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VERSO UNA MENTALITÁ POETICA- LEARNING CIRCLES…
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VERSO UNA MENTALITÁ POETICA- LEARNING CIRCLES…
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In occasione della GIORNATA MONDIALE UNESCO DELLA POESIA
con il PATROCINIO CULTURALE DI WIKIPOESIA
GEAPOLIS in collaborazione
con Circolo IPLAC (Insieme per la cultura)
IL CONTEST POETICO NON COMPETITIVO «IN CHIAVE POETICA»
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On line i contributi che sono pervenuti sul tema
“SOGNO, DESIDERIO, ASPIRAZIONE…IN CHIAVE POETICA
in dialogo con le opere dei Maestri
LUIGI FONDI e RICCARDO SANNA
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ANGELA ABROSINI (Città di Castello-PG); SANDRO ANGELUCCI (Rieti); ALFONSO ANGRISANI; DANIELA BABOLIN (Abano Terme-PD); MARCO BIFFANI (Roma); ANTONIO BINDI – Vecchiano (PI); MARTA BRESCIANI (Abano Terme-PD); MIRIAM D’ANGELO (Alcamo); MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN (Selvazzano-PD); LORETTA GIORGI (Migliorino Pisano- PI); PAOLA PAMPALONI (Padova); GIORGIO RINI (Terni); PAOLA SANNA (Soriano nel Cimino-VT); ISABELLA SORDI – Mestre (VE); JASEMINA ZEQIRAJ e LABORATORIO D’AUTORE (Alcamo)
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SOLO LA PAROLA
ANGELA ABROSINI – Città di Castello (PG)
La parola strappa le cose al silenzio
Maria Zambrano
S’aggruma madida la sera
a graffiare il guscio
del cuore. Tutto sembra
compiuto in grida di gelo.
Solo la parola, la parola
non detta, ma in embrione
di vita accende le spire
del buio che a inghiottire
s’appresta e volo di memoria
ghermisce dal greto del pianto.
Solo la parola, la parola
già detta soffia roghi di luce
nel baratro illune.
Là, oltre la siepe di ligustri,
nuove albe
ridisegno.
ANGELA AMBROSINI, tratto da Il tempo rappreso – LuoghInteriori 2024

Luigi Fondi, “A VINCENZO GEMITO … Il Genio dell’abbandono” –anno 2022. Particolare dell’opera realizzata con:smalti e marmo bianco industriale di Carrara su tavola.149x99x5 cm.
Riccardo Sanna, Porta dedicata a Tito Amodei. Bronzo e base di legno di olivo. Esposta presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio de Felice (Terni)
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INTORNO AL CESPUGLIO
SANDRO ANGELUCCI (Rieti)
Un volo, una danza di farfalle
sui fiori del cespuglio.
Come se a lievitare
non fossero le ali
ma quella leggerezza straordinaria
che gonfia le caverne
che viene su dal fondo,
dal canto soffocato della Terra.
Migliaia di volute, traiettorie.
Decine di farfalle che non sanno
cosa significhi
essere degli angeli.
Effimeri sussulti
si sfiorano, s’incontrano, si amano.
Turgide gemme d’esile speranza.
Intorno ad un cespuglio
sta nascendo
una nuova, imprevedibile galassia.
SANDRO ANGELUCCI (Rieti)

Riccardo Sanna, Pensieri in libertà. Olio su tela – dim. 60 x 100 – anno 2022
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ASCOLTARE IL SILENZIO
ALFONSO ANGRISANI
C’è un silenzio
che nel correre demoniaco del produrre
del competere e del guerreggiare
non ascoltiamo più
il silenzio che spira da un tempo interiore
e senza parole dà voce al cuore di ognuno
e infonde la pace
l’armonia che è nascosta dalla banalità
dell’avere per essere per dominare
dal silenzio che non ascoltiamo più
sorge come acqua pura
questa intima visione
basterebbe fermarsi sulla meditazione di un fiore
sulla carezza che puoi dare a tuo figlio
per disinnescare la violenza oscura del mondo.
Alfonso Angrisani

