Una scuola che punta alla qualità è un ambiente di apprendimento ricco di sinergie e relazioni, ovvero promuove processi di gestione innovativa (comunicare, motivare e responsabilizzare) con e tra i discenti, con il territorio, facendosi promotori di network per la realizzazione di eventi e manifestazioni.
Eleonora Cecconi: Nel concetto stesso di associazione dovrebbe essere intrinseca l’idea di fondere sinergie e collaborazioni non solo tra i soci interni ma anche con professionalità e personalità al di fuori della propria associazione. Cosa che non è sempre così scontata. Personalmente credo che sia necessario per un territorio avere associazioni culturali o artigianali o sociali che collaborino tra di loro creando una rete di scambio, di cooperazione, di completamento e compensazione al fine di dare, ciascuno a suo modo, il proprio contributo.
Simona Paciletti: Se dovessi scegliere due parole che mi hanno attratta all’interno di questo progetto sarebbero: rete e valore. La prima, come insieme di nodi (lontani, ma portati vicini) interconnessi da canali di comunicazione per lo scambio di conoscenze. La seconda, come misura che non dovremmo mai perdere e come attribuzione di significato a ciò che si fa, in termini di impegno, e ciò che si è, in termini di affermazione di esistenza. Credo fermamente che una delle più grandi opportunità che abbiamo sia l’integrazione. Se dovessi regalarvi un’immagine emblematica, proporrei l’osmosi, una diffusione di pensieri, esperienze, idee, percezioni, principi, che si fondono l’un l’altro senza mai perdere la propria essenza. Quella indelebile. Abbiamo bisogno dell’unicità di ognuno per accrescere il bagaglio culturale e personale di tutti quelli che attraversano i nostri corsi e, più in generale, a nostra associazione. Abbiamo bisogno di uno scambio di unicità per aumentare la qualità di un ambiente di apprendimento/sociale.