.
SPUNTI PER LA RIFLESSIONE
.

LA GRATITUDINE è un sentimento che esclude la solitudine, è parte integrante dell’appartenenza.
Appartenenza a una famiglia, a un gruppo di amici, a una classe, a una scuola, a una società che ha la forza di diventare il modello di cui parla il pedagogista Andrea Canevaro: una società che non lascia indietro nessuno perché ognuno può dare il suo contributo, dove nessuno vive in una posizione assistenziale perché “ognuno mette in moto qualcosa che serve ad altri”.
LA GRATITUDINE si legge negli occhi delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi speciali in mille occasioni, è uno dei sentimenti che più li contraddistingue perché sono grati per tutte le piccole attenzioni che per noi sono spesso scontate.
.
LE NOSTRE RAGAZZE E I NOSTRI RAGAZZI SPECIALI SONO GRATI …
QUANDO li ascoltiamo senza anticipare le loro risposte, se hanno bisogno di tempo per rispondere.
QUANDO si impegnano a raggiungere un obiettivo e li lasciamo liberi di provare e riprovare, finché saranno loro a decidere di esserci riusciti.
QUANDO li incoraggiamo e siamo pronti a ripartire, se è necessario fermarsi.
QUANDO partecipano a un gioco, a una gita, a una festa; quando non esistono barriere che rendono difficile partecipare e, se esistono, vengono superate dalla instancabile ingegnosità di chi è accanto a loro.
LE FAMIGLIE CHE VIVONO la disabilità hanno bisogno del sostegno della società, di chi si occupa di politica, di salute e assistenza, di istruzione e lavoro per concretizzare al meglio le loro idee.
È indispensabile partire dalle loro esperienze di vita, dall’analisi delle difficoltà che incontrano.
LE FAMIGLIE IMPARANO a vivere una nuova vita quando la disabilità entra nelle loro case. La gratitudine è per tutti coloro che rimangono, che non si allontanano con la scusa del non sapere cosa dire o cosa fare.
Non c’è niente da fare che sia diverso da ciò che si fa nelle famiglie che non conoscono la disabilità, bisogna solo continuare a vivere insieme.
.
.

Clicca sulle icone
.
.
.
.
.