Luigi fondi, “LA FUGA DI MARIA” (2023). Altorilievo su tavola marino in terracotta, gesso alabastrinopatinato oro, legno di abete, smalti. Misure: h. 85x75x18 cm.
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CONFESSIONE
ALFONSO ANGRISANI
Cosa sta cambiando nel mondo
se non sono più gli uomini
ma artificiali intelligenze a dircelo
forse
stiamo aspettando esseri di un altro mondo
o il Cristo che si dice tornerà
o forse soltanto un’altra pandemia
mentre tutti in fondo vorremmo soltanto un amore
che possa durare fino all’ultimo tramonto
anche se sappiamo che il sentimento più forte
è la nostalgia
così ricordo quel treno che mi portava nella nebbia
verso idiomi così diversi dalle mie parole
ora sono qui per lasciare questi echi
che sono stati giorni e volti e canzoni
incontri e abbandoni
vorrei tanto avere la fede in un Dio romantico
che possa salvare la poesia
e la poesia nella vita di ognuno.
ALFONSO ANGRISANI
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HO PERCORSO IL MARE
DANIELA BABOLIN (Abano Terme-PD)
Salpa, il battello, dal porto affollato
fende la nebbia tra ali di speranze
e timori che si affacciano da flutti schiumosi
Ondeggia verso lidi sconosciuti
verso l’imprecisa lontana meta
E il mio sguardo si perde tutto intorno
Come sarà, il mare, nel buio della notte?
Ora in questo spazio infinito
luccica al sole che si fa largo tra le nubi
bagna il mio volto di salmastra lacrima
fuggevole sull’affannata guancia
È sempre più lunga, la scia
Naviga, il battello, tra gonfie onde
e sbuffi di vapore e minacciose tempeste
Sulla prua svetta un vessillo di salvezza
Lontano, all’orizzonte, la sottile linea scura
è più vicina
sempre più vicina
Mi sembra ora di sfiorarla con le dita
E la tocco, mi abbandono alle sue labbra
Ho percorso il vasto ignoto mare
È il primo mare
della mia vita
DANIELA BABOLIN

Riccardo Sanna, Infiniti Passaggi. Olio su tela – dim. 50 x 60 – anno 2021
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I SOGNI
MARCO BIFFANI (Roma)
Volan come farfalle
sfuggono alla memoria
navigano nel sonno
non voglion naufragare.
Fantasie nel reale
frutto dei desideri
hanno sembianze uguali.
Motori del tuo fare
premi senza fatica
preghiere pel domani
di cambiar l’esistenza
dal passato più buio
a un futuro di luce.
Smussano il difficile
possibile diventa.
Miele sul tuo presente
addolciscono errori
rivalse a delusioni
speme per l’immigrato
premio per chi ricerca
panacea d’ogni male.
Sempre gratificanti
bicchieri tutti pieni
ti portano per mano
dal dolore al piacere
da schiavo a comandante
da pavido ad eroe
da nessuno ad Ulisse
da comparsa ad attore
fino a protagonista.
Dal tossico al salubre
dal crudo freddo al caldo
da solo figlio a padre
dal tuo nulla all’amore
dal peggio mai provato
ad un ‘alba agognata.
Salvezza nel virtuale
algoritmo che cura
da giovane li segui
d’anziano hai la risposta.
E non abbandonarli
son vere medicine
fiori dell’esistenza
chiavi del cuore umano.
Ma attenti a non fidarsi.
Rifugiarsi nei sogni
non godersi la vita
è un errore esiziale.
La rinuncia dell’oggi
si trasforma in rimorso.
MARCO BIFFANI

Riccardo Sanna, “Infiniti passaggi” 2. Olio su tela – dim. 20 x 30 – anno 2024
IL VALORE DEI SOGNI
MARCO BIFFANI
Se i tuoi sogni abbandoni
che son sale di vita
non ti godi quei doni
che la rendono ambita.
Se i tuoi sogni tradisci
e la vita è contorta
viaggi, tu lo capisci
senza ruota di scorta.
Non sei autore del testo
in un libro che scrivi
manca trama e contesto
tu la scampi, non vivi.
Se il futuro tu temi
senza scopi lontani
sol galleggi, non remi
verso il mar del domani.
Senza fuoco un vapore
non si può pilotare
c’è nei sogni un motore
che ci fa navigare.
Come fede e ragione
nella vita ch’è un mare
il tuo sogno è un timone
per poter manovrare.
In quel mar di problemi
del campare di oggi
puoi lenir ciò che temi
se sudiessi ti appoggi.
Se disponi di sogni
devi spenderli spesso
se ti manca uno scopo
tu non ami te stesso.
Si ipoteca il futuro
aspirando a obiettivi
il raggiungerli, è duro
ma ci rende più vivi.
Se combatti per essi
realizzarli tu puoi
sono proprio essi stessi
il domani che vuoi.
E’ un sogno anche l’amore
che invano inseguirai
ma se ti affidi al cuore
doman lo troverai.
MARCO BIFFANI
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BATTITO D’ALI
ANTONIO BINDI – Vecchiano (PI)
Apri gli occhi ed immagina
che cosa vorresti fare,
dove vorresti andare
percorrendo la strada dei tuoi sogni.
Apri la mente verso confini
che in realtà non esistono,
verso linee immaginarie
che hai tracciato per la tua vita.
Fai battere forte le tue ali ed inizia a volare
come uno spirito libero e “Guerriero”.
ANTONIO BINDI

