Case History: Archs & Co… un progetto professionale condiviso

STEP by STEP… Assessment of experiential learning for Individual and Collective Empowerment

INTERSEZIONI

L’ambiente virtuale STEPbySTEP LAB propone un nuovo spazio di approfondimento e di riflessione. Attraverso i contributi di alcuni studiosi e le testimonianze dirette dei protagonisti, la rubrica INTERSEZIONI  propone un focus sulla doppia valenza trasformativa e generativa che emerge dalle esperienze associative motivanti e motivate. Su un piano di sviluppo personale, attraverso l’interiorizzazione  di processi  autonomizzanti e riflessivi e l’acquisizione di nuove competenze e abilità; su un piano comunitario, attraverso la sfida a co-progettare & co-costruire esperienze di vera inclusione sociale e più consapevole cittadinanza attiva.

STEP by STEP Lab…. Intersezioni/1

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E’ la riflessività oggi la vera strategia di vita e di sviluppo delle persone, perché permette di generare nuovi significati e nuove domande che rinforzano processi individuali di apprendimento permanente. (Alberici 2013)

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Case History: dall'esperienza associativa al contesto professionale

Quello che si impara a conoscere, a saper fare e a saper essere diventa parte integrante del proprio modo di affrontare la vita e la professione. Skills e apprendimenti, che le persone maturano in contesti diversi – non formali (organizzazioni di lavoro, associazionismo, gruppi di volontariato e di interesse) ed informali (vita quotidiana, media, viaggi)-, costituiscono il valore aggiunto  che  può fare la differenza anche in ambito professionale. 

É l’esperienza di tre architetti, Fabrizio Giuffrida, Francesca Giugliarelli e Alessandro Trionfetti che hanno deciso di “osare” la via del progetto professionale condiviso. Archs&Co nasce da tre storie di vita e  professionali  accomunate da esperienze diversificate in ambito associativo. In tali contesti, ciascuno di loro ha avuto l’opportunità di sviluppare competenze e abilità diventati tratti distintivi e punti di forza in ambito professionale: capacità di co-progettare e co-costruire  innovazione, qualità e attenzione alle esigenze dei singoli e delle comunità locali. 

Per saperne di più li abbiamo incontrati…

Uno studio associato che punta alla qualità sa comunicare

Sul vostro sito internet il biglietto da visita dello studio Archs & Co, la mission, i valori e la visio sono chiari e accattivanti: “Nei nostri progetti inseriamo: la creatività, senza confini disciplinari, affrontando temi d’architettura, di paesaggio, di design, di grafica; la passione per ogni dettaglio, dal disegno alla realizzazione; il rispetto e l’accoglienza verso i colleghi di tutte le discipline che gravitano intorno al mondo dell’architettura, per raggiungere un risultato finale dove nulla è lasciato al caso. Il nome stesso dello studio e gli ambienti dove lavoriamo, con arredi disegnati e realizzati da noi, rappresenta quello che siamo e tutte le qualità e le esperienze che ogni volta mettiamo nel nostro modo di progettare”.  Chi sono Alessandro, Fabrizio e Francesca?

Tanto per iniziare i nostri studi e la nostra formazione di architetti sono diversi. Mentre Francesca e Fabrizio hanno studiato alla Facoltà di Architettura di Firenze, Alessandro si è laureato alla Sapienza di Roma. Anche i primi anni di lavoro si sono svolti separatamente.

Francesca, dopo la Laurea, ritorna a Perugia cominciando a collaborare come architetto progettista per uno studio di ingegneria che si occupa prevalentemente di ristrutturazioni di civili abitazioni e di edifici pubblici, come scuole e teatri. Il suo amore per i giardini e il paesaggio la porta a tornare tra i banchi del Dipartimento di Agraria di Perugia, per frequentare un corso triennale di verde ornamentale e paesaggio, che le permetterà di accrescere le sue conoscenze e la sua passione, portandola a lavorare da libero professionista anche in questo campo.

Fabrizio, dopo la Laurea, inizia a collaborare con uno studio di design a Firenze con il quale oltre a viaggiare molto perfeziona le sue conoscenze tecnologiche sui materiali e sulle loro lavorazioni. Si trasferisce dopo qualche anno a Perugia, iniziando una duratura collaborazione con uno studio di architettura, occupandosi di progettazione, restauro e urbanistica. Perfeziona la sua esperienza nei cantieri, in particolare dedicandosi alla sicurezza sul lavoro. Tali esperienze gli permettono di affrontare cantieri pubblici di particolare complessità.

