Sebastiano SCHIAVON. Memoria, linfa di vita 4/

PERSONE E COMUNITÀ. STORIE DI IMPEGNO E PROMOZIONE SOCIALE

    4/ I LUOGHI DI SEBASTIANO 

a cura di  Maria Luisa Daniele Toffanin,  Massimo Toffanin e Giulia 

Esperienze scolastiche  documentate dalle docenti: Scolastica Castrogiovanni, Carmela Di Bella, Luciana Filippi, Valentina Lobba,  Martina Marcante 

Partiamo da una frase dell’on. Sebastiano Schiavon citata nella presentazione al volume: I luoghi di Sebastiano: “Nessuno, meno i casi eccezionali, si tenga estraneo alla vita pubblica: poiché ogni cittadino ricco o povero, dotto o scarsamente istruito ha dei diritti e dei doveri verso il Comune, la Provincia e lo Stato e li deve esercitare”( Sebastiano Schiavon) In poche righe è espresso il concetto di democrazia che ha messo in movimento il pensiero, il cuore e l’agire di Sebastiano attraverso quei LUOGHI che lo hanno visto crescere, maturare, coinvolgersi, osare, lottare, perdere, testimoniare con la vita ciò in cui fermamente credeva.

Il quarto appuntamento propone una preziosa mappa e una bussola affidabile per orientarsi attraverso i luoghi che hanno visto Sebastiano Schiavon protagonista di una storia di vita, di partecipazione e di impegno sociale e civile che, ancora oggi, merita di essere raccontata e conosciuta.

“I LUOGHI DI SEBASTIANO”, il libro  di Maria Luisa Daniele Toffanin e Massimo Toffanin, può essere definito un romanzo on the road, dove  il dialogo intergenerazionale tra un nonno e la giovane nipote  si delinea  come  una sorta di passaggio di consegne. Sarà, infatti, la tredicenne Giulia a convincere  i coetanei che, pur vissuto in un altro contesto, Sebastiano  Schiavon  è stato una figura significativa, un modello di impegno sociale e politico  tanto integro e coerente  da meritare di essere  conosciuto.

Mentre  Giulia viene accompagnata a riscoprire  una Padova inedita,  ammirevole  ci sembra l’onesta intellettuale del nonno  che cela alla nipote  l’identità di Sebastiano, così da non condizionarla mentre viene accompagnata a  riappropriarsi delle sue radici  famigliari e culturali, in un viaggio a ritroso nell’Italia premoderna afflitta dalla crisi economica.

Ripercorrere I LUOGHI DI SEBASTIANO significa coinvolgersi attraverso un itinerario che ci riporta alle tappe del  suo passaggio durante la febbrile attività che tenne come parlamentare e sindacalista. Dai luoghi dove i contadini padovani erano costretti a vivere nei casoni,  spesso colpiti dalla pellagra, fino ai luoghi  istituzionali del suo impegno politico per gli umili e per coloro che non avevano voce. Significativa l’immagine di copertina,  una cava di trachite sui Colli Euganei, che ci rammenta lo sciopero organizzato da Schiavon nel 1909 a favore degli operai prossimi al licenziamento.

A distanza di otto anni dalla prima edizione del volume – uscito nel 2015- abbiamo incontrato i protagonisti-autori del dialogo intergenerazionale proposto dal romanzo, Maria Luisa Daniele Toffanin, Massimo Toffanin insieme alla nipote Giulia. Ne è nata una intervista virtuale che proponiamo…

I LUOGHI DI SEBASTIANO. Una studentessa, accompagnata dai suoi nonni, va alla scoperta dei luoghi che hanno visto operare Sebastiano Schiavon, sindacalista e politico tra i fondatori del Partito Popolare, nei primi due decenni del XX Secolo. Boccon, Calaone, Ponte San Nicolò, Cittadella, Firenze, Praglia, Roma, Asiago, Padova rivivono attraverso la ricostruzione di storiche lotte sindacali e l'ausilio di numerose foto d'epoca

Perché avete deciso di dedicare un romanzo ai luoghi di Sebastiano? Quale l’obiettivo?

Dopo la pubblicazione della biografia Sebastiano Schiavon lo strapazzasiori del 2005 e la successiva costituzione dell’’Associazione Centro studi onorevole Sebastiano Schiavon, con lo scopo di organizzare manifestazioni e convegni inerenti al periodo storico di inizio ‘900, mi sono reso conto che il pubblico interessato era composto solo di adulti.

