Problem solving…Tra nodi e snodi con equilibrio

FROM THEORY TO PRACTICE IN PEER EDUCATION… LIVE AS YOU LEARN

.EquipeEleonora Braida, Miriam Burbi, Maria Francesca Civetti, Maria Grazia DandoloMattia Russo

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con la partecipazione di Chiara Mezzetti e Giacomo Piciollo  (Associazione La Piccola Galleria clicca qui)

La nostra vita quotidiana è piena di problemi. Non tutti i problemi sono uguali. Alcuni sono semplici e facilmente risolvibili, mentre altri sono più complessi e coinvolgono un numero maggiore di persone, di ambienti, di abitudini e di modi di pensare. Esistono problemi la cui soluzione è facile da trovare e altri che pur dando sufficienti informazioni, non hanno una soluzione che possa dirsi giusta o corretta. Per affrontare e  risolvere un problema è importante saper stabilire quando ci si trova di fronte ad esso, definire il problema, trovare delle soluzioni, valutarle, sceglierne una e decidere come realizzarla.

  • In quali situazioni tendi ad evitare i problemi?
  • Sei in grado di restare fedele a te stesso?
  • Sei in grado di rimanere ad occhi aperti e guardare in modo consapevole alle questioni che devono essere veramente risolte?
  • Perché c’è chi riesce a risolvere i propri problemi con facilità?
  • Perché ci sono persone che non li risolvono, anzi, non fanno altro che peggiorarli?

Da un punto di vista etimologico la parola “PROBLEMA” deriva dal greco πρόβλημα (próblēma) “sporgenza, promontorio, impedimento, ostacolo”, dal verbo προβάλλω (probállō) “mettere davanti”, dal prefisso προ- (pro-) “innanzi” + βάλλω (bállo) “mettere, gettare”. L’etimologia del termine “problema” indica perciò sia “dove ci si trova” (davanti ad un ostacolo, un impedimento …)  ma anche una  direzione (mettere davanti, gettare …):   spingere in avanti lo sguardo, il pensiero, l’immaginazione, il ragionamento per orientarci verso una visione futura. Proiettare se stessi e la propria immaginazione verso altri tempi, altri luoghi, altre situazioni …

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I giovani adulti di AVALON SHIP, con il contributo dei giovani adulti dell’associazione LA PICCOLA GALLERIA, propongono un percorso interdisciplinare

  • per stimolare la riflessione ed invitare a mettersi in gioco personalmente e in gruppo.  
  • imparare ad applicare un approccio sistematico nell’analisi dei problemi (collocare il problema nell’ambiente -tempo, luogo, contesto)
  • sviluppare la capacità di risolvere situazioni critiche e complesse, attraverso l’apprendimento di tecniche di ristrutturazione dei problemi e l’ ampliamento delle alternative di soluzione

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La capacità di problem solving è il risultato di una felice combinazione di fiuto, intuito, percezione, visione olistica degli eventi, senso di direzione e metodo scientifico. Problem Solving significa letteralmente “risolvere problemi”. Il termine, nato in ambito matematico, si è diffuso negli ultimi anni in riferimento alle abilità e ai processi implicati nell’affrontare problemi di qualsiasi tipo, da quelli pratici a quelli interpersonali o psicologici.

1/ F.A.R.E.

Interessante è la tecnica di problem solving  denominata con l’acronimo FARE, che si articola in quattro fasi, intrecciate tra loro: Focalizzare- Analizzare- Risolvere – Eseguire.

2/ PROBLEM SOLVING… STEP by STEP

Un esercizio interessante potrebbe essere quello di focalizzarsi su una decisione importante da prendere, circostanza in cui ci troviamo tutti normalmente e rispondere alle seguenti domande… Scarica la scheda: 

STEP1-La-capacità-di-problem-solving-metodo-emozioni-.pdf (98 download )

