È sempre stato piacevole e divertente ascoltare Roberto, che con dovizia di particolari accompagnata da notevole capacità mimica e teatrale, rievocava la storia personale, quella della sua famiglia e, in particolar modo, le avventure vissute.
Tantissime volte, nei momenti conviviali, gli chiedevo di raccontare quello e/o quell’altro avvenimento, perché notavo in lui soddisfazione e piacere nel farlo, oltre che motivo di divertente intrattenimento per gli astanti.
Tanta e tale è sempre stata la sua immedesimazione nel rivivere gli accadimenti trascorsi che si aveva la sensazione di essere presenti e partecipi ai fatti.
So che ogni familiare, amico, collega, e persona conosciuta hanno lasciato impresso nel suo animo un ricordo indelebile.
Ne sono prova tutte le fotografie, oggetti, scritti che lui gelosamente conserva.
Emblematica è la riproduzione ingrandita di una foto che ha appeso alla destra della porta che dal garage conduce in casa: sono raffigurati Franco e Bruno, due suoi amici defunti, e lui, Roberto.
Spesso nel passare davanti si sofferma a osservare quell’immagine, dicendo: “Mi state aspettando, vero? Vi manco!”
Consapevole che “scripta manent” è mio profondo desiderio servirmi della scrittura per non disperdere ciò che mio marito custodisce di più caro: i ricordi del passato, della sua gente, del suo ambiente, del suo vissuto.
Mi sono servita di appendici, allegati e inserti, che di primo acchito potrebbero sembrare poco attinenti, ma io so con certezza che sono motivo di soddisfazione per Roberto, non solo, ma aiutano anche a conoscere più a fondo la persona.
In particolare mi sono cari gli inserti, come dire, goliardici, che con la figlia Claudia avevamo prodotto in occasione della festa dei settant’anni di Roberto.
Ora, la pubblicazione del presente libercolo, che mi vede nel ruolo di scrivente e Roberto in quello di narratore, vuole essere l’omaggio per il compimento dei suoi ottanta anni.



