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VERSO UNA MENTALITÁ POETICA 2026
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VERSO UNA MENTALITÁ POETICA 2026
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Percorsi virtuali a cura di Paola PAMPALONI
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Che cos’è la poesia? Perché scriviamo poesie? Chi sono i poeti? Il percorso virtuale “CONFIDENZE: A COLLOQUIO CON LA POESIA” curato da Paola PAMPALONI ci permetterà di “entrare in confidenza” con la poesia e con i poeti. Una proposta rivolta a tutti coloro che desiderano familiarizzare con il linguaggio poetico, inteso come via privilegiata per entrare in relazione con se stessi e con la realtà che ci circonda.
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In un’epoca in cui la parola è strumento di mercato, arma da taglio, inganno virtuale, il linguaggio poetico, relegato a retorico artifizio, non è altro, nell’immaginario collettivo, che il capriccio di pochi. Al contrario, dire tutto ciò che si pensa senza filtri è divenuto usuale; la volgarità, il soggettivismo, i luoghi comuni e le opinioni tendenziose lasciano poco spazio al senso critico, al rispetto, alla negoziazione. Credo che tutto si possa dire, anche la più scomoda verità. Quel che conta è l’intenzione che muove ed il modo in cui la si esprime. Se essa mira al disfattismo, alla denigrazione, alla mortificazione, alla vessazione, allora non sono necessarie attenzioni di sorta. Ma se la comunicazione persegue obiettivi di tutela e promozione del benessere personale e della pacifica e produttiva convivenza, forse l’esercizio della funzione poetica, che non è nemmeno estranea al parlato informale, concorrerebbe ad ovviare all’abuso di turpiloqui, improprietà, espressioni omologate, qualificandosi, tra l’altro, come strumento di profferta d’amore e fonte di ispirazione valoriale. Per tale motivo sarebbe opportuno lasciare più spazio, nei percorsi formativi, viziati dall’efficientismo e dal tecnicismo, all’educazione socio-affettiva e alla riflessione introspettiva in nome di una una mentalità poetica capace di riportare nelle modalità espressive, come nei contenuti, bellezza, non estetismo, delicatezza, non sdolcinatezza, rispetto, non formalismo, modelli positivi, non utopie, insomma di devirulentare la realtà.
(Paola PAMPALONI)
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VERRÓ.
Verrò da te a piedi nudi/ nell’erba imperlata di fresco/ Verrò al ruggire/ delle cicorie selvatiche/ e il brandire del cardo armato/ Verrò tra i rovi arcigni/ e le urtiche malfide/ e andremo insieme/ lungo i muretti/dove la parietaria/ s’arrocca spaurita/ lungo i fossi/ dove l’iris/ ondeggia discreto/ per taciti prati/dove il timo/ si spende copioso/e i prosperi ulivi/anelano insieme/ essere palme di pace.
(Paola Pampaloni)
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