“NON VEDI CHE SI PUÓ FARE?”- STORIE E TESTIMONIANZE
On line un nuovo contributo nello spazio virtuale “NON VEDI CHE SI PUÓ FARE?“.
Nel 2023 Valeria FORGIONE ha svolto l’anno di servizio civile presso la sezione di Viterbo dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Tra le varie attività svolte, anche il supporto e l’assistenza ai soci partecipanti al corso di manipolazione dell’argilla “DALLA MATERIA ALLO SPIRITO…” e alle diverse iniziative collegate, promosse in collaborazione con il Gruppo d’Arte “Incontriamo il nostro tempo” e Geapolis (Adult learning Opportunities).
Le abbiamo rivolto alcune domande. Dalle risposte emerge una testimonianza che ben esprime le opportunità offerte dal servizio civile, in termini di maturazione umana e professionale. La speranza é che l’intervista di Valeria possa motivare altri giovani a mettersi in gioco.
Scadenze:
Bando per la selezione di 765 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale per l’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili: entro e non oltre le ore 14.00 del 26 marzo 2025. clicca qui
Servizio Civile Universale presso l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti scadenza del termine della presentazione delle candidature (27.02.2025)

Chi é oggi Valeria? Prova a presentarti descrivendoti attraverso tre aggettivi, tre verbi e tre emozioni. Perché li hai scelti?
Ho sempre trovato difficile descrivermi, la prima impressione in una persona viene creata nell’arco di un battito di ciglia; quanto basta per etichettarla e creare nel proprio immaginario una figura che potrebbe essere distante anni luce dalla realtà. Ho lavorato molto su me stessa per far emergere ciò che avevo dentro. Valeria significa donna forte e credo che mi si addica; ma sono anche una persona sensibile che riesce ad empatizzare molto e solare perchè riesco a far sorridere le persone che mi sono accanto, o per lo meno ci provo! Nelle difficoltà cerco sempre di vedere il lato positivo e cerco sempre di ricavare il meglio in quello che viene dalla vita.
Parlaci della tua esperienza di servizio civile. Come e perché hai deciso di intraprendere questo percorso?
Da quando ne sono venuta a conoscenza tramite mia madre, ho visto il servizio civile come qualcosa di immensamente utile per creare conoscenze nuove, iniziare a lavorare ed essere d’aiuto sia per la mia città sia anche per la società, mettendo a disposizione le mie conoscenze e le mie qualità.
Perchè hai scelto di svolgere il servizio civile presso la sezione di Viterbo dell’UICI?
Ricordo ancora quella volta che andai a pranzo fuori con una mia amica e parlando mi disse che si trovava molto bene all’interno del suo progetto di servizio civile presso l’unione ciechi ed ipovedenti. Quell’ anno non ero stata ancora selezionata per il progetto che avevo scelto, ma sapevo che non volevo demordere e l’anno seguente, dopo aver scrutato attentamente lo schermo del mio computer, i vari progetti ed essermi resa conto tristemente di quanti ce ne fossero per essere d’aiuto, decisi di optare per il progetto dell’UICI che la mia amica mi aveva consigliato. Non è stata però solo una scelta dettata da una riflessione poco attenta, non ho optato per un progetto semplicemente perché me ne avevano parlato bene, ma una scelta dettata dalla consapevolezza di poter essere gli occhi di qualcuno, di poter essere davvero indispensabile mettendo in campo tutte le conoscenze che ho acquisito con gli anni.