Luigi FONDI, “LA VIA DELLA CANAPA”. (dettaglio) anno 2025
Materiali lavorati: legni di paulonia, okumè, abete, faggio… rame, ferro, marmo bianco industriale di Massa e radici di canapa. (Dimensioni: h.156,5x122x40 cm.)
È SEMPRE IL MOMENTO DI VIVERE
ANTONIO BINDI (Vecchiano- PI)
Ci confidiamo quasi ridendo i nostri grandi momenti di crisi,
tutto questo intorno ad un tavolo o bevendo un caffè, in un giorno apparentemente uguale a tutti gli altri.
Ma i nostri sorrisi fanno capire che si può vivere la vita, a volte controvoglia, ma comunque vivendola, facendo piccoli progetti sul futuro, vivendo nell’attesa di realizzarli.
Non possiamo sapere quello che succederà della nostra vita, ma possiamo fare in modo che alcune cose “accadano”.
Un’immagine per strada, una canzone, perché no: Una poesia, una frase in un libro, la scena di un film, un amore nascosto ed a volte non corrisposto.
Questa è la vita e noi siamo qui per viverla.
ANTONIO BINDI
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LA POETICA DEL FRAMMENTO
MARTA BRESCIANI – Abano Terme (PD)
La poetica del frammento
ne svela e recupera
la fragilità e la forza,
che sono poi le nostre,
riconducendo ad unità
ciò che rischia dispersione.
Non solo per ritrovare una visione armonica,
ma per sottolineare la dignità
di ogni singolo elemento.
E ripensarlo In un nuovo contesto.
Frammento è ciò che resta
dopo rottura, deflagrazione, abbandono o passaggio del tempo.
È lacerto emotivo, dettaglio evocativo,
muta testimonianza, eco pacata e silenziosa
o strappo, soffocato urlo che merita ascolto.
Suscita riflessioni, ipotesi
frutto di un’archeologia della memoria,
di uno scavo intimo tra vissuti e desideri.
Nel frammento percepiamo, in nuce,
anche la forza di una potenzialità inespressa,
una domanda di nuovo senso.
É il nostro sguardo interiore
a ricomporre quell’unità perduta
verso inedite visioni.
Frammenti…
come passi di un cammino
che apre a possibili, mutevoli
altri orizzonti.
MARTA BRESCIANI
(scritto in attesa di frequentare il corso di Collage con Maria Panzuto, intitolato “La poetica del frammento”)

Marta Bresciani, La poetica del Frammento
Collage realizzato durante il corso con la docente Maria Panzuto
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CON TE… NUOVI SOGNI
MIRIAM D’ANGELO (Alcamo)

Riccardo Sanna, ” Viaggiare a colori ” olio su tela – dim. 40 x 40 – anno 2021
Sei nato e con te è nata una donna, una madre.
Sei nato e con te è nato un corpo, il mio, trasfigurato, segnato dal dolore e dall’amore.
Sei nato e con te è nato lo sconforto di scoprirmi fragile e fallibile di fronte alla grandezza della maternità.
Sei nato e con te è rinata la me bambina, tua fedele compagna di giochi e di risate.
Sei nato e con te è nata per me la parola “mamma”. La tua voce così dolce da farmi scoppiare ogni volta il cuore.
Sei nato e con te è nata la speranza di vederti raggiungere giorno per giorno la tua felicità.
Sei nato e con te sono nati nuovi modi di vivere i giorni e le notti.
Sei nato e con te sono nati altri occhi, una diversa prospettiva da cui osservare il mondo.
Sei nato e con te è nata la fiducia in un mondo migliore sempre possibile.
Sei nato e con te son venute alla luce vecchie e nuove consapevolezze. Prime tra tutte il valore del tempo e delle piccole, semplici cose. Due nasi che si sfregano, dormire accoccolati, stare a piedi nudi, i nostri respiri nel silenzio.
Sei nato e con te sono nati nuovi sogni grandiosi. Con il tempo scoprirai i tuoi e li sommeremo ai nostri.
MIRIAM D’ANGELO (ALCAMO)
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EPISTULA
MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN
Selvazzano – PD
Dire ad una giovane sposa
l’indicibile sua attesa.
Non so dirti
di questa attesa di vita
qui nella casa-nido ancora implume
del nostro trepido sentire al mistero
che in te dentro si matura
dischiuso in cerchio d’armonia divina.
Non so dirti
come d’ogni umana gioia, non so dire
che dà tremore alle membra
anche se il cuore rassicura
come d’ogni grande gioia
che solo a verbale moto
può turbarsi
fino a spezzarsi fra le dita.
Solo in sembianza di fiore
so dire prodigio d’attesa
come silenzio di bulbo
nell’arcano suo grembo
da subito vibrante vita viva
nel lievitare lento
nel divenire sostanza-forma
in lievità di petali.
Solo in echi di cielo e terra
so dire stupore d’attesa
come presenza intima di luce
albale sempre in te accesa
come profumo d’erba tenera
di primavera che ti cresce dentro
e ovunque t’accompagna.
Leggero sobbalzo e volo.
MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN

