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È autunno,
lentamente
strisciando è arrivato
ha il respiro umido e grigio.
Solo le foglie
hanno rapito
i colori del sole…
Paola Sacco (Montefiascone)
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È autunno,
lentamente
strisciando è arrivato
ha il respiro umido e grigio.
Solo le foglie
hanno rapito
i colori del sole…
Paola Sacco (Montefiascone)
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L’autunno come quinta stagione…Consigli per la lettura. L’autore si muove nel corso del suo saggio lungo una linea di riflessione, proponendo l’autunno come “quinta stagione”, ovvero come tempo/stato d’animo presente in tutte le altre stagioni. Ci si può chiedere perché Demetrio dedichi la sua riflessione, tra le quattro stagioni, proprio a quella autunnale. La risposta è che per l’autore di Foliage l’autunno è la cornice in cui trovare “quel tempo per sé da dedicare alla meditazione sul senso dell’esistenza e sulla propria collocazione in esso”.
L’autunno come fine e insieme come inizio:”È silenzio ritrovato, concentrazione densa, solitudine calda […]. Il sapore dell’autunno è quello della maturità. Non qualcosa di stanco e marcescente, ma di compiuto […]. È tempo di raccolta, ma di una seminagione lontana; ed è tempo di semina per un lontano raccolto”(Adriana Zarri)

Il termine foliage invita a vagabondare alla ricerca del trascolorare delle foglie in sfumature intrise di solarità, ad ammirarle concedendosi tempo. Il mutamento della natura diventa stile di vita, arte della contemplazione e dell’attesa; il tema della fugacità è inteso non come fonte di tristezza ma come rinnovato desiderio di vita. Un viaggio alla scoperta della luce che anche i bagliori autunnali emanano, illustrato dai dipinti dedicati all’autunno dai grandi pittori, da Monet a Gauguin, da Van Gogh a Schiele.
I COLORI
I colori che
l’autunno pretendeva
sue vittime si vendicano
inventando nuove apparenze.
Il rosso
diventa violetto
il verde ruggine
il giallo oro bruciato.
La vite
gronda sangue acceso.
Gli ulivi ostentano bacche di viola.
E i calici delle rose canine
sul muro sfidano
il colore arancio dell’edera.
E di verde c’è ancora l’alloro
e ci sono le chiome
abbondanti dei pini a guardare
le margherite che
ingenue si sono fatte ingannare
dal sole di San Martino
e si sono messe a crescere nel prato.
Guarda: anche la mimosa
azzarda una speciale fioritura.
Ma la mia festa resta
la pianta del limone, che
offre le sfere non trascolorate
e come nell’estate e nella primavera
mi invita a cogliere una foglia.
La spezzo. Nel suo profumo vive
ogni stagione. A sentirlo
e a goderlo mi pare che
la mia fanciullezza
mi si metta a girare intorno.
Venza Ciocci (Gradoli – VT)


OTTOBRE
Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.
Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite?
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.
Vincenzo Cardarelli (Tarquinia-VT)
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