5/Habits of mind: Pensare sul proprio pensare

5/Habits of mind: Pensare sul proprio pensare

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La mente é come un paracadute. Funziona solo se si apre. (Einstein) 

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ALTRI PENSIERI & ALTRE EMOZIONI ... ALLA SCOPERTA DELLE PASSIONI RAZIONALI

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Le disposizioni della mente si fondano su una prospettiva dell’intelligenza centrata sul “carattere” delle persone che valorizza gli atteggiamenti, le inclinazioni e i tratti della personalità che possono aiutare ad agire in modo efficace e significativo attraverso la riflessione ragionata e l’emozione appropriata.

Geapolis dedica un focus alle disposizioni della mente. Perché parlare di disposizioni della mente? A questo punto, vi invitiamo a deciderlo voi stessi!

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Le disposizioni della mente: pensare sul proprio pensare (metacognizione)...

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Quando diciamo che una persona è pensosa intendiamo qualcuno che non è solo “logico” ma che possiede le giuste disposizioni mentali: egli è vigile e cauto, non precipitoso, si guarda intorno, non giudica dalle apparenze, ma verifica le osservazioni per vedere se sono come sembrano

 Dewey

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Pensare sul proprio pensare (metacognizione) è una caratteristica chiave del riflettere intelligente. Essa fa riferimento alla conoscen­za che le persone hanno dei propri processi cognitivi e al controllo che sono in grado di esercitare su di essi. Questa capacità consente di “apprendere come apprendere”, cioè di essere consapevoli di come si acquisiscono le conoscenze e di come fare per continuare ad acquisirle.

L’adulto che sa pensare sul proprio pensare (ossia maturo dal punto di vista metacognitivo) possiede un vasto repertorio di strategie; sa quando e dove una strategia può essere utile,  qual è lo sforzo che richiede e l’impiega in modo efficiente per eseguire compiti nuovi e complessi. Egli sa pianificare il proprio pensiero e il proprio comportamento e possiede una tendenza coerente a pensare un corso di azioni prima di agire. Elabora piani che sono spesso rappresentati internamente, ma anche facilmente trasferibili nella realtà, e questi piani guidano il suo pen­siero.  Quando scopre i limiti delle proprie prestazioni, non abbandona, ma analizza la situazione per determinare come cambiare le strategie e i piani per migliorare. 

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La mente è come l’oceano. E sul fondo dell’oceano, al di sotto della superficie, vi è calma e chiarezza. E non importa quali siano le condizioni della su­perficie, se sia piatta, mossa o tempestosa, perché sul fondo dell’oceano vi è tranquillità e serenità. Dal profondo dell’oceano puoi guardare verso la  superficie e limitarti a notare l’attività che vi si trova, come nella mente; dal profondo della mente puoi guardare su, verso le onde, le onde cerebrali che si trovano sulla superficie della mente, dove esiste tutta l’attività della mente, pensieri, sentimenti, sensazioni e ricordi.  Hai  l’incredibile opportunità di li­mitarti a osservare queste attività che si svolgono sulla superficie della  mente…  (D. J. Siegel Mindfulness e cervello, Cortina Ed.)

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