Alessandro, dopo la Laurea, si ferma a Roma continuando a collaborare con la Facoltà di Architettura della Sapienza dove, come assistente, si occupa del corso di “Statica e Teoria delle Strutture” collaborando inoltre con il “Dipartimento di Ingegneria Strutturale” per circa sei anni. Sempre nel periodo romano lavora per Metro C S.p.A. e collabora con alcuni studi tecnici della capitale. Tornato a Perugia si interessa al mondo delle energie rinnovabili lavorando come responsabile tecnico per una società del settore. In questo periodo cresce anche l’interesse per il recupero edilizio e la sua valorizzazione, lavorando come libero professionista nel settore. Appassionatosi definitivamente a quest’ultimo diventerà poi la sua attività lavorativa prevalente coinvolgendolo in ogni suo aspetto.

Uno studio associato che punta alla qualità sa creare sinergie ...

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A proposito di sinergie… Come è nata la vostra avventura? Cosa progettate, cosa desiderate e come immaginate il vostro futuro professionale? Perché avete deciso di mettervi insieme?

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Il nostro primo incontro risale all’estate del 2013 ed è legato, guarda caso, ad un’iniziativa culturale promossa dalla Fondazione Umbra per l’Architettura alla quale tutti e tre avevamo aderito come volontari. Nasce così la nostra amicizia in cui iniziamo a condividere interessi e passioni verso il mondo della cultura in generale e dell’architettura in particolare. Dopo un po’ di tempo ci accorgiamo che non solo avevamo le stesse passioni ma anche le stesse vedute e le stesse aspettative nei confronti della professione. Così, durante una delle tante cenette che si facevano quel periodo e davanti una buona bottiglia di vino, una sera nasce la decisione di aprire uno studio assieme dove condividere esperienze, competenze e soprattutto l’entusiasmo che tutti e tre avevamo e abbiamo tutt’ora nei confronti dell’architettura.

Dopo qualche mese passato in giro per Perugia alla ricerca del luogo giusto, nell’autunno del 2015, riusciamo finalmente a trovare lo spazio adatto a noi. Nasce subito l’esigenza di sperimentare e concretizzare le nostre idee occupandoci in prima persona del disegno e della realizzazione dell’arredo. Anche se non ce ne era bisogno questa prima esperienza mette in evidenza l’affiatamento e la comune passione per il dettaglio che da allora caratterizza ogni nostro progetto.

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Quali sono le sinergie con associazioni ed enti sul territorio? Si tratta di collaborazioni di carattere prevalentemente professionale o anche di supporto ad attività di empowerment sociale e culturale delle comunità ? Potete provare ad indicare qualche esempio.

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Come già detto, le cose in comune sono tante ma, allo stesso tempo, ognuno di noi ha avuto e continua ad avere esperienze che hanno sia a che fare con la professione ma spesso anche estranee a tale settore.

Alessandro, ad esempio, è sempre stato un appassionato di teatro. Negli ultimi 20 anni si è ritrovato spesso in scena, collaborando con alcune compagnie perugine e romane. Inoltre, da diversi anni, fa parte del direttivo dell’associazione culturale “La linea gialla” che si occupa prevalentemente di formazione e produzione teatrale. Questa esperienza associativa gli ha insegnato  cosa voglia dire mobilitare e sfruttare tutto quello che si ha a disposizione. Quando si ha a che fare con il mondo teatrale amatoriale l’imperativo è “impiegare ogni tipo di risorsa” sia umana che materiale, cercando una collocazione a tutto.

Francesca è sempre stata molto attiva nel mondo del volontariato collaborando sia con la FUA (Fondazione Umbra per l’Architettura) sia con il FAI (Fondo Ambiente Italiano) dove è impegnata nell’organizzazione delle giornate FAI. Organizza conferenze in cui partecipa anche come relatrice e come formatrice nelle scuole affrontando tematiche legate all’ambiente e al paesaggio. Inoltre ha svolto per circa due anni l’attività di Consigliere delegato alla formazione per l’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia.

Fabrizio, invece, collabora come volontario nella protezione civile, all’interno dell’associazione Archi Volo (architetti volontari), recandosi, quando necessario, nei luoghi di crisi come quello dello sciame sismico che, nel 2016, ha investito il centro Italia.

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Le abilità e le competenze acquisite nei contesti associativi  in che modo vi sono utili nella vostra professione?

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Tutte queste esperienze hanno ampliato l’apporto che ognuno di noi ha dato e continua a dare allo studio.  La divisione dei ruoli esiste ma, essendo una piccola realtà, questo confine rimane sempre labile.

