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FRAGILI EPPURE… CANTIERE APERTO/ APPROFONDIMENTI
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FRAGILI EPPURE… CANTIERE APERTO/ APPROFONDIMENTI
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1/ OLTRE CIÓ CHE VEDIAMO:
IL VALORE DELL’EMOZIONE NEL PERCORSO EDUCATIVO
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a cura di Anna PAOLOCCI (insegnante di sostegno)
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Ogni persona porta con sé un mondo unico, fatto di emozioni, desideri, ricordi e modi personali di stare nel mondo. Il progetto co-progettato da Geapolis insieme al Centro Arcobaleno e al centro Orizzonte, nasce proprio dal desiderio di mettersi in ascolto di questa ricchezza. Il terzo step si apre con la poesia “Certi giorni”: un’opera di profondo scambio relazionale in cui i ragazzi hanno accolto i versi scritti dal papà di uno di loro per restituirli con la propria autentica voce.
Nelle parole dei ragazzi ricorre una riflessione centrale: “È così che mi sento certi giorni”. Non un’affermazione statica“io sono così”, ma la descrizione di stati emotivi passeggeri e mutevoli. Questa differenza invita a ricordare che nessuno coincide mai con una difficoltà o una fragilità: una persona è fatta di ricordi, desideri, relazioni e della propria insostituibile capacità di sentire. Nel mio lavoro quotidiano come insegnante di sostegno, questa consapevolezza è diventata la bussola di ogni intervento, ricordandomi che la fiducia e la sintonia non si impongono, ma si costruiscono con rispetto, ascolto e pazienza.
Questo approccio fatto di ascolto e presenza non è soltanto un’attitudine personale, ma rispecchia i principi fondamentali della pedagogia e della psicologia dell’educazione. Quando cerchiamo di comprendere il mondo dell’altro senza giudicarlo, ci muoviamo lungo la prospettiva tracciata da Carl Rogers, che riconosce nell’empatia la capacità professionale di entrare nell’esperienza altrui rispettandone la singolarità. Allo stesso modo, le intuizioni di Lev Vygotskij e Jerome Bruner ci insegnano come la relazione e la mediazione dell’adulto agiscano da struttura di supporto — uno scaffolding — capace di aprire scenari di apprendimento e sviluppo altrimenti inaccessibili. L’insegnamento montessoriano ci insegna, infine, il valore dell’attesa e dell’osservazione non giudicante, fondamentale per rispettare i ritmi interni di ciascuno.
In questo quadro, gli elaborati degli ospiti dei centri dimostra che il mondo delle emozioni è uno spazio pienamente condiviso che non dipende da alcuna condizione: la gioia, la paura, la nostalgia e il bisogno di essere riconosciuti sono esperienze umane universali. Dando forma concreta alle parole dei ragazzi — trasformandole in colori e manufatti — il progetto restituisce loro un messaggio fondamentale: ciò che senti ha valore e la tua esperienza merita ascolto. Superando la prospettiva concentrata sui limiti, il vero incontro educativo comincia quando smettiamo di chiederci che cosa l’altro non riesca a fare e iniziamo a chiederci chi sia questa persona e come possiamo incontrarla.
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Credits Music by Luca Purchiaroni
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