Ma il personaggio Schiavon è figura troppo importante e i valori  trasmessi nella sua breve vita devono essere affidati soprattutto ai giovani. Ecco allora che io e  mia moglie, nipote di  Sebastiano Schiavon, abbiamo deciso, nel 2013  di trasformare la biografia in un racconto adatto ai giovani, facendo conoscere il personaggio stesso attraverso i luoghi della sua attività politico-sindacale.

Questa nostra intuizione ha avuto un esito positivo anche perchè abbiamo incontrato insegnanti eccezionali come Martina Marcante e Luciana Filippi: infatti il libro “I luoghi di Sebastiano” è stato adottato, nel 2018,  dalla scuola media di Veggiano, nel 2021 dall’Istituto comprensivo  Petrarca di Padova e nel 2022 dall’Istituto Comprensivo “A. Vivaldi” sempre di Padova.

Come è nato il volume? Quanto tempo avete impiegato per scriverlo? Chi è la tredicenne Giulia? Avete qualche aneddoto particolare riguardo la stesura del romanzo?

 

Come detto nella risposta precedente e anche su consiglio di Gianpaolo Romanato, docente di storia contemporanea all’Università di Padova e prefatore del saggio storico, mia moglie ed io abbiamo pensato di trasformare la biografia in un romanzo storico adatto agli adolescenti. E’ stato alquanto lungo e difficile ridurre il tutto in un colloquio tra due nonni e nipotina per farle conoscere il personaggio Sebastiano Schiavon attraverso i luoghi da lui frequentati durante le sue  molteplici attività.

In quel periodo, 2013, nostra nipotina aveva 7 anni: l’abbiamo subito immaginata  tredicenne per  affidarle il messaggio da diffondere tra i suoi compagni. Strutturando il romanzo abbiamo scelto la forma del dialogo breve, fatto di domande e risposte per rendere più avvincente il racconto. Ci siamo anche impegnati nell’uso di un linguaggio adolescenziale intervistando studenti delle scuole secondarie di i grado. Questo ci ha permesso di avvicinarci anche al loro abbigliamento, ai cantanti, alle letture preferite proprio per rendere il tutto più autentico. Operazione che ha richiesto molto tempo e anche frequenti litigi tra noi coautori. Divertente però il nostro lavoro durante il periodo estivo in spiaggia: la ragazza dell’ombrellone vicino, studentessa di tredici anni, ci ha aiutato con i suoi consigli. Un particolare ringraziamento va alla professoressa Paola Pampaloni per l’aiuto – nell’insieme – determinante.

Ipotizziamo che gli amici di Geapolis Community decidano di organizzare un viaggio per ripercorrere i luoghi di Sebastiano, a partire dall’itinerario così come indicati nell’indice.  Proviamo a proporre una brevissima guida alla visita che tenga conto in particolare del rapporto di Sebastiano con i  LUOGHI che lo hanno visto crescere, maturare, coinvolgersi, osare, lottare, perdere, testimoniare con la vita ciò in cui fermamente credeva.

 

Siamo ben lieti che gli amici di Geapolis Community abbiano avuto l’idea di venire a visitare i luoghi  dove ha operato Sebastiano Schiavon  e ci prestiamo volentieri  a fare da ciceroni.

 Il percorso inizia da PONTE SAN NICOLÓ, piccolo paese alle porte di Padova, dove Sebastiano è nato, nel 1883, da una famiglia di poveri contadini e dove ha iniziato la sua attività politico-sindacale in ambito parrocchiale A PADOVA poi  completa la sua profonda cultura come si può constatare dalla sua tesi di laurea, del 1907,  “De Ciceronis epistularun sermone” che il Centro studi ha pubblicato, nel 2022, nell’ambito delle manifestazioni per il centenario della sua morte. Nella città veneta  inizia  ad operare con il vescovo Pellizzo e un gruppo di giovani entusiasti della Rerum Novarum. Ci  spostiamo poi nel paese più alto dei Colli euganei, a CALAONE, per visitare le cave di trachite dove Schiavon ha diretto i primi scioperi cattolici in qualità di segretario dell’ufficio cattolico del lavoro per difendere i cavatori sfruttati.  Ci  spostiamo poi, attraverso la campagna veneta, a PRAGLIA, dove ha messo in pratica le Settimane sociali quale strumento per indirizzare alla politica le giovani generazioni, a CITTADELLA, bellissima cittadina contornata da mura duecentesche ancora intatte, dove Sebastiano ha fondato il primo sindacato interprovinciale veneto dei lavoratori della terra, poi a LEVADA, piccolo centro con la bellissima villa veneta dei conti Marcello che Schiavon ha denunciato al Prefetto di Padova perché non rispettava i patti colonici, a PIOVE DI SACCO  infine perchè dopo un comizio è stato sottoposto a un pestaggio da parte dei socialisti. Passiamo poi in provincia di Vicenza, ma sempre nella diocesi di Padova, e precisamente a  LUGO VICENTINO: qui ha condotto uno sciopero di circa un mese per difendere 500 lavoratori della cartiera Nodari. Saliamo quindi ad ASIAGO, nell’altopiano dei Sette Comuni, perché  Schiavon ha difeso in parlamento i 100.000 profughi provocati dalla Spedizione Punitiva. Qui termina in nostro viaggio in terra veneta. Non possiamo però dimenticare i due anni trascorsi a FIRENZE quale segretario dell’Unione Popolare ed infine a ROMA dove è eletto onorevole al Parlamento per due legislature. Un percorso quindi composito di sindacalista, amministratore comunale, provinciale e parlamentare attraverso anche la Prima guerra mondiale, con tutti i lutti e problemi relativi. Attività tutte improntate ai valori in cui crede: la solidarietà, la giustizia, il rispetto per la dignità di ogni uomo, soprattutto i più deboli ed emarginati. Principi praticati fino al prezzo della sua stessa vita. La sua fine, a soli 38 anni nel 1922, è drammatica per il tradimento dei suoi stessi compagni di ideali e di lotte, in un contesto storico mutato.

