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“INSIEME NELL’UMANO E NEL DIVINO”. CENACOLO DI POESIA DI PRAGLIA.
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“INSIEME NELL’UMANO E NEL DIVINO”. CENACOLO DI POESIA DI PRAGLIA.
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testi e documentazione fotografica di Maria Luisa DANIELE TOFFANIN
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In questo tempo segnato da una quota bassa di speranza e di rinascita, ognuno insegue una sua luce per accendere i personali rapporti quotidiani, allargati oltre la casa. Ecco che la ricerca si trasforma proprio nell’esaltazione della Parola come magico dispositivo, nella rete amicale, aperto in dolci chiacchiere, confidenze, riflessioni, fantasie, sfoghi nel ricupero interiore di sé rivitalizzando i nostri magri giorni. Ritrovo i luminosi incontri del Cenacolo “Insieme nell’Umano e nel Divino” in cui cultura, umanità, spiritualità si fondevano in un benessere interiore, risposta ai nostri dubbi. Momenti di cui avvertiamo tutti nostalgia, desiderio di riviverli, irrealizzabile? Ma la Parola rimane nel ricordo come certezza, conferma di quel vissuto, nutrimento spirituale, ancora vibrante nei Salmi di Norberto Villa. E si rivela quale forza per superare la morsa di paura che il rumore di guerra produce incidendo, con risvolti psicologici, su questo periodo storico climaticamente intemperante. Allora ritorno virtualmente a Praglia nella sala degli incontri, mi proietto a cuore aperto in un colloquio invero monologo con padre Norberto e gli altri amici e ne faccio racconto.
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Passo delle Fiorine col suo ampio respiro. Silenzioso dopo la Santa Messa, il Santuario sul Monte della Madonna. Rare presenze ormai: solo io con il mio libro “Per colli e cieli insieme mia euganea terra fra le mani”, mio marito a lato in sussurro: forza-coraggio e un monaco in fondo, alto, dall’aspetto comprensivo. Con minor disagio mi avvicino, ma ancora con imbarazzo sul titolo da usare.
“Scusi, vorrei lasciare a lei per il …priore, questo libro con una poesia dedicata all’Abbazia di Praglia”. “Sono io” mi risponde quasi con entusiasmo difronte al mio stupore, il volto aperto in lieve sorriso. E avvenne l’incontro, da me sempre avvertito come dono, in questo caso poi con chi si dichiara appassionato di poesia anzi poeta lui stesso. Dono dagli esiti impensabili sempre, che già ho reso in versi:
Ma è sacro profondo / ogni umano incontro / intesa chiara / di sguardi mani / per quell’invisibile
che alita in spiriti affini / aperto poi in note diverse / di un idioma uguale.
Prodigio di terra altra /sempre da scoprire…/ per fronde prima mai viste…
E successivamente in questa trama quasi irreale, fu gioco giocato a sei mani, a Praglia nel sole del chiostro: l’abate, Stéfan Marchioro mio scolaro, dell’Ente Turismo, ed io, l’invenzione del Cenacolo di poesia “Insieme nell’umano e nel divino” ora al 90° quaderno.
Fin da subito e nel corso degli anni, gli incontri di poesia proposti dal Cenacolo “Insieme nell’umano e nel divino” si sono rivelati una comunione d’anime, rispettose dell’altrui sostanza interiore, alla ricerca dell’Eterno, dell’Infinito, del Divino attraverso le personali esperienze, tessuto variegato di affetti, memorie, incertezze, certezze intime, dolore nello sfondo di una realtà sofferta e difficile. Il tutto riportato alla luce dalla lettura di testi poetici che rendono universale il singolo vissuto e le problematiche del mondo d’oggi, nella condivisione dell’autenticità di questa umana ricerca di risposte altre.
