.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI
.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI

Maggio poetico con Maria Luisa Daniele Toffanin… Nel sentimento del tempo, della natura e dell’Eterno, sul filo della memoria, condotti attraverso un percorso ascensionale, guidati da frammenti poetici di interiore bellezza.
Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini.
Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie.
Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.
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Per saperne di più
http://www.literary.it/autori/dati/daniele_toffanin_maria_luisa/maria_luisa_daniele_toffanin.html
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FRAMMENTI DI INTERIORE BELLEZZA…
NEL SENTIMENTO DEL TEMPO, DELLA NATURA, DELL’ETERNO
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Silloge varia e articolata questa della Toffanin, che, composta di 56 pièces, si suddivide in tre sottotitoli indicativi ai fini di una esegesi organica dell’opera: Trame d’armonia, Suoni – colori, Pause. Significano chiaramente l’intenzione della scrittrice di potenziare i vari aspetti del suo rapporto interattivo con un ambiente che assurge, nella gradualità progressiva della silloge, da bellezza visivamente ed emotivamente vissuta a bellezza contemplativamente idealizzata come tappa finale di riflessione esistenziale[…] nell’autrice c’è una ricerca linguistico-letteraria volta a dare corpo a un mondo di pensieri e sentimenti che tendono a trasferirsi dal particolare all’universale […] Il linguaggio comunicativo, arrivante, impreziosito da un lessico altamente suggestivo e vario e da accorgimenti metrico-stilistici quali ossimori, sinestesie, geminatio, enjambement, assonanze e invenzioni fonico-significanti, tende a slargarsi con illuminazioni creative per accostare le vibrazioni di un’anima che dalla superba bellezza del caduco azzarda voli verso alture di slarghi di cielo. (Nazario Pardini, dalla Presentazione a Iter Ligure, 2006)

TU FORESTA DI CASTAGNI
Tu, foresta di silenzi miti
nidi muti a riaprirsi in canti.
Tu, foresta di silenzi oscuri
chiusi sui dove e sui perché
a non turbare il mio esile sentire.
Tu, foresta di castagni i più dolci
favi di nettare offerti
da braccia morbide di fronde
ove sempre avvolgo e rotolo
il mio cuore così ardente
a parlarti con segrete rime
in attimi rapiti al mondo.
Tu, foresta immensa
ossigeno all’anima.
Val di Pesio, 20 giugno 1998
(Maria Luisa Daniele Toffanin)
(tratto da “Iter Ligure”, Edizioni ETS, 2006)

Sul sentiero nei boschi di castagni
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FRAMMENTI DI INTERIORE BELLEZZA…
“SGOCCIOLA IL RISVEGLIO TRA I FILI DEL PENSIERO…”
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[…] Il memoriale diviene, così, alcova rigenerante, luogo di rinascita; terriccio fertile per canti che travalicano il contingente per azzardare sguardi oltre la caducità dell’ora. Ed è in questa isola felice che la Nostra riposa; è qui che riabbraccia volti fattisi diafani, puri, nudi e innocenti; ridarli a nuova vita, serena ed immortale, è la prima esigenza in questo afflato di rigenerazione plurale e totale […] Un poema alla madre i cui versi si intersecano in agili e apodittici costrutti, per agguantare gli abbrivi emotivi che ne fanno una voce di ontologica plurivocità. Iniziare dalla citazione testuale significa andare a fondo da subito nello stile e nei contenuti della Toffanin. Un poièin estremamente suggestivo e carico di motivazioni umane, di affondi naturistici contaminanti per cromie e simbologia esistenziale. Un poema il cui titolo – Sottovoce a te madre – fa da prodromico ingresso ad una storia verticale e orizzontale per la sua polivalenza. La poetessa fa della realtà fenomenica un trampolino di lancio verso un cielo carico d’azzurro. […] Uno spartito di polisemica significanza dove ogni elemento che lo compone fa parte di un tutto organico e circolare: vita morte vita. Sì, proprio la vita! La sua irripetibile casualità, la sua unicità e bellezza dominano in questa vicenda umana illuminata da squarci di cielo, voci di mare, gridi d’amore […]Nazario Pardini, Prefazione a Sottovoce a te madre (2015)

MADRE, COME TU FOSSI FIGLIA
Sgocciola il risveglio
tra i fili del pensiero
sillabe di storia
frammenti di volto
per ridarti voce corpo.
Continuare frasi lasciate
accendere luci-parole
in riti-costumi del giorno
nel fluire d’oro del vivere.
Poi tra spiragli di ore
si rinnova magia d’incontro.
Tento d’afferrarti in volo:
resti solo un miraggio
un’allodola triste da richiamo.
Ora che il non averti
è certezza di cristallo,
mio vuoto cupo si spande
in onde solitarie d’angoscia:
mistero dei giorni da contare.
Ma nelle trame del cuore
scorre la tua linfa forte
legame primo dell’esistere
fuoco eterno di memoria.
E, madre, ti cerco
in questa grande assenza
non più da me protetta
in tardo tempo
come tu fossi figlia.
Selvazzano, 29 dicembre 1996
Maria Luisa Daniele Toffanin
(tratto da “Sottovoce a te madre”, Edizioni ETS, 2015)
http://www.edizioniets.com/

