Comunicazione assertiva. Benefici & vantaggi

LE CONSEGUENZE DI UNO STILE ASSERTIVO

  • Accresce la fiducia in se stessi e negli altri
  • Aumenta la motivazione intrinseca e migliora la comunicazione
  • Migliora la capacità di gestire i conflitti e di accettare la sofferenza esistenziale

I SENTIMENTI E LE EMOZIONI DI UNO STILE ASSERTIVO

Gioia, entusiasmo, serenità, tristezza ma non disperazione, dolore ma non rassegnazione, fastidio ma non rabbia, senso di responsabilità ma non senso di colpa.

Conversazioni assertive? Non é così semplice… un approccio riflessivo all’esperienza 

dal blog di Eleonora Braida 

“Ci sono tre ‘devo’ che non ci permettono di avanzare:

devo farlo bene, devi trattarmi bene e il mondo deve essere facile”

Albert Ellis

Partendo da queste parole, iniziamo a parlare dell’assertività.
Il punto focale dell’assertività è il ricordarsi che noi siamo responsabili del nostro comportamento, e non di quello degli altri. Dobbiamo quindi osservare il nostro comportamento, e non quello degli altri.
Analizzando la mia personale esperienza lavorativa e non, credo di aver ben inteso quanto possa essere difficile avere una conversazione assertiva, e non sfociare nel comportamento passivo o aggressivo.
Pensando  con attenzione al mio modo di fare e di essere, principalmente all’interno dell’ambito lavorativo, mi sono resa conto di non avere spesso un comportamento assertivo, almeno all’inizio, quando mi sentivo meno sicura.

Es.
Davanti ad un utente che pone una domanda a cui non posso rispondere in maniera positiva—> non potendo dire di “si” ed avendo paura della possibile reazione, cerco un altro operatore che possa rispondere alla domanda, così da non dire di “no” al mio posto
Davanti ad un utente arrabbiato, con atteggiamento aggressivo, che alza la voce —> ansia, poca lucidità e risposta affermativa alla richiesta, anche se in quel momento non era opportuno.

Davanti ad un cliente poco gentile, che entra in negozio, ed alla domanda “le serve una mano?” Risponde in modo sgradevole o scocciato —> mi giravo dall’altra parte, innervosita e spazientita.

Con il passare del tempo, con l’aumento della sicurezza e dell’autostima, il mio modo di fare e di rispondere agli stimoli negativi che venivano dagli altri è cambiato.

Es.
Davanti ad un utente che pone una domanda a cui non posso rispondere in maniera positiva—> “Scusami, ma non è possibile. Se vuoi possiamo fare in quest’altro modo…”
Davanti ad un utente arrabbiato, con atteggiamento aggressivo, che alza la voce —> “Vorrei che tu capissi che se ti sto dicendo di no non è perché ce l’ ho con te, ma perché…(spiegando il motivo)” cerca mantenere un tono calmo, non urlando come stava facendo lui.
Davanti ad un cliente poco gentile, che entra in negozio, ed alla domanda “le serve una mano?” Risponde in modo sgradevole o scocciato —> Sorriso e nessuna sensazione negativa.

L’assertività non è qualcosa che si impara dall’oggi al domani, è un qualcosa che va esercitato, partendo dalle piccole cose, per poi arrivare a fare lo stesso in molte più situazioni.
Bisogna imparare a credere in se stessi, darsi importanza, non aver paura di dire “no” provando ansia per la reazione dell’altro, o di rovinare la relazione. Dobbiamo pian piano capire come controllare le nostre emozioni, e farci rispettare in modo educato, senza desideri di prevaricazione sull’altro o sentendoci in colpa.

“Un no pronunciato con convinzione è molto meglio di un sì pronunciato unicamente per compiacere o, ancora peggio, per evitare problemi.”  

Mahatma Gandhi

Come detto in precedenza non possiamo controllare il modo di fare dell’altro, possiamo solo controllare noi stessi, prenderci cura di noi stessi. Essere sempre arrabbiati con il mondo o annullarsi per gli altri non fa mai bene, ed a lungo andare, logora, fa sentire incompleti.

Non dobbiamo nasconderci dietro la tipica frase: ”Io sono fatto così”.
Possiamo sempre auto-educarci, migliorare noi stessi, anche in piccole cose, giornalmente.
Come ci suggerisce il significato etimologico della parola “educare”, dal latino educere, “tirar fuori”, possiamo sempre tirare fuori da noi stessi la parte migliore di noi.