Luigi Fondi/ PORTFOLIO EXHIBITIONS (2016-2025)

Con Luigi Fondi ri-conoscere l’anima della pietra

Le nostre mani si sono abituate a una tastiera, a uno schermo, ma stanno dimenticando il piacere di: DISEGNARE, INCIDERE, RIGARE, SCAVARE ... insomma, LASCIARE UNA TRACCIA SULLA MATERIA ... e allora è ``A CAVALLO DELLA MIA MANO CHE LA CREATIVITA' VOLA e LIBERA L'ESPRESSIONE IN UN GIRO TONDO INTORNO AL MONDO``. (Luigi Fondi)

Luigi Fondi  nasce nel 1954 a Soriano nel Cimino (VT).

Dal 1968 al 1977 vive e studia a Massa-Carrara dove  si diploma  al Liceo Artistico, laureandosi successivamente all’Accademia di Belle Arti (Sez. Scultura) con il massimo dei voti. In questi anni conosce personalità importanti dell’arte contemporanea, tra i quali  Tricò, Guidi, Ennio Calabria, Bodini.

Nel 1978 torna a Soriano nel Cimino immergendosi nella polvere delle cave di pietra (peperino).

Contemporaneamente si abilita all’insegnamento dell’Educazione Artistica, delle Discipline Plastiche, nell’Arte del Marmo e della Pietra  in Disegno e Storia dell’Arte.

Oltre all’attività di docente di disegno e della storia dell’arte nei Licei Scientifici della Provincia di Viterbo, da più di quarant’anni, Luigi Fondi si dedica alla trasformazione della pietra, alternando l’attività scultorea a quella pittorica.

EXHIBITIONS PORTFOLIO

12 MARZO 2025 – “LA VIA DELLA CANAPA” 

“… Colpi di sgorbia su legno d’abete, profumo di resina che inebria la mente” …

Lavorando alla scultura “LA VIA DELLA CANAPA”

Luigi FONDI,  “LA VIA DELLA CANAPA”.

Materiali lavorati: legni di paulonia, okumè, abete, faggio… rame, ferro, marmo bianco industriale di Massa e radici di canapa. (Dimensioni: h.156,5x122x40 cm.)

Prima dell’avvento della seta e del cotone … Quando gli uomini non avevano paura di creare una cultura “divina”, la canapa era coltivata: dai Giapponesi, dai Mongoli, dai Tartari …

Quando per il nomade cavaliere, il cavallo valeva più di ogni ricchezza, “LA VIA DELLA CANAPA” veniva percorsa per raggiungere stati di meditazione profonda aspettando che cessasse il vento e che sotto gli intrecci disordinati delle intrigate radici … spuntasse la luce soprannaturale del sogno che seguiva la pioggia.

Luigi Fondi Scultore.

GENNAIO 2025 – “PER GIACOMETTI”

Luigi FONDI, “PER GIACOMETTI … ( Legni di paulonia e okumè, ferro battuto, rame, tela, cartone.  h.90,5×60,5×6 cm.) Anno 2025

GIUGNO 2024 – “PAN IL CUSTODE DEI BOSCHI”

Nel realizzare il “mio” “PAN E LA CAPRA” (h. 160x120x80 cm.) in questo selcio “crudo” e durissimo non mi è stato possibile fare altro se non assecondarne la natura morfologica provando, come fanno il vento e la pioggia, a scolpirlo “arcaicamente” e direttamente ricercando una forma compatibile e somigliante a un grande reperto archeologico. Nel farlo, mi sono immerso nella solitudine del luogo in fuga dalla frenesia del contemporaneo, ritornando nel “buio” di un passato al di là del tempo, dove l’aspra roccia divenuta: STATUA, MASCHERA, SIMBOLO … ritorni poi, ad essere se stessa: PIETRA, SELCIO, ROCCIA ma, con il valore aggiunto dell’operare artistico. Un operare antico, solo apparentemente da scultore primordiale, perché reso possibile da mezzo secolo di esperienze lavorative e da studi ininterrotti di Storia dell’Arte … dalla storia locale, provinciale a quella colta e internazionale di Medardo Rosso. 

Uno studiare e un lavorare continuo senza mai cadere nella tentazione di un allineamento a un certo gusto moderno per il “ready-made”, cioè il “già-fatto” … nella convinzione che il “linguaggio” dell’artista debba essere sempre e comunque: SIGNIFICANTE e mai VUOTO. Allora ecco che la figura mitologica di Pan in questo contesto assume, per l’osservatore e l’attento camminatore, l’atteggiamento di chi esprime sofferenza e rabbia di vivere in boschi: contaminati, tossici e rarefatti per colpa di chi della natura e del territorio non ha alcun rispetto. RINGRAZIO L’ASSOCIAZIONE MENICA ALTA e il Suo Presidente Lanno Berti per questi giorni intensi vissuti scolpendo, per questa possibilità e privilegio di stare in solitudine nel bosco e di ritornare dalla mia amata “MADRE PIETRA” … “Sono stati 10 giorni intensi dove ho scolpito il Suo ritratto”.

GIUGNO 2024

Iniziato a Gennaio e finito il 21 Giugno 2024 …

“LA TAVOLOZZA DI DELACROIX” h.100x85x8 cm.

