SVILUPPO UMANO E SVILUPPO PROFESSIONALE COME PROCESSO DINAMICO

Nei mesi scorsi, nell’ambito delle attività del laboratorio del racconto “APPRENDERE AD APPRENDERE CON UN FILO, abbiamo incontrato la professoressa Teresa Moschini, coordinatrice del gruppo di ricamo “C’era una volta il panno”, nato con l’obiettivo di riscoprire, far conoscere e valorizzare le vecchie tele tessute a telaio manuale nella Tuscia, fino agli anni ’60 del secolo scorso. Per saperne di più …
CON TERESA MOSCHINI IL PANNO TUSCIANO RIVIVE… clicca qui
Torniamo ad incontrarla, a Grotte di Castro, esattamente un anno dopo la conclusione di un progetto collaborativo e la presentazione di un originale manufatto che ha visto protagonista proprio il gruppo di ricamo “C’era una volta il panno”.
Nel 2018 infatti, in occasione della discesa straordinaria del simulacro di Maria SS. del Suffragio, evento che si rinnova ogni 10 anni a partire dal 1728, il gruppo di ricamo “C’era una volta il panno”, ha donato al Santuario, dove è gelosamente custodita la statua lignea del 1600, il telo che copre la scala di ferro sulla quale la Madonna scende dalla sua nicchia dorata fino ai piedi dell’altare.

Da un punto di vista simbolico, si è trattato di un progetto importante, profondamente radicato nella devozione popolare e nella tradizione locale ma anche volutamente innovativo, nella misura in cui ha permesso alla comunità di Grotte di Castro di allargare lo sguardo sul mondo, per sentirsene parte e, magari, provare a prendersene cura. Per il gruppo di ricamo “C’era una volta il panno” si è trattato anche di una sfida, dove valorizzare e mettere alla prova le abilità tecniche di ciascuno e la capacità di lavorare in gruppo, rispettando scadenze, schemi e regole necessarie per il raggiungimento del risultato finale.
Lasciamo la parola a Teresa Moschini…



“DOVEVANO ESSERE LE MANI DELLE DONNE DI GROTTE DI CASTRO A RICAMARE QUEL TELO... “



Come è nato il progetto? Il progetto è nato per dare risposta alla necessità di sostituire il vecchio telo, ormai logoro, ricamato e donato nel 1965 da Clementina Capozzi, una ricamatrice allieva di mia zia Cesira. Ricamato con volute e fiori tipici degli anni ’60, ora è conservato presso il museo della Basilica, a Grotte di Castro. In un primo momento, sono stata contattata personalmente per l’affidamento dell’incarico e la realizzazione del nuovo telo. Anche se, nell’aprile prossimo, festeggerò i miei cinquant’anni di vita a Grotte di Castro, io sono originaria di Capodimonte. Ben presto ho capito che dovevo condividere quel progetto con il gruppo di ricamo “C’era una volta il panno”, costituito quasi completamente da donne originarie di Grotte di Castro e molto attive nell’organizzazione degli eventi sia religiosi che civili legati alla Festa della Madonna del Suffragio. Dovevano essere le mani delle donne di Grotte di Castro a ricamare quel telo! Quando ho presentato la mia idea al gruppo, ho avuto, da parte loro, accoglienza piena al progetto e disponibilità massima per la realizzazione. Così è iniziata l’avventura…
In che modo sono stati scelti i soggetti da realizzare? Da subito ho sentito l’esigenza di motivare e coinvolgere il gruppo di ricamo “C’era una volta il panno” in questa sfida. Contemporaneamente sentivo l’urgenza di trovare “un soggetto”, giusto per la storia odierna, significativo e bello da realizzare con ago e filo. L’ispirazione è arrivata dalle omelie domenicali di Papa Francesco, ovvero ricamare sul telo tematiche attuali, quali la pace, la guerra, l’accoglienza del diverso, la natura sconvolta dall’uomo, l’infanzia del terzo mondo invisibile e sfruttata.
Al centro dei soggetti il Santuario della Madonna del Suffragio la casa di tutti i grottani, dove ci si reca per pregare, ringraziare, piangere, gioire insieme alla madre nel cammino quotidiano.