Ipotizziamo che siano i docenti a volerne sapere di più sulla figura e  sui LUOGHI DI SEBASTIANO… Da dove iniziare? Quali consigli per progettare un percorso interdisciplinare a partire dalla lettura del libro? Ci sono già esperienze scolastiche dedicate alla lettura e al commento del libro? 

 

In questo caso lasciamo la parola direttamente agli insegnanti che hanno adottato il libro “I LUOGHI DI SEBASTIANO”  in diversi Istituti Comprensivi di Padova. Si tratta della condivisione di testimonianze preziose che documentano le esperienze realizzate con gli alunni a partire dalla progettazione interdisciplinare di percorsi ed iniziative dedicate a Sebastiano Schiavon.

Sarebbero vari i percorsi interdisciplinari per approfondire la figura di Schiavon, a partire dalla storia dei cattolici e dei socialisti nel Veneto e nell’Italia dei primi del Novecento, per collegarsi ai diritti dei lavoratori in Educazione Civica, al Verismo nella Letteratura italiana fino alla Prima guerra mondiale, evidenziando l’impegno politico nel sostenere le vittime, i profughi, i militari, le famiglie… Non ultimo il Fascismo, che trasforma i sindacati dei lavoratori in Corporazioni con gli esiti che ben conosciamo, quindi invitare gli alunni a riflettere sulle libertà sancite dalla nostra Costituzione.

(Carmela Di Bella – Docente dell’XI Istituto Comprensivo statale  “A.Vivaldi” di Padova)

I luoghi di Sebastiano è un ottimo testo di narrativa da leggere insieme, in classe, con i ragazzi: la sua scrittura semplice e chiara, diretta ad un pubblico di adolescenti rende affascinante e accattivante la vita e l’attività di un importante politico attivista del nostro primo Novecento.

La territorialità nel quale opera rende ancora più vicino e familiare la figura di Sebastiano a chi conosce le aree geografiche descritte.

Didatticamente parlando, I luoghi di Sebastiano è un romanzo che offre tantissimi spunti: in primis l’aspetto storico nel quale il protagonista opera (dalla Belle Epoque alle prime lotte sindacali in Italia, Destra e Sinistra Storica etc.,); la Chiesa e i rapporti con i territori; i quadri storici dei grandi protagonisti che si incrociarono con Sebastiano; fino all’aspetto psicologico di lui e al rapporto familiare e affettivo nel racconto parallelo tra i nonni e la nipote adolescente, che avvicina il giovane pubblico lettore alla storia.

 

(Martina Marcante  – Docente del Primo  Istituto Comprensivo statale  “F.Petrarca” di Padova)

Premiazione degli alunni di Terza D della Scuola secondaria di I grado “Francesco Petrarca” di Padova, diretti dalla loro insegnante Martina Marcante (nella foto a sinistra),  vincitori della 13^ edizione del Concorso “Mia Euganea terra” per un originale lavoro collettivo su Sebastiano Schiavon, conosciuto dopo la lettura de I  luoghi di Sebastiano. Nella foto a destra, la dirigente Chiara Rigato. 