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L’abilità di una persona a “scoprire” un problema potrebbe essere descritta nel seguente modo: …. Ha la tendenza ad essere una persona di iniziativa, un anticipatore di problemi, un sensibile ai problemi,  uno scopritore di opportunità, uno che accoglie volentieri il cambiamento; ha un atteggiamento di “scontento costruttivo”, un desiderio di un continuo miglioramento e adattamento e alta accettazione e tolleranza dell’ambiguità e a lavorare con il vago, il nuovo non strutturato, situazioni “nebulose” e un orientamento ad agire proattivamente verso la ricerca di problemi piuttosto che reagire a problemi ….  Chi è abile nel trovare fatti evita assunzioni non garantite ed esamina una data situazione da un’ampia varietà di punti di vista, ascolta bene la versione che fanno altre persone e le accetta, mette ogni impegno per scavare e trovare altre informazioni anche quando sembra che i fatti siano ormai tutti presenti e interroga i fatti con domande semplici, a modo di un bambino …. Dopo aver raccolto queste informazioni questa persona è capace di convergere su un piccolo numero di fatti che hanno una speciale rilevanza per un ulteriore sviluppo…” (M. Basadur 1994- Problem finding, problem solving, and creativity). 

DARE AL PROBLEMA IL GIUSTO PESO… Scarica la scheda 

STEP-2-Dare-al-problema-il-giusto-peso.docx (72 download )

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Problem solving non significa avere un metodo standard per la risoluzione dei problemi, ma essere in grado di creare ogni volta una soluzione diversa e adatta alla situazione. Ciò richiede flessibilità ed una buona dose di creatività. Ecco un esempio di creatività all’opera.

2/Con Avalon Ship… La creatività nel problem solving

“In una fredda sera del 1865 il chimico Friedrich Kekulé ha appena scoperto l’elusiva struttura della molecola di benzene, una conquista fondamentale della chimica organica. Kekulé attribuisce il merito della sua scoperta a un sogno ad occhi aperti[…]”Problem solving non significa avere un metodo standard per la risoluzione dei problemi, ma essere in grado di creare ogni volta una soluzione diversa e adatta alla situazione. Ciò richiede flessibilità ed una buona dose di creatività. Nel video  un esempio di come opera lo spirito creativo, ovvero il divenire  del processo di produzione delle idee.

3/Con Avalon Ship… problemi in prospettiva

“Il bambino rispose: “Non mi sono fissato sul mondo…. dietro al foglio c’era la figura di un uomo, HO RICOSTRUITO L’UOMO E IL MONDO SI E’ AGGIUSTATO DA SOLO !!!!”

Un breve racconto per riflettere su come sia importante abituarsi ad accogliere e analizzare i problemi da più punti di vista … emergeranno così soluzioni differenti, maggiori alternative e magari risposte inedite e sorprendenti anche nelle situazioni più complicate… .

Gli studi sugli stili cognitivi sono stati i primi a provare l’evidenza dell’esistenza di stili differenti negli individui. La ricerca in tal senso recentemente si è occupata di individuare e di descrivere gli stili cognitivi come rivelatori della modalità di svolgimento e dell’esito di compiti complessi come l’apprendimento, il problem-solving e il decision-making. Nell’ambito della competenza di saper risolvere i problemi, molti autorevoli studiosi fanno riferimento alla creatività degli individui nell’applicare strategie di risoluzione di compiti. Scarica la scheda:

STEP-3-Da-“quello”-che-pensi-a-“Come”-lo-pensi.pdf (75 download )

STEP-3-TESTI-VIDEO-Da-“quello”-che-pensi-a-“Come”-lo-pensi.pdf (63 download )

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Resilienza e problem solving sono due temi molto vicini fra loro. Parlando di narrativa, il personaggio che può essere definito “resiliente” è quello che riesce, con ingegno e forza d’animo, a superare le difficoltà che gli si parano davanti: difficoltà o, appunto, problemi. Nel mare magnum di esempi che la letteratura offre su questo tema, ho deciso di consigliare “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert M. Pirsig. Per saperne di più ascolta l’audio…

Ogni problema implica in sé una soluzione. In matematica il discorso fila. Ma quando si tratta di sentimenti, di morale, il discorso cambia. Non c’è un procedimento preciso da seguire, non c’è una formula da applicare, e la soluzione, ammesso che ci si arrivi, non è garanzia di giustizia. È su questo concetto che si gioca uno dei classici cardine della letteratura greca: Antigone. Antigone è una tragedia (il che significa che la soluzione arriva sì, ma è triste) di Sofocle, rappresentata per la prima volta ad Atene alle Grandi Dionisie del 442 a.C. Per saperne di più ascolta l’audio 

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