Visita al Parco Archeologico di Ostia antica con i soci della Sezione UICI di Viterbo
Descrivi il lavoro che hai svolto. Ci sono stati timori iniziali? Quali le gratificazioni nel tuo lavoro?
Prima di iniziare il servizio civile ho avuto la mente attenta nel pensare alle qualità che avrei potuto mettere a disposizione. Ero preoccupata anche di come avrei potuto guidare una persona non vedente; in questo poi devo ringraziare mia nonna anche ella ipovedente. Mi ha fatto da “cavia” per le passeggiate e per la lettura di libri, in più mi ero scritta un post-it dove ho appuntato quello che avrei potuto apportare al progetto, per includere maggiormente i soci nelle attività. Ricordo di aver pensato a un lavoro fatto alle superiori con l’aiuto di diverse tecniche grafiche per rendere il foglio ruvido o liscio con l’uso ad esempio della cera o con altre modalità pittorico grafiche. Alla fine ho pensato troppo (come spesso accade!) e mi sono resa conto che sarebbe bastata la mia presenza e l’attenzione nei confronti dell’ ambiente e delle persone per rendere il mio servizio un buon servizio. Ho avuto molte gratificazioni all’interno del progetto, prima tra tutte lo stare bene in un ambiente sereno, con dei colleghi che mi hanno fatto ridere a crepapelle e con gli associati che con il loro buon umore spesso hanno reso felice anche me. Anzi, forse sono stati più gli associati ad aver dato qualcosa a me, più che io a loro.
Il lavoro non manca mai all’ interno dell’ unione ciechi tra le pratiche da svolgere per gli associati, gli audiolibri da scaricare per permettere ai non vedenti di avere quelle piccole autonomie che non dovrebbero mai mancare nella vita e le passeggiate , la spesa. Anche la parte in ufficio è indispensabile, l’accoglienza degli associati quando passano in sede per farli sentire a casa in un ambiente dove possono essere al sicuro e in amicizia . Una parte ancora molto bella sono le gite proposte dove si ha l’opportunità di vedere delle perle di storia del territorio con delle spiegazioni approfondite da parte della guida per rendere la visita accessibile a tutti.
Che cosa hai imparato?
Da questa esperienza ho imparato molte cose, prima tra tante a comunicare e a non dare tante cose per scontate, come spesso accade. Ho imparato anche (cosa importantissima e preziosa) che la disabilità spesso non è qualcosa che frena le attività; mi viene da pensare a Bersan che affronta quotidianamente le sue battaglie e le vince, diventando così un campione di scacchi; oppure penso a Quirino, che continua a scrivere dei meravigliosi libri. Ho imparato che la bellezza del mondo in cui viviamo va raccontata e anche i piccoli dettagli, che a volte non notiamo perché presi dalla fretta, presi dai demoni interiori o, perché no, dalle tante distrazioni. Anche i dettagli devono avere la loro giusta attenzione. Quanti, ad esempio, girando per Roma o nella propria città non notano delle piccole increspature nella pietra, il suono della pioggia sulle mattonelle, il verde degli alberi o l’arancione dell’autunno che incombe o anche il particolare odore di un maritozzo appena sfornato? Ho imparato così tante cose da tutti i soci che non basterebbe scriverle su un pezzo di carta, perché i soci e l’associazione mi hanno dato molto più di quanto mi potrebbe dare una normale esperienza lavorativa; perchè non è solo un’esperienza lavorativa, infatti! E’ un’ esperienza di vita che mi ha regalato gioie e la fiducia in me stessa che mi mancava.

Visita al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia con i soci della Sezione UICI
Qual é il messaggio che ti senti di dare a chi ci legge? Perché una ragazza o un ragazzo dovrebbero scegliere di fare la tua stessa esperienza?
Mi sento di dover dire a chi legge che il servizio civile è qualcosa di estremamente prezioso, non solo per la comunità ma per se stessi: per uscire dai propri schemi mentali e mettersi in gioco, a fare introspezione e non solo; ti aiuta ad aquisire delle soft skills e delle skills vere e proprie , ti aiuta a fare amicizia con un gruppo di coetanei, ma soprattutto fà bene al cuore. A volte si pensa che è difficile fare domanda per il servizio civile ma è molto semplice basta solo avere uno spid per entrare nello spazio personale del sito: www.politichegiovanili.gov.it

Bando per la selezione di 765 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale per l’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili.
Quali i ricordi più belli? Racconta qualche aneddoto
Di ricordi belli ce ne sono troppi; potrei dire la prima volta che ho accompagnato Luigi nella sua passeggiata mattutina ero presa dal descrivere tutto cio che mi circondava ed era tutto così nuovo per me e fortunatamente con me la prima volta è venuta un’ altra volontaria che mi ha spiegato come dovevo fare per rendere più agevole il percorso di Luigi. Piano piano ho preso dimestichezza. E come scordare Ie mattine con Paolo che si occupava di aiutare altri associati a far funzionare I loro dispositivi elettronici in ufficio? Oppure la pazienza di Enza, la mia responsabile, nello svolgere le attività di ufficio e fuori? Potrei inoltre raccontare di Norina, una associata dalla quale andavo il giovedì mattina, ricordo che gioia quando mi è stato dato l’incarico e le chiaccierate di ore sedute sul divano, quanta storia antica raccontata con un animo di una ragazzina . Ricordo le volte che invece facevamo tutti i giri con Maria Rita, una socia che mi porto nel cuore, la quale ci richiedeva di andare a fare la spesa insieme; lei aveva un gatto che girava vicino casa e, dopo averla aiutata con la spesa, noi volontari non ce ne andavamo senza aver salutato il gatto.

