2/ La valle della Senna…Borghi & Luoghi (fr/it)

Au carrefour des VARIATIONS et des THEMES de la culture européenne – 2éme trimestre 2024

Texte: Chantal CORMONT

Photos: Chantal CORMONT   Jean-Pierre LE MOIGN

    LA SEINE… BOURGS, CHȂTEAUX ET LIEUX DE VIE/2

Traduzione dal francese: Letizia SCARAMUCCIA

La presenza di uno sguardo fotografico testimonia e mette sotto forma di immagine la vita di un fiume, la sua bellezza, la sua ricchezza storica e culturale, il suo patrimonio…

ROUEN E LA SENNA

La Senna ha plasmato la città di Rouen. La città è nata e si è sviluppata sulla sponda destra. Chiusa dietro i suoi bastioni fino al XVIII secolo, ha sviluppato le sue funzioni religiose, amministrative e di produzione di tessuti. Fino al 1959, è anche stata l’ultima città-ponte sulla Senna normanna. Nel XIX secolo, la città dei cento campanili, come la definì Victor Hugo, entrò gradualmente nell’era industriale. La Senna a Rouen rappresenta una risorsa.

Jean-Pierre Le Moign, Pont aux Anglais – Rouen

La Senna è sempre stata una via importante per il trasporto delle merci. Grazie alla mare, che si spinge fino a Rouen, le navi risalgono la Senna. Durante le soste nei numerosi porticcioli della Senna, prima che il fiume fosse arginato, i marinai dipingevano graffiti sui muri delle chiese. In quanto credenti, erano sicuri di invocare Notre Dame o un santo patrono. A Vatteville-la-Rue, i graffiti sulla chiesa e sulle case testimoniano tre secoli di storia marittima.

Graffiti marin, clocher de l’église de Canteleu

Chantal Cormont, Sous le Pont Flaubert -Rouen

Man mano che le attività portuali si spostavano a valle, gli abitanti di Rouen dimenticavano il loro porto in città. È stata l’organizzazione dell’Armada, un raduno internazionale di velieri, a partire dal 1989, con una sfilata sulla Senna, che ha permesso agli abitanti di Rouen di riscoprire il loro porto. Il recupero delle banchine e dei magazzini portuali ha ridato vita alla zona.

Seduta sul ponte Flaubert, Maline poteva vedere a cinquantacinque metri sotto di lei il trambusto della partenza delle navi a tre alberi che si faceva più intenso, soprattutto sul ponte delle barche. I marinai si affannavano ai quattro angoli delle imbarcazioni issandosi sui pennoni, spiegando le vele di prua e di poppa. (Michel Bussi, Mourir en Seine, Éditions des Falaises, Quai des adieux, p.379)

Chantal Cormont, Bateau de l’Armada devant la Métropole -Rouen 

Chantal Cormont, Graff de mouette, Musée maritime à Rouen

LE ABBAZIE DELLA VALLE DELLA SENNA

La presenza di grandi foreste e di zone umide lungo la Senna rendeva questi luoghi ideali per la solitudine, che si addiceva ai monaci nel Medioevo. Già nel VII secolo furono costruiti dei monasteri benedettini a Jumièges, Saint-Wandrille e Saint-Martin de Boscherville. Per quanto riguarda Jumièrges, la leggenda narra che i due figli di Clodoveo II furono « snervati » (mutilati dei nervi) dopo la loro ribellione e messi su una zattera in navigazione verso l’abbazia di Jumièges. Questi monasteri furono ricostruiti dopo le invasioni vichinghe, in stile romanico normanno.

Jean-Pierre Le Moign, Abbaye de Jumièges

Jean-Pierre Le Moign, Abbaye St-Georges -St-Martin de Boscherville

DIMORE E CASTELLI NELLA VALLE DELLA SENNA
La casa di Flaubert a Croisset

La famiglia Flaubert si trasferì in una grande dimora nel 1844, a Croisset, sulle rive della Senna, per offrire un ambiente tranquillo al giovane Gustave, che aveva sofferto delle prime crisi nervose.

Si tratta di una vasta residenza in pietra bianca del XVII secolo, in stile classico, con numerose finestre affacciate sulla Senna e un bel giardino ombreggiato. Flaubert allestì il suo studio in una grande stanza con vista sulla Senna. Qui scrisse madame Bovary e le sue altre opere.

Il ritiro che si impose per lavorare e la vicinanza alle abbazie della Val de Seine fecero sì che il luogo fosse chiamato all’epoca eremo di Croisset e Flaubert “l’eremita di Croisset”.

Dall’Oriente, mentre risaliva il Nilo, Flaubert ricordava con nostalgia la sua casa (febbraio 1850):

I marinai e gli abitanti di Rouen che si recano a La Bouille in barca la domenica cercano di scorgere lo scrittore che recita i suoi romanzi, vestito con la sua lunga vestaglia e i pantaloni all’orientale.

«Laggiù, su un fiume più dolce e meno antico, ho da qualche parte una casa bianca le cui imposte sono chiuse ora che non ci sono »

Jean-Pierre Le Moign, Pavillon Flaubert (vue sur la Seine et son Jardin) –Croisset

I marinai e gli abitanti di Rouen che si recano a La Bouille in barca la domenica cercano di scorgere lo scrittore che recita i suoi romanzi, vestito con la sua lunga vestaglia e i pantaloni all’orientale. Il marchio Maison d’écrivain (Casa dello scrittore) è stato assegnato alla casa di Flaubert a fini turistici alla fine del XIX secolo. A quel punto, però, era rimasto solo il “Pavillon Flaubert” all’angolo della proprietà, poiché la casa era stata venduta dalla nipote Caroline e demolita nel 1881 per costruire una fabbrica. In mancanza di qualcosa di meglio da fare, i propagandisti normanni si entusiasmarono per il bel viale di tigli del giardino, che si supponeva tipico delle proprietà normanne, e per il sito nella valle della Senna, che tuttavia era stato colpito dall’industrializzazione.