FRANCESCA, ad esempio, è colei che mette “i puntini” a tutti i progetti. Questi nascono sempre attraverso il confronto e la condivisione di idee, spesso affidate a schizzi e disegni prodotti da tutti e tre, ma che poi vengono affinati e tradotti da lei grazie alla sua sensibilità progettuale e capacità di sintesi. Le sue esperienze di volontario all’interno della FUA e di delegato all’ambiente e al paesaggio per il FAI le hanno dato la possibilità di venire in contatto con diverse realtà del territorio umbro. Inoltre l’incarico svolto all’interno dell’Ordine Professionale l’ha portata al quotidiano contatto con colleghi, amministrazioni, altre fondazioni e associazioni insegnandole come gestire diverse realtà e come farle interagire tra loro. All’interno dello studio queste competenze sono state molto utili. É infatti lei ad essere il contatto con i fornitori, che si fanno sempre in quattro pur di assecondare ogni sua richiesta.

FABRIZIO è, invece, la professionalità tecnica. A lui spetta spesso il compito di rilettura e controllo di tutto quello che produce lo studio, un vero e proprio segugio. È lui, inoltre, che si occupa di tenere i contatti con colleghi e gli altri professionisti coinvolti nei progetti. Soprattutto ha spesso a che fare con le pubbliche amministrazioni, districandosi agilmente nella complessa macchina della burocrazia italiana. Queste sue competenze sono anche il frutto delle esperienze maturate nel campo della Protezione Civile, in particolare con l’associazione Archivolo (architetti volontari), dove, intervenendo in scenari post sisma ha dovuto adeguarsi a situazioni in continua evoluzione.

ALESSANDRO si occupa spesso dello studio di  fattibilità dei progetti, analizzandoli dal punto di vista tecnico/economico e collaborando con Francesca nelle diverse fasi progettuali. Alcune volte è costretto, suo malgrado, a romperle le uova nel paniere, in particolare quando si tratta di fattibilità economiche. Si occupa inoltre dei rapporti con la committenza, con la quale usa le sue capacità di ascolto e comunicative, acquisite in ambito teatrale, per capirne esigenze ed aspettative traducendole poi durante la fase progettuale. Inoltre le sue competenze vengono usate per trasmettere lo spirito e l’entusiasmo dello studio all’esterno. Sempre il teatro gli ha insegnato che per fare bisogna osare ed è quindi spesso il primo a lanciarsi nelle nuove iniziative e alla continua ricerca di nuovi progetti da condividere.

Uno studio associato che punta alla qualità sa mettersi in gioco

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Secondo noi uno studio associato che punta alla qualità ha la necessità da parte dei professionisti che lo compongono di condividere uno stile professionale e umano centrato su…

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  • Processi di apprendimento e di aggiornamento professionale continui. Parlare di aggiornamento nel nostro lavoro è basilare. Non a caso c’è un obbligo di aggiornamento professionale gestito dagli Ordini provinciali. In primis, l’architettura ha una grandissima componente tecnologica che va continuamente aggiornata attraverso: la partecipazione a convegni, esposizioni, riviste di settore e curiosando in internet. Ma anche la parte burocratica è in continua trasformazione quindi vanno tenute sotto controllo le varie normative sia a livello nazionale che territoriale. Non dimentichiamo che l’architettura è anche un’arte per la quale oltre all’esercizio c’è bisogno di un continuo aggiornamento soprattutto sulle opere dei grandi maestri. In pratica le nostre vacanze le passiamo sempre in giro per l’Europa cercando ispirazione e lasciandoci contaminare da quello che ci piace. 
  • sulla capacità di gestire il cambiamento delle condizioni ambientali e di rapporti interpersonali in cui si svolgono le attività. Gestire uno studio vuol dire anche gestire i rapporti con le altre figure con cui si ha a che fare durante il processo progettuale e realizzativo. Teniamo tantissimo ai rapporti interpersonali che si creano tant’è che spesso rimaniamo amici con le persone incontrate durante tali processi: committenti, artigiani, fornitori, colleghi, ecc. La parte più delicata rimane comunque la gestione della committenza dove però entrano in campo le capacità gestionali di Francesca e comunicative di Alessandro acquisite negli ambiti associativi descritti in precedenza.
  • sulla capacità di trasformare i problemi in opportunità, valorizzare e imparare dalle caratteristiche più positive di ciascuno per la riuscita di tutti.  Quest’aspetto come ampiamente detto è alla base del nostro studio dove ognuno mette a disposizione le sue competenze acquisite anche all’esterno. Questo atteggiamento è inoltre molto prezioso in quanto, oltre a valorizzare e ampliare le offerte che lo studio può offrire, è un momento formativo in cui ognuno di noi impara dall’altro arricchendo il proprio bagaglio culturale e professionale.

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…. Insomma più che “fare” gli architetti

noi “siamo” architetti

è un mestiere che ti coinvolge a 360° 

esige una grande passione 

A noi per fortuna non manca….

(Alessandro Fabrizio Francesca)

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