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Molto significativi gli incontri con relatori impegnati in presentazioni di libri, proposte culturali o riflessioni su temi specifici. Tra gli altri, Mario Richter dell’Università di Padova che ha curato un percorso sulla poesia e la letteratura francese, soffermandosi inoltre su tematiche dantesche, quale la figura di Ulisse; Antonio Daniele dell’Università di Udine, ma anche Presidente dell’Accademia Galileiana di Padova dal 2018 al 2023, anno della sua morte, che ci ha accompagnato attraverso i protagonisti della poesia dialettale veneta del novecento, e attraverso la sua stessa poesia in dialetto pavano quale la raccolta Lucamara ed altre.
E ancora, Gianni Giolo, poeta, critico, scrittore da Marostica, ha presentato il poeta don Giovanni Costantini di Vicenza, e ci ha fatto conoscere la sua raccolta di cento sonetti, vincitrice del premio Murazzi. Ovviamente con uno scambio di recensioni da parte dei presenti.
Vivace e partecipato anche l’intervento della professoressa Billanovic con la sua presentazione di Tagore. E poi Luciano Morbiato che ha proposto un percorso su Fogazzaro e “Il piccolo mondo moderno”.
Agli incontri del Cenacolo, particolarmente significativa la presenza di Lino Segantin, fondatore della rivista IL VENTAGLIO, un progetto editoriale nato con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere le pagine più significative della storia polesana. Tra queste, la presentazione delle vicende del rodigino Battista Soffiantini, habitué a giornate di formazione politica tenute dal patavino Sebastiano Schiavon, da me raccontate nei quaderni del Cenacolo. Due attivisti del movimento cattolico, da cui nacque Il Partito Popolare di don Sturzo, entrambi frequentatori, appunto, dell’Abbazia di Praglia nei primi decenni del Novecento. Temi di particolare interesse storico e di risonanze morali ed etiche. Tra gli amici di Lino Segantin la bibliotecaria di Badia Polesine Mara Barison, anche referente del teatro sociale “La piccola fenice”. Mossi da un comune sentire, è stato facile con lei costruire un ponte culturale, un gemellaggio tra l’Abbazia di Praglia e l’ Abbazia della Vangadizza: altri spazi, altri rapporti umani, altri incontri, un momento di grande interesse, di viva partecipazione.
Validi anche i rapporti con la casa Editrice Neri Pozza, costituita nel 1946, molto attiva ancora oggi. Significativo l’incontro con un suo collaboratore, che oltre a presentarci la storia dell’editore ci ha fatto conoscere il libro “Il giorno con la buona stella” di Lea Quaretti, moglie di Neri Pozza. Si tratta del diario 1945-1976 della straordinaria avventura sentimentale e intellettuale vissuta da lei con il marito insieme alla cerchia di amici Palazzeschi, Zanzotto, Buzzati, Montale, Bassani e molti altri.
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ABBAZIA DI PRAGLIA
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Figura sfumata vagante
nell’aria più spessa più rara
o corallo ardente nel sole
Praglia è mistero splendore d’energia
da secoli esplosa in nobile argilla.
Su erosi gradini il Tempo cammina
spalanca parete di luce accesa
da intarsi d’antica trachite,
abbraccia i colli da millenni
immobili, sopito l’arcano ardore.
Miei colli
desiato rifugio a poesia:
ancora pei sentieri Jacopo
invano a Teresa recita amore.
Echi lontani, vivi a svanire mai.
E dalla Parola vinto s’arresta
il Tempo e si condensa nel silenzio
di mani accordate
sulle vigne e sui codici miniati
di voci oranti chiuse
nell’armonia del sacro canto
di madonne e angeli sospesi
in tenui pastelli a volute.
E noi tutti presi da un’onda mite
d’ulivi e cipressi e di germogli lieta
nell’incanto-incontro d’arte e creato
rinasciamo immacolati come la prima alba.
(da Per colli e cieli insieme mia euganea terra di Maria Luisa Daniele Toffanin).
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