Jean-Pierre Le Moign, Pavillon Flaubert (vue sur la Seine et son Jardin) –Croisset

Il padiglione fu acquistato dal Comité Flaubert e trasformato in museo nel 1906.  Dal 2021 fa parte dei musei metropolitani ed è stato ristrutturato.

La casa Vacquerie, museo Victor Hugo a Villequier

Dietro un giardino fiorito, si trova una bella casa di città in mattoni rossi risalente all’inizio del XIX secolo. Era la casa di villeggiatura della famiglia Vacquerie, armatori di Le Havre. La famiglia Hugo fu invitata a passare le vacanze qui nel 1839. La casa, divenuta Museo Victor Hugo nel 1959, è tanto più significativa in quanto associata alla tragedia della scomparsa di Léopoldine, l’amata figlia di Victor Hugo, annegata accidentalmente nella Senna insieme al marito, Charles Vacquerie, nel settembre 1843. Entrambi sono sepolti nel piccolo cimitero del villaggio, accanto ad Adèle, la madre, e Adèle, la sorella.

Chantal Cormont, Villequier Parterre fleuri

Chantal Cormont, Façade Maison Vacquerie -Villequier

Dopo la morte di sua figlia Léopoldine, Victor Hugo scrive in Les Contemplations, 1856, Libro IV, estratto della poesia XVII:

Villequier, Caudebec, e tutte quelle fresche valli,/Non vi sentiranno più gridare « Andiamo,/Il vento è buono, la Senna è bella!»/Come saranno pieni di noia questi luoghi incantevoli!/ I gabbiani audaci non diranno più: è lui!/I fiori non diranno più: è lei! (Victor Hugo)
I CASTELLI FORTIFICATI

Per tenere d’occhio il fiume e imporre tasse sul trasporto delle merci, i castelli fortificati che si affacciano sulla Senna erigono ancora oggi le loro possenti sagome. Tra questi, i castelli di Tancarville e Robert le Diable a Moulineaux.

Chantal Cormont, Château de Robert le Diable vu d’Hautot-sur-Seine

I CASTELLI DI PLAISANCE

Nel XVII e XVIII secolo, l’aristocrazia di Rouen viveva nei suoi palazzi urbani in inverno e nei suoi castelli di campagna in estate. Nel XIX secolo, anche l’alta borghesia investì nella zona. Di conseguenza, vennero costruiti eleganti castelli su terrazze affacciate sulla Senna, completi di giardini terrazzati e parchi alberati.

Chantal Cormont, Château de Trémauville à Sahurs, XVIIIe s.

Chantal Cormont, Ancien château de Soquence à Sahurs, maison de campagne Renaissance normande

I BORGHI

Jean-Pierre Le Moign, La Bouille vue depuis la rive droite à Sahurs

I borghi che si sono sviluppati sono spesso ex guadi e piccoli porti che venivano utilizzati per la navigazione costiera. Sono incastonati nelle curve delle sponde concave della Senna. Poiché i punti sono così lontani, otto comuni usano ancora i traghetti per passare da una sponda all’altra, manovrati da un capitano e da un marinaio. Le case lungo le rive della Senna sono generalmente grandi e alte, con molte finestre e costruite in pietra bianca di Caumont o in mattoni nel XIX secolo. Le case a graticcio più piccole si concentrano nelle strade secondarie. Tuttavia, i materiali utilizzati per la facciata e gli altri lati delle case sono diversi.

A seconda della loro storia, i villaggi presentano alcuni edifici degni di nota: il convento troglodita di Sainte-Barbe a Croisset, il magazzino del sale a La Bouille, la casa dei Templari a Caudebec-en-Caux…

Jean-Pierre Le Moign, La Bouille vue depuis la rive droite à Sahurs

Chantal Cormont, Ancien bac de Caudebec-en-Caux devant le pont de Brotonne

LE CITTȂ E I PAESAGGI INDUSTRIALI

Pian piano l’industria ha occupato i vasti spazi pianeggianti disponibili sulla riva sinistra della Senna. I silos punteggiano le estensioni del porto di Rouen, così come gli impianti dell’industria chimica.

Chantal Cormont, Silo en face de Val de la Haye, un nouveau château

Chantal Cormont,  L’industrie chimique dans l’agglomération à Petit-Couronne

Chantal Cormont, Le Trait, vue sur la zone industrielle

LE TRAIT. Estesa per oltre 6 km, Le Trait divenne un’attiva città industriale quando, nel 1917, fu aperto un cantiere navale sulla riva destra, in un meandro della Senna. Per ospitare la manodopera, che arrivava dalle campagne della Normandia, dall’Italia e dall’Europa dell’Est, vennero costruite sulla collina grandi case divise in due quartieri operai, in stile neonormanno, con una facciata in cemento a falsi rivestimenti.

ARTE E CULTURA NELLA SENNA / Esposizioni nei musei metropolitani– ROUEN

Musée des Beaux Arts de Rouen, Musée Beauvoisine, Musées littéraires Flaubert et Corneille, Musée de la Céramique, Corderie Vallois, Fabrique des Savoirs …..

Un viaggio in tutte le sue composizioni intorno al fiume, alla sua storia, alle sue tradizioni e alla sua forza poetica e nobile.

https://mbarouen.fr/fr/expositions/le-temps-des-collections-fleuves