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L’APPRENDIMENTO COME PROCESSO VITALE APERTO ALL’ESISTENZA
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L’APPRENDIMENTO COME PROCESSO VITALE APERTO ALL’ESISTENZA
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.LE RADICI CULTURALI E SPIRITUALI DELL’IDENTITÁ EUROPEA
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I popoli europei, nel creare tra loro un’unione sempre, più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni. Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; […].
L’Unione contribuisce al mantenimento e allo sviluppo di questi valori comuni, nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli europei, dell’identità nazionale degli Stati membri e dell’ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale […]
PREAMBOLO, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01)
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Tarquinia (VT), Monastero delle benedettine Santa Lucia
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[…] Al crollare dell’Impero Romano, ormai esausto, mentre alcune regioni d’Europa sembravano cadere nelle tenebre e altre erano ancora prive di civiltà e di valori spirituali, fu lui con costante e assiduo impegno a far nascere in questo nostro continente l’aurora di una nuova èra. […] Col libro, poi, ossia con la cultura, lo stesso san Benedetto, da cui tanti monasteri attinsero denominazioni e vigore, salvò con provvidenziale sollecitudine, nel momento in cui il patrimonio umanistico stava disperdendosi, la tradizione classica degli antichi, trasmettendola intatta ai posteri e restaurando il culto del sapere. Fu con l’aratro, infine, cioè con la coltivazione dei campi e con altre iniziative analoghe, che riuscì a trasformare terre deserte e inselvatichite in campi fertilissimi e in graziosi giardini; e unendo la preghiera al lavoro materiale, secondo il suo famoso motto «ora et labora», nobilitò ed elevò la fatica umana. Giustamente perciò Pio XII salutò san Benedetto «padre dell’Europa» (Cf AAS loc. mem.); in quanto ai popoli di questo continente egli ispirò quella cura amorosa dell’ordine e della giustizia come base della vera socialità. […] Papa PAOLO VI
(Lettera apostolica PACIS NUNTIUS SAN BENEDETTO ABATE viene proclamato patrono principale dell’intera Europa- Roma, presso San Pietro, i1 24 ottobre dell’anno 1964)
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Subiaco, Monastero Sacro Speco
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Se togliessimo dalla scena europea san Benedetto da Norcia, l’Europa perderebbe grandi tesori architettonici, artistici, musicali, letterari e scientifici. Al di là della sua opera estesissima, quella di san Benedetto è una delle grandi figure della Repubblica culturale europea. […] Fonda un ordine, quello dei benedettini, che come le cattedrali gotiche, fa ancora parte della cultura e della società europea. Il motto che si legge sullo stemma dei benedettini é Pax, “pace”. Conosco più di un dirigente (di quelli che mentre fanno la doccia rispondono a tre telefoni e qualche fax, di quelli che vivono nel rumore quotidiano dell’inquinamento acustico, ambientale, etico ed estetico della città, in cui l’unica circolazione che funziona è quella del denaro), che il fine settimana cerca rifugio nelle abbazie benedettine, a Montserrat o a Leyre o a Silos, note per la tranquillità che si respira. È una pace che viene, soprattutto, dai siti: i paesaggi delle abbazie benedettine, di solito in località montane, fanno venire i brividi […]
San Benedetto crea l’abbazia, come una piccola pòlis ricalcata dal mondo romano con il suo atrium, il suo exedrum, il suo triclinium, con il tempio, la biblioteca, gli orti, la cantina e l’allevamento. Le abbazie stesse sono monumenti architettonici che delimitano il territorio e che fanno parte del grande retaggio culturale europeo: Germania, Italia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Polonia, Boemia, Ungheria, Spagna. San Benedetto e i benedettini sono un grande tema culturale europeo con variazioni.[…] Uno dei grandi gioielli della cultura europea è il canto gregoriano. A Johann Sebastian Bach viene attribuita la frase: “ Darei tutta la mia opera per essere l’autore di un “Kyrie gregoriano”. […]
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Subiaco, Monastero Sacro Speco
In una grotta presso Subiaco, Benedetto fece il suo apprendistato da eremita. LUMINA SI QUAERIS, BENEDICTE, QUID ELIGIS ANTRA?/ QUAESITI SERVANT LUMINIS ANTRA NIHIL./ SED PERGE IN TENEBRIS RADIORUM QUAERERE LUCEM/ NONNISI AB OBSCURA SIDERA NOCTE MICANT. L’epigrafe poetica, anonima, è in distici elegiaci e dovrebbe risalire al XVII sec. Significa: “Se cerchi la luce, Benedetto, perché scegli le grotte?/ Le grotte non trattengono nulla della luce che cerchi./ Ma continua a cercare raggi di luce nelle tenebre:/ solo nella notte scura brillano le stelle”.
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I benedettini, compresi i cistercensi e i trappisti, hanno ricoperto un ruolo eccezionale nella costruzione della cultura europea. Se eliminassimo tutte le abbazie benedettine nelle località più belle della geografia europea, l’Europa perderebbe grandi gioielli architettonici e artistici. Le loro biblioteche conservano grandi tesori di poesia, di letteratura, di scienza e di filosofia. I primi codici della lingua e della letteratura castigliana, catalana, inglese, tedesca, italiana e altre possiamo trovarli nelle biblioteche dei “figli di san Benedetto”. I benedettini hanno dato un notevole impulso alle università, ma anche all’agricoltura, all’apicoltura, all’allevamento, alla farmacia, alla chirurgia e alle arti. Riempiremmo pagine e pagine per rispondere alla domanda: cosa si finirebbe per cancellare del retaggio culturale europeo comune se eliminassimo san Benedetto e i benedettini?
(tratto da Josè Antonio Jáuregui, EUROPA, tema e variazioni)
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@ CONNESSIONI