Felice Casorati, Modella nello studio (Figura) 1945-1946
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FRAMMENTI DI INTERIORE BELLEZZA…
“A SENTIRE ME VIVA DENTRO NEL CHIOSTRO DEL MIO SILENZIO”
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[…] La sensibilità della Daniele Toffanin passa attraverso un’osservazione impressionistica del mondo. I colori, le luci, i movimenti delle cose visibili sono colti nell’incanto del loro immediato e fugace apparire. Ma queste rivelazioni del mondo non si risolvono nel piacere epidermico e sterile del loro stesso rivelarsi. Questo è soltanto un punto di partenza, un’iniziale, una necessaria accensione .Perché quei colori e quelle luci subito si caricano del denso spessore del tempo vissuto, ricuperano tutto un mondo di memorie, risuscitano emozioni remote e come spente. […] Di solito questo genere di ricuperi si risolve, nei casi migliori, in toni lamentosamente elegiaci, in rimpianti, in dolorosi abbandoni, in quei ripiegamenti decadentistici che lasciano nella pena il cuore. La Daniele Toffanin non cade in questo amaro e comune gorgo di spenta rassegnazione. Il suo iniziale commosso stupore di fronte al mostrarsi delle cose e dei luoghi ha una tale autentica vitale energia che niente riesce a rimuoverlo, a soffocarlo. Al contrario, quella meraviglia fuggevole dell’attimo, arricchito di tutti gli attimi che l’hanno preceduto (fino ai più remoti), acquista quasi – già nella parola poetica presente – un valore di eternità, anzi di una visione nuova annunciatrice luminosa di Eternità. (Mario Richter, dalla Prefazione al libro Dell’azzurro ed altro,1995-1998)

NEL CHIOSTRO DEL SILENZIO
Fermati tempo là
ad ascoltare l’Eterno
nel chiostro del silenzio.
Voci mute di santi
oranti nelle nicchie
di tessere corrose
nell’oro e nel cobalto.
Rumori opachi di colori
camelie ancora acerbe
a maturare lente
nel fuoco del risveglio.
Parole caste d’acqua,
celate da stormire
lieve di fronde,
d’antichi riti sciolte
nel fluire d’emozioni.
Catarsi puro dono.
Fermati tempo là
a sentire me viva dentro
nel chiostro del mio silenzio.
Roma, Chiesa dei Santi Quattro Coronati, 29 dicembre 1997
Maria Luisa Daniele Toffanin
(tratto da “Dell’azzurro ed altro”, La Garangola, 1998)

Basilica dei Santi Quattro Coronati, Chiostro (Roma)
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FRAMMENTI DI INTERIORE BELLEZZA…
OVE TUTTO È ANCORA STUPORE NELL’UMANO INCONTRO
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Nell’isola deserta
per l’onda iterata di un mare
che tradisce la vita
il tuo bilancio Robinson è
l’approdo salvifico
ove ribalanciare l’ago del vivere
reinventare le ore ancora
senza allettanti sirene-pensieri
di perdersi nell’ignoto.
Ma mi mancano misurate voci
messaggi d’armonia globale
sussurri di umana pìetas all’universo morire
solo urla di muri sgradinati in vuoto di valori
solo ali nere di gracchianti corvi
dall’empietà dei media
ormai spenti i punti luce in questa landa
desertificata dalla furia virale.
Mi manca o Robinson perfino
il mio rossetto splendente
per ricreare colore fiducia
tracciare la strada del giorno
per nuova accensione-virgulti di speranza.
Mi mancano visioni di mari illimitati
monti da scalare in nuovi progetti
per terre vergini d’amore
inedita risorsa-rinascita alla vita.
Ma già si ravvista Rosapinea
ove tutto è ancora stupore
nell’umano incontro
meraviglia nel procedere del Creato.
Qui si rassicura l’ora nostra fragile e
il cuore s’incanta ancora della vita.
Rosapineta, 29 giugno 2020
(Maria Luisa Daniele Toffanin)

Rosolina Mare (Parco del Delta del Po), Rosapineta

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Intorno al libro di poesia e prosa
“La stanza alta dell’attesa tra mito e storia”
Incontro via Zoom con la V B del Ginnasio Liceo Tito Livio
organizzato dalla prof. Maria Pia Dimech
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L’AUTRICE
Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini. Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie. Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.
Ha pubblicato i seguenti volumi, pluripremiati: Dell’azzurro ed altro (1998, 2000), A Tindari (2000, 2001), Per colli e cieli insieme mia euganea terra (2002), Dell’amicizia-my red hair (2004, 2006), Iter ligure (2006), Fragmenta (2006), E ci sono angeli (2011), Appunti di mare (2012), L’attesa perlata di stelle e rugiada (2014), Segreti casentini ed oltre a primavera (2014), Florilegi femminili controvento (2015), Sottovoce a te madre (2015), Matteo e Gigetto il rospo di mare (racconto, 2016), Magia di attese (2016), Dal fuoco etneo alle acque polesane (2017), La casa in mezzo al prato (2018), Pionieri a San Domenico (2019), La stanza alta dell’attesa tra mito e storia (2019); insieme a Massimo Toffanin i romanzi storici I luoghi di Sebastiano (2015) e La grande storia in minute lettere (2018).
Ha curato Una Padova altra. La libreria Draghi: osservatorio di cultura (2012) e, con Mario Richter, la pubblicazione degli Atti del convegno da lei organizzato Il sacro e altro nella poesia di Andrea Zanzotto (2013).
Alla sua poesia sono stati dedicati numerosi scritti, tra i quali due monografie: Silvana Serafin, Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin e Mario Richter, La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin.
DAL WEB