Materiali: legno di abete, faggio, ferro e smalti

GIUGNO 2024

Giovedì 13 Giugno 2024, ho installato questa mia scultura alla S’osteria 38 di Acquapendente (VT) realizzata nel 2014 e dedicata a “GEORDIE” (dalla canzone di Fabrizio de Andrè).  L’ istallazione occupa uno spazio di: h. 240x182x80 cm. ed è stata creata con: Legni di pioppo, marino, abete, ulivo, pietra (peperino grigio), rame. Ringrazio tutti di S’osteria 38 per il grande esempio di UMANITÀ e la calorosa accoglienza … “GEORDIE” non poteva trovare collocazione migliore. (Luigi Fondi)

LUGLIO 2023 –  “IL LEONE NON FINITO DI ANTONIO LIGABUE” 

“GENNAIO 2023 – “IL RIFLESSO DELL’ORO NEL GREMBO DI NONNA DIAMANTE”

“IL RIFLESSO DELL’ORO NEL GREMBO DI NONNA DIAMANTE”.

Foglia d”oro, smalti, olio, cementi e gesso alabastrino su tavola di cm. 135x85x5. (finita il 25 Gennaio 2023).

Opera ispirata da una scultura iperrealistica di Sam Jinks realizzata con silicone, fibra di vetro, resina e capelli umani … e dal ricordo, ormai lontano, di una vecchia contadina conosciuta più di 50 anni fa a Massa/Carrara il cui nome era … Diamante.

“L’ISOLA CHE NON C’É” (2022)

“Il riferimento all’isola che non c’è viene spesso utilizzato metaforicamente per riferirsi a un’utopia o a un ideale, implicando che chi ne nega la realizzabilità manca di immaginazione. Un uso più sofisticato di tale termine è quello che implica la positività della ricerca di quell’utopia o quell’ideale, senza però illudersi che questo sia pienamente raggiungibile nel mondo reale.”

Luigi Fondi, L’isola che non c’é (2022) – disegni preparatori 

“L’Isola che non c’è” è uno degli ultimi lavori realizzati in questo 2022. Qui, in questa mia interpretazione, l’isola non c’è … si percepisce, ma non si vede … Lo spazio è dominato dal buio. Il Peter Pan (cemento satinato di bronzo) cerca di afferrare i tre cigni bianchi che galleggiano su una striscia d’acqua formata da tessere invetriate color “azzurro-marino” e nell’oscurità di un sogno notturno, il nostro “fanciullino” di Pascoliana memoria, è convinto che può davvero raggiungere questa ISOLA, simbolo di armonia e felicità. Con questa opera, io pessimista di natura e autocondannato a non vedere orizzonti di gioia, ho voluto “rinchiudere” dentro una cornice realizzata in legno di abete satinata di verde, un momento, un attimo di felicità … “che non può più fuggire” e, DOVE LA RICERCA DELL’UTOPIA DIVENTA (è un augurio che mi faccio) UN’ETERNA FORZA TRAINANTE DELL’ESISTENZA. (Luigi Fondi)

Luigi Fondi, L’isola che non c’è (2022)- Forex, smalti, cemento policromo, tessere in ceramica invetriata da 1,5×1,5 cm. su tavola d’abete di 78,5x118x2 cm.)

“TIZIO IL POETA”, Giugno 2022

La pittura e la scultura si amano e per me sono sono una cosa sola (Luigi Fondi)

“TIZIO IL POETA”, la più recente opera di Luigi Fondi scuote e commuove.  Luigi Fondi ce la presenta così…“Tizio è il soprannome di un animo nobile. In vita sua non ha scritto mai neanche un pensiero … però è una persona sensibile ed ha una sua filosofia di vita. Con questo dipinto voglio tributargli un omaggio scomodando il grande Raffaello. Artista eccellente … pittore  dell’ aristocrazia clericale Romana ma, ribaltando le parti, do a “Tizio”, attraverso la pittura,  “la nobiltà”, quella vera, autentica che appartiene agli animi puri e puliti … veri poeti della semplicità e trasparenza”.

Luigi Fondi, 12 Giugno 2022. Tommaso Inghirami detto Fedra (Raffaello) diventa … “TIZIO IL POETA” (smalti e tavola di legno Marino  su tela 123,2x100x3,8 cm.)

Ritratto di Tommaso Inghirami detto Fedra (Raffaello, 1510 olio su tavola, 62,3×89,5 cm. Firenze, gallerie degli Uffizi, galleria Palatina di Palazzo  Pitti)

“La comunità locale custodisce storie umane, una cultura popolare genuina, vera, densa di verità. Lo strappo che mostra il corpo nudo esposto...è il `` nostro poeta`` e tocca il cuore...” (Patrizia Sora)

A VINCENZO GEMITO, novembre 2022

Vincenzo Gemito (Napoli, 16 luglio 1852 – Napoli, 1 marzo 1929) è stato uno scultore, disegnatore e orafo italiano. Autodidatta, in gran parte, e insofferente ai canoni accademici, Gemito si formò attingendo dai vicoli del centro storico di Napoli e dalle sculture del museo archeologico. La sua prolifica attività artistica, che lo portò all’apice del successo ai Salons di Parigi nel 1876-77, fu interrotta a causa di un’intima crisi intellettuale, per via della quale si segregò dal mondo per diciotto anni; riprese la vita pubblica solo nel 1909, per poi spegnersi venti anni dopo. La produzione gemitiana comprende vigorosi disegni, figure in terracotta e un gran numero di sculture, tutte ritraenti con un’elevata intensità pittorica scene popolaresche napoletane; tra le sue opere principali si possono ricordare il Pescatorello, l’Acquaiolo (l’originale fuso in argento si trova presso il museo del Cenedese di Vittorio Veneto), la statua di Carlo V sulla facciata del Palazzo Reale di Napoli, la Zingara e gli autoritratti.  (da Wikipedia)

IL  VIDEOGALLERY  DI LUIGI FONDI