L’(EST)ETICA del “PAESAGGIRE”

FRAGMENTA. LA POESIA DEI LUOGHI / Circolo di studio virtuale 

“PAESAGGIRE” è un verbo che ha un’origine poetica di tutto rispetto. Lo si trova in una lirica (La Beltà) riferita al paesaggio del grande poeta veneto (di Pieve di Soligo) Andrea Zanzotto (1921-2011).

La poesia dei luoghi, declinata attraverso l’ L’(EST)ETICA DEL “PAESAGGIRE”,   rimanda allo stupore, agli  incanti del paesaggio, al desiderio  di armonia tra natura e cultura. Consapevoli delle ambiguità e delle contraddizioni che abitano l’umano,  solo il linguaggio poetico trova parole per  far zampillare  l’intensa vita di una realtà rivelata in tutta la sua bellezza. Quella  che anela a porsi come un “altrove” rispetto alla Storia e al suo farsi disumano.

LA POESIA È COMUNICAZIONE, “epistula aperta” indirizzata al desiderio di bellezza e verità che alberga nell’interiorità di ogni uomo, anche a sua insaputa. LA POESIA È CONFIDENZA dei sentimenti che si raccordano e chiamano il lettore, lasciando un forte spazio anche ad una intensità ETICA  oltre che ESTETICA. LA POESIA È FEDELTÁ AL PAESAGGIO e alla feconda interazione  dell’uomo con esso. LA POESIA È FORZA VITALE E CREATIVA. Si tratta di un atto di fede nella poesia, alla quale spetta l’impegno di una ricerca fondante che miri a rinsaldare quello che nell’uomo e nel mondo di oggi è diventato un equilibrio assai labile.   È a questo punto che l’ESTETICA della poesia acquista la sua intensità ETICA.

“PAESAGGIRE” NEI LUOGHI DELL’ANIMA… LA POESIA È ARTE VIVA.  Galleria virtuale

Alla domanda «cos’è il paesaggio?», abbiamo ricevuto molteplici risposte… “ciò che conserviamo nella memoria dopo aver smesso di guardare (…). Trattandosi di una percezione (…), il paesaggio sembra essenzialmente soggettivo. Viene letto attraverso un potente filtro, fatto di vissuto personale e di armatura culturale. (…) Percepiamo il paesaggio attraverso i nostri sensi…

Nella  Galleria virtuale  LA POESIA DEL PAESAGGIO  si fa  linguaggio  vivo, intimo e familiare,  in dialogo con tutti i linguaggi dell’ ARTE.

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Info:  segreteria@geapolis.it

AL MONDO. Mondo, sii, e buono;/ esisti buonamente,/ fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,/ ed ecco che io ribaltavo eludevo/ e ogni inclusione era fattiva/ non meno che ogni esclusione;/ su bravo, esisti,/ non accartocciarti in te stesso in me stesso./ Io pensavo che il mondo così concepito/ con questo super-cadere super-morire/ il mondo così fatturato/ fosse soltanto un io male svoltolato,/ fossi io, indigesto, male fantasticante/ male fantasticato mal pagato/ e non tu, bello, non tu ``santo`` e ``santificato``/ un po' più in là, da lato, da lato./ Fa' di (ex-de-ob etc.)-sistere/ e oltre tutte le preposizioni note e ignote,/ abbi qualche chance,/ fa' buonamente un po';/ il congegno abbia gioco./ Su, bello, su. (Andrea Zanzotto, ``Al mondo`` da ``La beltà``)