Per la realizzazione dei bozzetti mi sono avvalsa della collaborazione dell’insegnante Rita Pepparulli, che è riuscita, veramente con grande perizia, ad interpretare quanto avevo pensato e caparbiamente voluto….
La Basilica del Santuario appare con le case antiche addossate e i raggi del sole (ricamati in oro a punto erba a file ravvicinate e a punto filza) che, dal basso, penetrano attraverso le vecchie finestre nel cuore delle famiglie e dall’alto squarciano il cielo per illuminare l’umanità…



In alto, Papa Francesco lancia in aria una colomba simbolo di pace, una mano scura esce da un mare in tempesta tra salvagenti di speranza; gomme bruciate, alberi secchi, terra arsa e spaccata, invasa dal fuoco e dal fumo a rappresentare la terra dei fuochi; due ombre di bambini africani camminano affiancati, portando sulla testa una brocca per l’acqua e un sacco traboccante di grano a simboleggiare sete e fame; un miliziano di Aleppo, città siriana martoriata dalla guerra civile, imbraccia un mitra mentre è in atto di scavalcare un muretto fra palazzi diroccati; una mano è imbrigliata tra i fili di un cellulare e circondata dai simboli del web, per indicare l’uso spesso smodato e nocivo del telefonino.
Quali le risonanze di questo progetto sul lavoro delle ricamatrici? Per quanto riguarda la scelta dei soggetti da ricamare, le giovani del gruppo sono state da subito entusiaste. Le ricamatrici più anziane hanno avuto qualche titubanza in più ma poi si sono lasciate coinvolgere senza problemi. Da parte di tutti, la motivazione a dare il meglio di sé é stato l’ atteggiamento che ha accompagnato lo svolgersi di tutto il progetto. Il gruppo ha voluto realizzare un manufatto che, attraverso il ricamo, esprimesse una preghiera di affidamento universale a Maria a nome della comunità di Grotte.
Le ricamatrici hanno lavorato insieme con impegno e sinergia, si sono confrontate e hanno gioito insieme per quanto di bello sono riuscite a realizzare: un telo della misura di sei metri per 94 centimetri, ricamato su pesante lino écru Bellora, con punti del ricamo classico e rifinito con bordo di raso damascato.

La cornice del telo che racchiude il tutto, é un susseguirsi di foglie, tutte uguali, che si rincorrono, ricamate a punto Palestrina e punto erba a file ravvicinate, nelle nuances del rosa salmone. Esse vogliono rappresentare le tante “Ave Maria” che bambini, adulti e vecchi rivolgono alla Madonna con grande fede.
Insomma, le protagoniste di questo progetto si sono date veramente da fare per tramandare un manufatto significativo alle generazioni future. Il gruppo di ricamo “C’era una volta il Panno…” e le ricamatrici hanno avuto un’occasione importante e privilegiata per crescere e qualificarsi. Anche per loro, il risultato finale e l’accoglienza positiva del lavoro, da parte della comunità di Grotte di Castro, sono state una piacevole sorpresa. La conclusione? “Insieme si può fare di più e meglio”!!! Questo ci ha lasciato il desiderio di continuare a migliorarci, lavorando insieme a nuovi progetti…
LE PROTAGONISTE

Il telo donato con il contributo del gruppo di ricamo “C’era una volta il Panno…” è stato realizzato da Brinchi Antonella/ Filosomi Anna/Catini Giuseppa/Gubbiotto Guerrina/ Civitelli Lorena/ Marabottini Lorella/Confaloni Maria/ Morosini Rita/Cosso Clara/ Nucciarelli Rosanna/Crispino Anna/Passerini Flavia/Eramo Flavina/Pelosi Laura/Eramo Maddalena/Ruvolo Concetta/Fabbrini Bruna/ Moschini Teresa.
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1/CON TERESA MOSCHINI… IL PANNO TUSCIANO RIVIVE
1/FOTOGALLERY di OSCAR MARTINI. IL RICAMO A GROTTE DI CASTRO clicca qui
2/FOTOGALLERY di OSCAR MARTINI. IL NOSTRO PAESE E LA DISCESA clicca qui
3/FOTOGALLERY di OSCAR MARTINI. DISCESA DELLA MADONNA DEL SUFFRAGIO clicca qui
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