LUIGI FONDI/ I LINGUAGGI DELL’ARTE

Con Luigi Fondi ri-conoscere l’anima della pietra

L’ANIMA PARLANTE DELLA PIETRA. Leoni, gatti, persino galline e colombi come fossero grottesche strappate dai muri di Villa Madama dove, nel ‘500, Giulio Romano recuperò e rielaborò le forme fantastiche e surreali nella Domus Aurea dell’imperatore Nerone. C’è il passato che torna e si rigenera nell’opera di Luigi Fondi. Luigi Fondi, scultore e pittore, ma in fin dei conti soprattutto poeta oltre che lucido visionario. Quando lavora la pietra (e il termine lavora è appropriato visto il suo passato di uomo di cava dove la materia é soprattutto sudore) va alla ricerca della matrice, dell’impronta di tutti i passati, assorbiti come fosse quella una spugna del tempo… (Fabrizio Guerini)

“L’ANGELO MICHELE”. Le varie architetture che compongono lo spazio contenente la possente figura centrale e ieratica dell’angelo, sono state progettate da Fondi creando una navata centrale a forma rettangolare (h.3,50x2x3 m.) La navata con la volta a botte è stata realizzata in: peperino grigio, ferro … copertura: rame.

Le nostre mani si sono abituate a una tastiera, a uno schermo, ma stanno dimenticando il piacere di: DISEGNARE, INCIDERE, RIGARE, SCAVARE ... insomma, LASCIARE UNA TRACCIA SULLA MATERIA ... e allora è ``A CAVALLO DELLA MIA MANO CHE LA CREATIVITA' VOLA e LIBERA L'ESPRESSIONE IN UN GIRO TONDO INTORNO AL MONDO``. (Luigi Fondi)

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