Maria Luisa Toffanin/Frammenti di interiore bellezza

.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI 

MAGGIO. IL LINGUAGGIO DEL SILENZIO: ASCOLTO ED EMPATIA

Maggio poetico con Maria Luisa Daniele Toffanin… Nel sentimento del tempo, della natura e dell’Eterno, sul filo della memoria, condotti attraverso un percorso ascensionale, guidati da frammenti poetici di interiore bellezza.

Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini.

Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie.

Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.

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Per saperne di più

http://www.literary.it/autori/dati/daniele_toffanin_maria_luisa/maria_luisa_daniele_toffanin.html

«Un percorso ascensionale dagli anni novanta ad oggi quello dell’autrice. Tre elementi rendono inconfondibile la sua poetica: a) la calibrata resa formale (emerge a tratti il dattilo, da cui però il verso sfugge per il ritmo mutevole e semmai vincolato alla spontaneità d’eloquio); b) la tessitura immaginifica con tecnica moderna ma mai eccessiva; c) il contenuto etico, anzi ‘una intensità etica oltre che estetica’ (A. Zanzotto). La bellezza risiede nella varietà tematica sovente portata sul filo della memoria, nel sentimento del tempo e della natura: ‘frammenti’ di una compiutezza rara nell’attuale panorama letterario.» (Luciano Nanni)

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FRAMMENTI  DI  INTERIORE BELLEZZA…

NEL SENTIMENTO DEL TEMPO, DELLA NATURA, DELL’ETERNO 

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1/ TU FORESTA DI CASTAGNI  dalla raccolta ITER LIGURE (2006)

Silloge varia e articolata questa della Toffanin, che, composta di 56 pièces, si suddivide in tre sottotitoli indicativi ai fini di una esegesi organica dell’opera: Trame d’armonia, Suoni – colori, Pause. Significano chiaramente l’intenzione della scrittrice di potenziare i vari aspetti del suo rapporto interattivo con un ambiente che assurge, nella gradualità progressiva della silloge, da bellezza visivamente ed emotivamente vissuta a bellezza contemplativamente idealizzata come tappa finale di riflessione esistenziale[…] nell’autrice c’è una ricerca linguistico-letteraria volta a dare corpo a un mondo di pensieri e sentimenti che tendono a trasferirsi dal particolare all’universale […] Il linguaggio comunicativo, arrivante, impreziosito da un lessico altamente suggestivo e vario e da accorgimenti metrico-stilistici quali ossimori, sinestesie, geminatio, enjambement, assonanze e invenzioni fonico-significanti, tende a slargarsi con illuminazioni creative per accostare le vibrazioni di un’anima che dalla superba bellezza del caduco azzarda voli verso alture di slarghi di cielo.  (Nazario Pardini,  dalla Presentazione a Iter Ligure, 2006)

TU FORESTA DI CASTAGNI

Tu, foresta di silenzi miti

nidi muti a riaprirsi in canti.

 

Tu, foresta di silenzi oscuri

chiusi sui dove e sui perché

a non turbare il mio esile sentire.

 

Tu, foresta di castagni i più dolci

favi di nettare offerti

da braccia morbide di fronde

 

ove sempre avvolgo e rotolo

il mio cuore così ardente

 

a parlarti con segrete rime

in attimi rapiti al mondo.

 

Tu, foresta immensa

ossigeno all’anima.

              Val di Pesio, 20 giugno 1998

 

(Maria Luisa Daniele Toffanin)

 

(tratto  da “Iter Ligure”, Edizioni ETS, 2006)

http://www.edizioniets.com/

Sul  sentiero nei boschi di castagni

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FRAMMENTI  DI  INTERIORE BELLEZZA…

“SGOCCIOLA IL RISVEGLIO TRA I FILI DEL PENSIERO…” 

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2/ “MADRE, COME TU FOSSI FIGLIA” (dalla raccolta “Sottovoce a te madre” – 2015)