Visita al Parco Archeologico di Ostia antica con i soci della Sezione UICI di Viterbo
Ma un ricordo ancora più importante è stato quando Emanuela ci ha spiegato la scrittura Braille e più di qualche volta abbiamo parlato della natura e i suoi colori; è stata una conversazione molto toccante sull’ importanza dei sensi. Ho molti ricordi anche legati a Marco. I primi mesi veniva gli stessi giorni di Paolo e le risate non mancavano mai in ufficio. Un’ altra volta durante la prima gita del mio servizio civile siamo andati alle catacombe di Tarquinia dove tra l’altro ho avuto modo di conoscere Lorenza, una ragazza dolcissima ed espansiva che ho acompagnato.Per ultimo ma non meno importante voglio ricordare Carlo, un associato che durante il servizio civile andavo a prendere. Dalla prima volta che lo ho accompagnato, ci siamo trovati subito bene a parlare e tutt’ora quando capita lo passo ancora a prendere ed è nata una bella amicizia.

Visita alla Necropoli etrusca di Monterozzi a Tarquinia con i soci della Sezione UICI

Visita ai Giardini del Quirinale con i soci della Sezione UICI di Viterbo
Competenze per la vita & Competenze professionali in dialogo

Viterbo, sguardo fotografico su Valle Faul
Prova a ripercorrere il tuo percorso di studi dalle scuole elementari… Quali sono i ricordi più belli e quali più brutti (se ci sono stati)?
Purtroppo la scuola non è mai stata una fonte di felicità per me perchè mi sono sentita costantemente inadeguata, però quando sono passata alle superiori dal secondo anno in poi mi sono sentita un po’ più inclusa nelle dinamiche di classe perchè tra l’altro è stato il periodo quando ho iniziato ad avere un feeling più profondo con i miei compagni. Mi sono comunque divertita molto e ho iniziato a capire meglio me stessa. Ricordo comunque bene le gite fatte alle medie, la tanto attesa gita dei tre giorni fuori casa, a Postumia, dove non solo ho potuto vedere la storia legata alla seconda Guerra mondiale ma anche il Castello di Miramare a Trieste e le grotte di Postumia, dove mi sono divertita molto. E’ stata una bella gita .
Un’ altra gita con pernotto è stata poi alle superiori a Pompei, dove ammirare la storia era solo una minima parte; infatti una sera, insieme ai professori, siamo andati in una discoteca (è stata la prima e ultima volta che ci sono andata) . E’ stata un’ esperienza interessante e me la sono goduta a pieno.
Cosa desideri e come immagini il tuo futuro professionale?
Nel mio ideale, in futuro vorrei occuparmi di attività di segreteria, ma soprattutto vorrei continuare a collaborare con le associazioni, in particolare con l’unione ciechi, che mi ha fatto sentire a casa in ogni momento, sia durante il servizio civile sia dopo.
Quali sono i tuoi punti di forza che ti fanno scommettere sul successo dei tuoi progetti? Quali gli ostacoli che rallentano il percorso?
I miei punti di forza sono la determinazione e la voglia costante di mettermi alla prova. Non so esattamente cosa mi rallenti e sinceramente vorrei saperlo anche io così da potermi migliorare e poter dare frutto alle mie ambizioni.


Quali sono i tuoi punti di forza che ti fanno scommettere sul successo dei tuoi progetti? Quali gli ostacoli che rallentano il percorso?
I miei punti di forza sono la determinazione e la voglia costante di mettermi alla prova. Non so esattamente cosa mi rallenti e sinceramente vorrei saperlo anche io così da potermi migliorare e poter dare frutto alle mie ambizioni.
Quanto é importante continuare ad apprendere per tutta la vita?
Apprendere è fondamentale, non solo apprendere come istruzione o corsi di formazione, ma anche imparare a conoscersi, perchè solo tramite la conoscenza di se stessi si può realmente dire cosa si vuole realmente, cosa va contro le nostre idee. Non solo poi possiamo apprendere da noi stessi, ma anche dalle esperienze di altre persone; ascoltare è fondamentale perchè solo grazie al vissuto possiamo cambiare il nostro futuro.
Perché hai deciso di condividere la tua esperienza su GEAPOLIS COMMUNITY?
Ho deciso di condividere me stessa perchè anche altre persone come me potrebbero non aver avuto un percorso semplice da affrontare e penso che il servizio civile non sia solo un atto di altruismo, ma anche una scelta finalizzata al volersi bene. Spero che il mio racconto sia utile ad altri ragazzi. Sono contenta di aver conosciuto i miei colleghi volontari che ce la mettono tutta per aiutare chi non può fare determinate cose o per una disabilità o per un disagio sociale.
In che modo ti piacerebbe collaborare sulla piattaforma web di GEAPOLIS ?
Vorrei collaborare con GEAPOLIS trattando di tematiche rilevanti sotto un profilo introspettivo, qualsiasi argomento può essere stimolante.