invetriata da 1,5×1,5 cm. su tavola d’abete di 78,5x118x2 cm.)

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ESISTO 

PAOLA SANNA (Soriano nel Cimino-VT)

A tratti è l’abisso

sotto pietre di zucchero

 a tratti è l’immenso

 tra perle di latte

esisto

con il cuore cucito alla volta

 congiunta all’astro d’argento in un raggio

e agli infiniti pollini

 che lo sementano

vivo nella sua sacra pelle

 in un esilarante canto

che brucia

e tinge di purezza i sogni.

 

PAOLA SANNA

Paola Sanna, Fiori di luna 

Per questo dipinto ho utilizzato diversi strumenti, dalla spatola alla spugna, ho usato gesso, colori acrilici,  polveri oro ed argento.  Ho iniziato questo quadro con l’intenzione di fare delle ramificazioni  che in qualche modo  rimandassero alla tecnica del kintsugi e le ho spaccate diverse volte per inserire le polveri. Poi sono nati I fiori, senza volere.  Ogni mio quadro non è una copia di ciò che vedo, ma di ciò che sento. Per me è  un’esperienza.  Con questa immagine è  come se avessi palesato una verità, quella che in noi c’è sempre qualcosa che ci spinge a rinascere. (Paola Sanna)

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IL SUSSURRO DELLA PACE 

ISABELLA SORDI – Mestre (VE)

 

 

“Pace!” sussurra il vento della sera,

dopo giornate d’odio e di follia,

dopo il dolore acuto della guerra.

Lontano il tempo della redenzione.

Camminerà l’agnello fianco a fianco

con il leone, nella nuova Terra,

ma nella lunga attesa qui restiamo,

uomini disperati senza Cristo,

coltivando pensieri di vendetta.

“Pace!” sussurra l’acqua cristallina

del fiume, quando incontra il vasto mare,

“Pace!” sussurrano le stelle vive

negli sguardi innocenti dei bambini.

“Pace!” sussurra il glicine in giardino.

Dobbiamo misurarci con noi stessi,

capire quanto ancora c’è rimasto

in noi, d’umano, per poter amare.

Perché senza l’amore ed il perdono,

“Pace” non è che una parola vana.

 

 

ISABELLA SORDI – Mestre (VE)

Luigi Fondi, “RIPOSO DURANTE LA FUGA” (2018).  Scultura in peperino grigio, marmo bianco industriale, rame. Misure: h. 80x100x30 cm.

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SI SONO STRANIERO 

JASEMINA ZEQIRAJ (Alcamo)

Si, sono straniero!
Conosco le labbra sottili e serrate,
il mutismo dell’anima,
l’abisso precipitoso
del silenzio imbarazzante.

Conosco le tarme,
vi è ingabbiato l’ego personale,
alloggia tra meandri
della coscienza
retta per non cadere
dalle marcite gambe
della negligenza.
Conosco il pregiudizio,
e lo porto dentro
da quando ho conosciuto
l’oblio,
l’oblio delle vele dell’addio.
Lo sento incrostato tra gli strati
della pelle,
tra i kilometri che stendono richiami,
tra i cieli pieni di stupore,
così grande è il vuoto
mentre sprofondi ed aspetti,
mentre conti i giorni
alla ricerca della parola giusta
da tenerla stretta,
per scaldare il cuore
al tuo primo sole,
dopo le buie sere.
Conosco il razzismo,
assottigliato quanto
una pellicola invisibile,
viscero come il tabacco mentre ingiallisce,
come rugiada che il mattino zittisce,
e poi,
sorda se ne va tra le rovine.
Così vestono i poveri
con l’aria che respirano i ricchi,
come se un tuono riconoscesse
i suoi volteggi,
quelle penombre che spogliano la luce che porti dentro.
Ti spogliano i lampi
o mio straniero,
ma tu sopravvivi!

Lasciando la dignità strisciante
come le braccia salate
tra onde strappate
qua e là,
dal freddo
di una galleggiante zattera,
quella salvezza che vedrà la profonda notte.
Si, ribadisco, sono straniero
e in questi miei panni,
sento il dovere,
di rimediare al coro che patisco,
quello di “mai più guerre da domani”!
Per tutte le albe dove m’incammino
dove poso lo sguardo
deciso o tradito,
ma sono vivo e rido,
contro il malefico senso di sofferenza
che non svanisce e mi logora dentro!
Tutte le volte che
sprofondo nel delirio
come ape al miele cerco nutrimento e
m’addolcisco,
ad ogni fraintesa che non capisco,
rimango straniero e
inalzo radici
verso un comandante vigile che spiana ogni groviglio
poiché vissuto nel mio stesso sacrificio.

Nelle tue mani mio straniero
adagio le stelle pensierose
i giorni della memoria e di quelle vergognose ,
tu sei il mio tempo, il mio giudizio, il mio sentiero,
che venga accolta dalle tue mani questa preghiera;
al Grande Dio,
padre di tutti noi
nell’aldilà e su questa terra!

JASEMINA ZEQIRAJ (Alcamo)

Luigi Fondi, “MIGRAZIONE” (2025). Tecnica mista su tela 25X25X4,5 cm.

Luigi Fondi, “NASCERE PER POI MIGRARE” (1981). Installazione CasaMuseo Luigi Fondi Scultore. Tecnichemiste su tavola, tele, legno di Paulonia. Spazio occupato: h. 200x150x50 cm.

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LABORATORIO D’AUTORE 

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