SPUNTI PER LA RIFLESSIONE
LA CREATIVITÁ É… un fiore nato dalla fantasia di Antonio Bindi, un fiore del mare che accende l’immaginazione dei ragazzi del centro L’Orizzonte.
LA CREATIVITÁ É… un corso dedicato alla manipolazione dell’argilla per ciechi e ipovedenti, dove ci si dimentica di essere ciechi nel momento in cui le mani creano quello che l’immaginazione disegna nella mente.
LA CREATIVITÁ É… il disegno di un ragazzo ipovedente, che vuole stare alla stessa distanza dei compagni dal vaso di fiori da rappresentare e immagina quello che non mette a fuoco; alla fine dell’esercitazione, l’insegnante e i compagni gli fanno i complimenti per aver interpretato il disegno in modo originale, creativo.
UN PIZZICO DI CREATIVITÁ PER FAVORIRE L’AUTONOMIA MOTORIA E FUNZIONALE
LA CREATIVITÁ É… la capacità di trovare modi nuovi per affrontare le sfide della vita, percorrendo strade piene di curve, che si allontanano dalla traiettoria già segnata, ma all’obiettivo arrivano lo stesso.
Dalla creatività nascono gli ausili utili per l’apprendimento, la comunicazione, l’autonomia delle persone disabili. Il giovane Braille, cercando un metodo grazie al quale le persone cieche potessero leggere con le dita con la stessa rapidità dei vedenti, ha inventato un codice tattile che ha preso il suo nome ed è diventato un sistema di scrittura e lettura universale. Acquisizioni scientifiche e tecniche, e un pizzico di creatività, consentono ai tecnici della riabilitazione di utilizzare le immagini quando non è possibile usare le parole: con i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa si esprimono richieste ed emozioni in modo immediato e si può costruire una narrazione vera e propria.
Dalla creatività nascono i libri tattili, fatti per lo più a mano e ricchi non solo di colori ma anche di magici puntini e di immagini a rilievo fatte con materiali diversi; sono un modo diverso di pensare la grafica e l’illustrazione, sono una sfida multisensoriale, un modo per rendere le mani libere di immaginare.
Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco: Bruno Munari rispondeva così quando gli veniva chiesto quale dovesse essere la funzione di un gioco. Oltre che artista e designer, Munari è stato un pedagogo intuitivo, vicino al metodo di Maria Montessori, che sapeva che si impara grazie a tutti i sensi e che quello che vedono gli occhi è una piccola parte di tutto ciò che ci circonda (Bruno Munari, Da cosa nasce cosa).

Il disegno di Christian
Per questo creava libri e giochi manipolabili, per un’esperienza sensoriale globale, per abituare a sviluppare l’immaginazione e la sensibilità, convinto che la sua opera più importante fossero i laboratori per bambini. Il suo sogno era quello di partire dal lavoro con i bambini, promuovendo lo sviluppo della conoscenza plurisensoriale, per contribuire a realizzare una società fatta di uomini creativi.
IL DIARIO DELLA MAESTRA IVANA
LA CREATIVITÁ
La creatività
Non serve essere Van Gogh
Michelangelo o Manzoni
per essere un creativo..
Lo sei se sai
trovare soluzioni
alle mille complicazioni
che ogni giorno
la vita ti presenta…
Sei creativo se nulla ti spaventa..
se sai divertirti con poco,
vivere con leggerezza
come tutto fosse un gioco.
Sei creativo se sai vedere
al di là delle apparenze,
se vedi nelle persone
ciò che le rende speciali
e non le differenze.
Sei creativo quando
sai costruire ali
per chi non sa volare.
Sei creativo
se sai capire le parole
di chi non sa parlare
e sai inventar favole
per chi non sa sognare.
LA CREATIVITÁ è una capacità fondamentale nell’apprendimento e nei miei anni di insegnamento ho sempre cercato di proporre attività che la promuovessero e la incentivassero. Io stessa cercavo di essere creativa, di inventarmi percorsi ed attività per catturare l’attenzione dei miei alunni e creare percorsi individualizzati per adeguarmi alle esigenze di apprendimento dei singoli. Ricordo un anno scolastico in cui non riuscivo a catturare l’attenzione dei miei allievi nelle lezioni di grammatica con conseguenti scarsi risultati… Mi misi ad osservarli nei vari momenti della giornata scolastica per farmi venire un’idea… E all’improvviso l’idea arrivò!
All’epoca erano di moda i Pokemon e a ricreazione i bambini quasi dimenticavano di consumare la merenda per giocare con le loro carte.
Mi feci spiegare il gioco ed una mattina, entrando in classe, i bambini trovarono uno strano cartellone: i Grammatikamon.
Ogni elemento della grammatica era diventato un personaggio che poi i bambini si divertirono a disegnare ed usare in quello che per loro diventò un nuovo gioco e per me proficue lezioni di grammatica!
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