Riccardo Sanna, 8 marzo 2020 “Il mondo delle donne”. Dedicato a tutte le donne
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INCONTRO
LORETTA GIORGI
Migliarino Pisano- PI
Ti incontrerò
là
dove tramonta il sole
in un fiume di luce
quando i sentieri del tempo
non esisteranno più
(Loretta Giorgi)

Luigi Fondi, “LONTANA DA CASA” – 1988 Sculture in marmo bianco industriale delle Casette (MS) Spaziooccupato h. 170x120x80 cm.
SERA ESTIVA
LORETTA GIORGI
Attendo quelle dolci serate
Quando le giornate
Sono lunghe e tiepide
Al mare
L’aria si impregna di salino
E il profumo
delle ginestre
Invade le dune.
(Loretta Giorgi)
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A UN PETTIROSSO
PAOLA PAMPALONI
Padova
Stalli all’angolo
dell’anta malchiusa
Che fai proclami?
Che fai postuli?
Che adocchi? Il mio pane
semmai gramo
s’appressasse l’inverno?
O sbirci il mio sguardo
anelante a un tuo
docile indugio?
Perché riluttante mi
neghi la fiamma
arruffata che t’arde?
(ne ridi sfrontato)
Forse è succo
di lucido ribes?
E frulli dal nespolo
in fiore all’alloro
il canto tuo corto
la tua polonaise
Sorvegli e difendi
guerriero dell’aria
il tuo scorcio di mondo
Saltelli su urenti
cristalli che vestono
infidi la rete
Vuoi dirmi del nostro dolore?
Del pianto che avvampa
il roseto? Del fior di
mimosa che passa?
Del passero implume
caduto dal nido?
O forse ti adombra
quel serto efferato
d’ignara marruca?
Il piatto che cela in
fragranze di salvia
sequele di simili spoglie?
Noi siamo pertanto fratelli
trafitti da spine profonde
avvinti dal ferro e dal fuoco
migranti per albe e tramonti
per colli e deserte spianate
Araldi di nuove e tempeste
per irte barene e marine
T’amo dunque cantore celeste
che sfuggi tetragono al tempo
ché vesto i tuoi panni se voli
scompigli le penne o stramazzi
E ancora trafiggi la nube
col tuo fraseggiare canoro
solleva la coda in battaglia
perpetua il tagliente tsip tsip
E affronta l’infausta ginestra
col piglio che afferra la vita
Gonfia ardito il tuo petto insolente
galletto indomato di Dio
Paola Pampaloni

Riccardo Sanna, L’albatros. Dedicato a Charles Baudelaire. Olio su tela – dim.- 50 x 70 – anno 2021

Riccardo Sanna, Il volo. Dedicato a Vincenzo Cardarelli. Olio su tela – 40 x 80 – anno 2022
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SOGNI
GIORGIO RINI
Terni
Nel buio d’un cielo insonne
Il vento sussurra antiche promesse
E le stelle, timide e lontane,
Custodiscono sogni che non osiamo dire.
In quell’istante di solitudine
Tremo come foglia nell’invisibile respiro,
E scopro che ogni scintilla notturna
È una preghiera sospesa nell’aria.
Nel canto muto di queste ore vuote
La bellezza fiorisce nell’assenza,
E mi lascio cullare dal vento
Che sfiora l’anima, lieve come seta.
GIORGIO RINI (Terni)