[…] Il memoriale diviene, così, alcova rigenerante, luogo di rinascita; terriccio fertile per canti che travalicano il contingente per azzardare sguardi oltre la caducità dell’ora. Ed è in questa isola felice che la Nostra riposa; è qui che riabbraccia volti fattisi diafani, puri, nudi e innocenti; ridarli a nuova vita, serena ed immortale, è la prima esigenza in questo afflato di rigenerazione plurale e totale […] Un poema alla madre i cui versi si intersecano in agili e apodittici costrutti, per agguantare gli abbrivi emotivi che ne fanno una voce di ontologica plurivocità. Iniziare dalla citazione testuale significa andare a fondo da subito nello stile e nei contenuti della Toffanin. Un poièin estremamente suggestivo e carico di motivazioni umane, di affondi naturistici contaminanti per cromie e simbologia esistenziale. Un poema il cui titolo – Sottovoce a te madre – fa da prodromico ingresso ad una storia verticale e orizzontale per la sua polivalenza. La poetessa fa della realtà fenomenica un trampolino di lancio verso un cielo carico d’azzurro. […] Uno spartito di polisemica significanza dove ogni elemento che lo compone fa parte di un tutto organico e circolare: vita morte vita. Sì, proprio la vita! La sua irripetibile casualità, la sua unicità e bellezza dominano in questa vicenda umana illuminata da squarci di cielo, voci di mare, gridi d’amore […]Nazario Pardini,  Prefazione a Sottovoce a te madre (2015)

MADRE, COME TU FOSSI FIGLIA

Sgocciola il risveglio

tra i fili del pensiero

sillabe di storia

frammenti di volto

per ridarti voce corpo.

Continuare frasi lasciate

accendere luci-parole

in riti-costumi del giorno

nel fluire d’oro del vivere.

Poi tra spiragli di ore

si rinnova magia d’incontro.

Tento d’afferrarti in volo:

resti solo un miraggio

un’allodola triste da richiamo.

Ora che il non averti

è certezza di cristallo,

mio vuoto cupo si spande

in onde solitarie d’angoscia:

mistero dei giorni da contare.

Ma nelle trame del cuore

scorre la tua linfa forte

legame primo dell’esistere

fuoco eterno di memoria.

E, madre, ti cerco

in questa grande assenza

non più da me protetta

in tardo tempo

come tu fossi figlia.

                            Selvazzano, 29 dicembre 1996

 

Maria Luisa Daniele Toffanin

 

(tratto da “Sottovoce a te madre”, Edizioni ETS, 2015)

http://www.edizioniets.com/

Felice Casorati, Modella nello studio (Figura) 1945-1946

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FRAMMENTI  DI  INTERIORE BELLEZZA…

“A SENTIRE ME VIVA DENTRO NEL CHIOSTRO DEL MIO SILENZIO”   

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3/ “NEL CHIOSTRO DEL SILENZIO” dalla raccolta “Dell’azzurro ed altro” (1998)

[…] La sensibilità della Daniele Toffanin passa attraverso un’osservazione impressionistica del mondo. I colori, le luci, i movimenti delle cose visibili sono colti nell’incanto del loro immediato e fugace apparire. Ma queste rivelazioni del mondo non si risolvono nel piacere epidermico e sterile del loro stesso rivelarsi. Questo è soltanto un punto di partenza, un’iniziale, una necessaria accensione .Perché quei colori e quelle luci subito si caricano del denso spessore del tempo vissuto, ricuperano tutto un mondo di memorie, risuscitano emozioni remote e come spente.  […] Di solito questo genere di ricuperi si risolve, nei casi migliori, in toni lamentosamente elegiaci, in rimpianti, in dolorosi abbandoni, in quei ripiegamenti decadentistici che lasciano nella pena il cuore. La Daniele Toffanin non cade in questo amaro e comune gorgo di spenta rassegnazione. Il suo iniziale commosso stupore di fronte al mostrarsi delle cose e dei luoghi ha una tale autentica vitale energia che niente riesce a rimuoverlo, a soffocarlo. Al contrario, quella meraviglia fuggevole dell’attimo, arricchito di tutti gli attimi che l’hanno preceduto (fino ai più remoti), acquista quasi – già nella parola poetica presente – un valore di eternità, anzi di una visione nuova annunciatrice luminosa di Eternità. (Mario Richter, dalla Prefazione al libro Dell’azzurro ed altro,1995-1998)

NEL CHIOSTRO DEL SILENZIO

Fermati tempo là

ad ascoltare l’Eterno

nel chiostro del silenzio.

 

Voci mute di santi

oranti nelle nicchie

di tessere corrose

nell’oro e nel cobalto.

 

Rumori opachi di colori

camelie ancora acerbe

a maturare lente

nel fuoco del risveglio.

 

Parole caste d’acqua,

celate da stormire

lieve di fronde,

d’antichi riti sciolte

nel fluire d’emozioni.

Catarsi puro dono.

 

Fermati tempo là

a sentire me viva dentro

nel chiostro del mio silenzio.

