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FIVE SENSES ART GALLERY
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FIVE SENSES ART GALLERY
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Ad Anticoli Corrado “OLTRE L’IMMAGINE”…
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Per familiarizzare con il linguaggio artistico, sia esso pittorico che scultoreo non basta osservare l’opera. È necessario viverla con un pieno coinvolgimento sensoriale ed emotivo attraverso i nostri cinque sensi.
Con Massimo PAPI e Riccardo SANNA è possibile farne esperienza ad Anticoli Corrado, comune della città metropolitana di Roma Capitale (838 abitanti). Il borgo è anche conosciuto come “Il paese degli artisti e delle modelle”: nella prima metà dell’800, infatti, venne scoperta dai numerosissimi pittori stranieri, arrivati a Roma dal nord dell’Europa alla ricerca dei paesaggi e delle atmosfere tipiche della campagna romana.
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Sabato 9 maggio alle ore 17,30 si inaugura la mostra di Pittura e Scultura
“OLTRE L’IMMAGINE”
di Massimo PAPI e Riccardo SANNA
Presso lo Spazio Arte, via Santa Vittoria, 2. Anticoli Corrado – Roma.
Con il patrocinio del Comune di Anticoli Corrado, Spazio Arte, Archeoares, Geapolis, Galleria Falzacappa Benci, Ravazzi.
La mostra rimarrà aperta dal 9 al 31 maggio 2026
Per visitarla, contattare:
spazioarte.24@gmail.com
3381699892 – 3395363214
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MASSIMO PAPI
è destinato a scoprire cosa c’è dopo ogni suo quadro con la purezza sorgiva liberata dalla geografia. E se qualcosa gli appartiene, nel firmamento delle stelle fisse, e lo contraddistingue dal disintegrarsi di ciò che già più non esiste, è l’uso dei colori sorprendenti e variegati, colore con cui firma cambiamenti, seppure in un percorso affabilmente ordinato, in cui ogni immagine dipinta sullo sfondo rende la dimensione di un proprio personale compimento.
Le storie delle città vissute e attraversate, nei muri, nelle persone incontrate, nelle strade percorse e nelle vicende raccontate, sono piccoli brani di una vita quotidiana, delle emozioni e delle gioie di uno sguardo o di un attimo di meraviglia.
Medico dermatologo, lavora a Roma e disegna/dipinge dai primi anni giovanili.
Ideatore e organizzatore dal 2009 del convegno “trasversale” DERMART: dermatologia tra scienza e arte, che si tiene nei siti più suggestivi di Roma storica e al quale partecipano professionisti diversi (medici, infermieri, biologi, cosmetologi, psicologi, appassionati d’arte, pittori, storici dell’arte.…).
Daniela FABRIZI
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RICCARDO SANNA
Sanna dipinge lo spazio della sua vita, ma il suo sguardo va oltre la semplice visione e percezione. L’artista guarda a cose e persone dal di dentro. E’ lo spazio concreto dell’esistenza filtrato dalla coscienza. Nella coscienza tutto è in relazione, il tempo e lo spazio fluiscono senza separazione, i luoghi, le persone diventano proiezioni, relazioni psicologiche. Nello spazio pittorico di Sanna c’è sempre una porta, è per l’artista il diaframma attraverso il quale mette in comunicazione lo spazio del vissuto con i propri ricordi, intuizioni, associazioni mentali, riflessioni. Luogo di mediazione tra l’I0 e il mondo. Lo sguardo dell’artista si mantiene sempre in bilico sulla soglia di quelle porte, attraversato dal flusso della vita, della coscienza e della memoria. (Il labirinto della mente). Le porte non delimitano, non separano, appaiono impastate nella stessa materia degli elementi raffigurati. Sulle porte c’è il colore del cielo, dei paesaggi, della pietra dei muri, dei contorni di figure che appaiono come impronte spirituali di esistenze. Attraverso le linee aperte dei contorni non definiti, le arcate che sfumano l’una nell’altra, le prospettive che si compenetrano, Sanna fa risuonare metaforicamente storie vissute, sentimenti, pensieri, luoghi. Le note cromatiche dei colori tenui e luminosi si accordano con il ritmo e il tono di un brano poetico. È la poesia di esistenze semplici ed esemplari, di amori inseparabili, di sogni, di solidarietà. E’ una umanità bella e lontana che Sanna filtra nella luce della sua sensibilità e della sua memoria e rappresenta nel calore della sua pittura. Nella poetica dell’artista è centrale il tema della caducità dell’esistenza, che sviluppa attraverso i segni che il tempo lascia sulle sue porte, attraverso la dimensione dell’assenza, dipinge le tracce della memoria che i luoghi e le porte-materia conservano e riescono ancora ad evocare. La sua è una visione serena e pacificata con il tempo, che avverte come un passaggio verso una dimensione temporale altra che comprende e trascende lo spazio della vita terrena, la luce che promana dalle velature e dalle trasparenze dei suoi colori (e della sua coscienza) ha la radiosa e intensa spiritualità di chi ha compreso il senso profondo del tempo e della vita.
Patrizia SORA
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