Luigi Fondi, L’isola che non c’è (2022)- Forex, smalti, cemento policromo, tessere in ceramica invetriata da 1,5×1,5 cm. su tavola d’abete di 78,5x118x2 cm.)
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ESISTO
PAOLA SANNA (Soriano nel Cimino-VT)
A tratti è l’abisso
sotto pietre di zucchero
a tratti è l’immenso
tra perle di latte
esisto
con il cuore cucito alla volta
congiunta all’astro d’argento in un raggio
e agli infiniti pollini
che lo sementano
vivo nella sua sacra pelle
in un esilarante canto
che brucia
e tinge di purezza i sogni.
PAOLA SANNA
Paola Sanna, Fiori di luna
Per questo dipinto ho utilizzato diversi strumenti, dalla spatola alla spugna, ho usato gesso, colori acrilici, polveri oro ed argento. Ho iniziato questo quadro con l’intenzione di fare delle ramificazioni che in qualche modo rimandassero alla tecnica del kintsugi e le ho spaccate diverse volte per inserire le polveri. Poi sono nati I fiori, senza volere. Ogni mio quadro non è una copia di ciò che vedo, ma di ciò che sento. Per me è un’esperienza. Con questa immagine è come se avessi palesato una verità, quella che in noi c’è sempre qualcosa che ci spinge a rinascere. (Paola Sanna)
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IL SUSSURRO DELLA PACE
ISABELLA SORDI – Mestre (VE)
“Pace!” sussurra il vento della sera,
dopo giornate d’odio e di follia,
dopo il dolore acuto della guerra.
Lontano il tempo della redenzione.
Camminerà l’agnello fianco a fianco
con il leone, nella nuova Terra,
ma nella lunga attesa qui restiamo,
uomini disperati senza Cristo,
coltivando pensieri di vendetta.
“Pace!” sussurra l’acqua cristallina
del fiume, quando incontra il vasto mare,
“Pace!” sussurrano le stelle vive
negli sguardi innocenti dei bambini.
“Pace!” sussurra il glicine in giardino.
Dobbiamo misurarci con noi stessi,
capire quanto ancora c’è rimasto
in noi, d’umano, per poter amare.
Perché senza l’amore ed il perdono,
“Pace” non è che una parola vana.
ISABELLA SORDI – Mestre (VE)

Luigi Fondi, “RIPOSO DURANTE LA FUGA” (2018). Scultura in peperino grigio, marmo bianco industriale, rame. Misure: h. 80x100x30 cm.
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SI SONO STRANIERO
JASEMINA ZEQIRAJ (Alcamo)
Si, sono straniero!
Conosco le labbra sottili e serrate,
il mutismo dell’anima,
l’abisso precipitoso
del silenzio imbarazzante.
Conosco le tarme,
vi è ingabbiato l’ego personale,
alloggia tra meandri
della coscienza
retta per non cadere
dalle marcite gambe
della negligenza.
Conosco il pregiudizio,
e lo porto dentro
da quando ho conosciuto
l’oblio,
l’oblio delle vele dell’addio.
Lo sento incrostato tra gli strati
della pelle,
tra i kilometri che stendono richiami,
tra i cieli pieni di stupore,
così grande è il vuoto
mentre sprofondi ed aspetti,
mentre conti i giorni
alla ricerca della parola giusta
da tenerla stretta,
per scaldare il cuore
al tuo primo sole,
dopo le buie sere.
Conosco il razzismo,
assottigliato quanto
una pellicola invisibile,
viscero come il tabacco mentre ingiallisce,
come rugiada che il mattino zittisce,
e poi,
sorda se ne va tra le rovine.
Così vestono i poveri
con l’aria che respirano i ricchi,
come se un tuono riconoscesse
i suoi volteggi,
quelle penombre che spogliano la luce che porti dentro.
Ti spogliano i lampi
o mio straniero,
ma tu sopravvivi!
Lasciando la dignità strisciante
come le braccia salate
tra onde strappate
qua e là,
dal freddo
di una galleggiante zattera,
quella salvezza che vedrà la profonda notte.
Si, ribadisco, sono straniero
e in questi miei panni,
sento il dovere,
di rimediare al coro che patisco,
quello di “mai più guerre da domani”!
Per tutte le albe dove m’incammino
dove poso lo sguardo
deciso o tradito,
ma sono vivo e rido,
contro il malefico senso di sofferenza
che non svanisce e mi logora dentro!
Tutte le volte che
sprofondo nel delirio
come ape al miele cerco nutrimento e
m’addolcisco,
ad ogni fraintesa che non capisco,
rimango straniero e
inalzo radici
verso un comandante vigile che spiana ogni groviglio
poiché vissuto nel mio stesso sacrificio.
Nelle tue mani mio straniero
adagio le stelle pensierose
i giorni della memoria e di quelle vergognose ,
tu sei il mio tempo, il mio giudizio, il mio sentiero,
che venga accolta dalle tue mani questa preghiera;
al Grande Dio,
padre di tutti noi
nell’aldilà e su questa terra!
JASEMINA ZEQIRAJ (Alcamo)
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