 

                            Roma, Chiesa dei Santi Quattro Coronati, 29 dicembre 1997

 

Maria Luisa Daniele Toffanin

(tratto da “Dell’azzurro ed altro”, La Garangola, 1998)

Basilica dei Santi Quattro Coronati, Chiostro (Roma)

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FRAMMENTI  DI  INTERIORE BELLEZZA…

OVE TUTTO È ANCORA STUPORE NELL’UMANO INCONTRO 

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4/ “NAUFRAGA”  ( POESIA INEDITA 2020)

Nell’isola deserta

per l’onda iterata di un mare

che tradisce la vita

il tuo bilancio Robinson è

l’approdo salvifico

ove ribalanciare l’ago del vivere

reinventare le ore ancora

senza allettanti sirene-pensieri

di perdersi nell’ignoto.

 

Ma mi mancano misurate voci

messaggi d’armonia globale

sussurri di umana pìetas all’universo morire

 

solo urla di muri sgradinati in vuoto di valori

solo ali nere di gracchianti corvi

dall’empietà dei media

 

ormai spenti i punti luce in questa landa

desertificata dalla furia virale.

 

Mi manca o Robinson perfino

il mio rossetto splendente

per ricreare colore fiducia

tracciare la strada del giorno

per nuova accensione-virgulti di speranza.

 

Mi mancano visioni di mari illimitati

monti da scalare in nuovi progetti

per terre vergini d’amore

inedita risorsa-rinascita alla vita.

 

Ma già si ravvista Rosapinea

ove tutto è ancora stupore

nell’umano incontro

meraviglia nel procedere del Creato.

 

Qui si rassicura l’ora nostra fragile e

il cuore s’incanta ancora della vita.

 

                                                                  Rosapineta, 29 giugno 2020

 

(Maria Luisa Daniele Toffanin)

``… improvviso s’apre su un balcone di dune /un filo lontano d’azzurro marino… ``

Rosolina Mare  (Parco del Delta del Po), Rosapineta

Per andare oltre… “La stanza alta dell’attesa tra mito e storia”

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Intorno al libro di poesia e prosa

“La stanza alta dell’attesa tra mito e storia”

Incontro via Zoom con la V B del Ginnasio Liceo Tito Livio
organizzato dalla prof. Maria Pia Dimech

Vai alla pagina clicca qui 

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`{`…`}` Stretto è il legame fra la mia vita e la mia poesia: l’una vive dell’altra. La scrittura si nutre della vita che esonda in me, fuori di me, nelle sua molteplici forme. La mia vita ritrova se stessa nel fare poesia, meditando sul dono dell’esistere, sui rapporti umani, sulla consolazione della natura e dell’arte, del mito, della memoria. `{`…`}` Scrivere mi dà armonia ed energia le stesse che provo quando cammino per i miei Colli Euganei. Scrivere è anche momento di conoscenza, mai esaurito, di me stessa, degli altri, nella ricerca perenne del senso della vita, `{`…`}` E sul senso dell’esistere sostengo, alla fine del mio viaggio collinare, che l’amore è la grande forza che tutti ci percorre nell’impegno vitale e nella sacralità della memoria. `{`…`}`». (Maria Luisa Daniele Toffanin intervistata da Silvana Serafin)

L’AUTRICE

Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini. Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie. Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.

Ha pubblicato i seguenti volumi, pluripremiati: Dell’azzurro ed altro (1998, 2000), A Tindari (2000, 2001), Per colli e cieli insieme mia euganea terra (2002), Dell’amicizia-my red hair (2004, 2006), Iter ligure (2006), Fragmenta (2006), E ci sono angeli (2011), Appunti di mare (2012), L’attesa perlata di stelle e rugiada (2014), Segreti casentini ed oltre a primavera (2014), Florilegi femminili controvento (2015), Sottovoce a te madre (2015), Matteo e Gigetto il rospo di mare (racconto, 2016), Magia di attese (2016), Dal fuoco etneo alle acque polesane (2017), La casa in mezzo al prato (2018), Pionieri a San Domenico (2019), La stanza alta dell’attesa tra mito e storia (2019); insieme a Massimo Toffanin i romanzi storici I luoghi di Sebastiano (2015) e La grande storia in minute lettere (2018).

Ha curato Una Padova altra. La libreria Draghi: osservatorio di cultura (2012) e, con Mario Richter, la pubblicazione degli Atti del convegno da lei organizzato Il sacro e altro nella poesia di Andrea Zanzotto (2013).

Alla sua poesia sono stati dedicati numerosi scritti, tra i quali due monografie: Silvana Serafin, Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin e Mario Richter, La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin.

DAL WEB