Tempo fa, per incarico dello scenografo premio Oscar Gianni Quaranta, ho tradotto, dall’americano all’italiano, un dramma di Brandon Cole che, poco tempo dopo, è stato rappresentato con successo al Connelly Theatre di New York. Devo dire che rimasi piacevolmente sorpresa che un autore americano avesse scritto e volesse mettere in scena una commedia teatrale, ambientata al Teatro Argentina di Roma, su due personaggi che hanno segnato la storia del teatro lei, e della letteratura lui… ad ulteriore riprova della grande considerazione della quale godono l’Arte e la Cultura italiana nel mondo.
Eleonora Duse (1858-1924), l’attrice teatrale che il critico austriaco Hermann Anastas Bahr definì “la più grande attrice del mondo”, colei che fu chiamata “ La Divina”, prima da D’Annunzio e poi da tutto il pubblico, protagonista e simbolo del “teatro moderno”, e “il Vate”, “l’Immaginifico”, appellativi con i quali fu definito lo scrittore, poeta, drammaturgo, politico, giornalista, militare e patriota Italiano Gabriele D’Annunzio (1863-1938).