“I luoghi di Sebastiano” è un testo appassionante e coinvolgente fresco e leggero pur trattando argomenti sociali molto importanti . Uno scorrere di immagini che mi ha fatto subito pensare di tradurlo in fumetto. Il fumetto è una forma di comunicazione molto efficace, capace di divertire, appassionare e trattare contenuti molto diversi. I ragazzi hanno questa grande capacità di trasformare un testo in immagini rafforzando il messaggio che si vuole dare. Trovo stimolante per gli alunni guidarli nel cercare l’essenza  dei personaggi descritti per poi lasciarli tradurre in immagini, magari in modo semplice ma efficace, capace di raggiungere varie fasce di età….potrebbe essere un  modo originale per far conoscere anche ai più piccoli la vita di questo grande uomo quale è stato Sebastiano Schiavon e rendergli l’onore che merita. Insegnando Arte e Immagine adotto di frequente il fumetto per far raccontare ai miei alunni il loro “sentire” dopo la lettura di un testo. E’ un viaggio dentro il loro intimo che ogni volta mi arricchisce e alimenta il mio stupore.

(Luciana Filippi  – docente di Arte e Immagine  XI Istituto “A. Vivaldi”  di Padova)

Classe al lavoro per realizzare degli elaborati con l’insegnante di educazione artistica Filippi Luciana della scuola Vivaldi di Padova, in funzione del premio Mia Euganea Terra.

Durante l’anno scolastico in corso, la lettura ha suscitato negli alunni di terza media interesse e attenzione al punto di elaborare fumetti, testi poetici e narrativi su un uomo ed eventi della storia locale, che le giovani generazioni non studiano nei manuali ad uso scolastico. Un’esperienza da riproporre anche con un itinerario guidato nei luoghi, che a scuola hanno ricostruito soltanto con le app Maps e Google earth.

(Carmela Di Bella- Docente dell’ XI Istituto .Comprensivo statale  “A. Vivaldi”  di Padova)

Di certo consiglierei di far leggere il testo a tutti gli alunni e in seguito di organizzare una lezione in cui ci si confronta sulla lettura, facendo emergere in forma di dibattito le tematiche e i tanti collegamenti col programma di storia e di educazione civica. Si può procedere chiedendo a ciascun studente quale parte ha preferito o su quale aspetto del testo vuole concentrarsi. In seguito si può appunto organizzare tutta una serie di lavori come abbiamo deciso noi:

  • il fumetto, affidando a vari gruppi un capitolo diverso
  • una mappa dei luoghi citati nel racconto corredati da tappe e relativa descrizione
  • un tema, una sintesi, una poesia o una riflessione relativi al testo da condividere poi con la classe.

(Valentina Lobba  – Docente dell’XI IC “A.Vivaldi” di Padova)

Si, la lettura narrativa in classe, commentata ai ragazzi e guidata dall’insegnante nei raccordi storici e geografici territoriali, ha portato ad un coinvolgimento attivo di  classi diverse, con realizzazioni di unità d’apprendimento e sviluppo di metodologie varie: da lavori di cooperative learning ad altri di flipped classroom, per esempio, durante i quali gli alunni hanno sperimentato e scoperto la storia e i tre binari  dell’on. Sebastiano autonomamente, abbinando la loro personale creatività e interpretazione alla produzione didattica richiesta.

(Martina Marcante – Docente del Primo  Ist.C. “F.Petrarca” di Padova)

Cortometraggio realizzato dagli alunni di Terza D della Scuola secondaria di I grado “Francesco Petrarca” di Padova, diretti dalla loro insegnante Martina Marcante

Il testo ha una forma discorsiva e adatta alla lettura da parte di un pubblico molto giovane, pertanto è possibile  in un primo momento introdurre  brevemente i ragazzi alla lettura  per poi lasciare che essi lo leggano autonomamente e ne elaborino i contenuti. In un secondo momento si può rivedere il testo in classe e commentarlo soffermandosi sui punti più significativi e prendendone spunto per sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche del testo, in particolare i diritti dei lavoratori e la conoscenza della storia più recente dei lavoratori nella loro regione. Naturalmente questo può interessare la storia e l’educazione civica, la geografia con la conoscenza del territorio, ma anche  l’italiano o l’ arte quando dalla riflessione si passi alla produzione di testi o elaborati artistici.

(Scolastica Castrogiovanni  –  Docente  XI Istituto “A. Vivaldi” di Padova)

Nominiamo la giovane Giulia  “Ambasciatrice di Sebastiano”…

Noi giovani abbiamo molte opportunità di influenzare e di condizionare il pensiero della società in cui viviamo, certamente più di quelle che aveva Sebastiano (penso ad esempio alla tecnologia e alle opzioni di comunicazione). Se è vero che ci sono spazi, è altresì evidente che noi giovani siamo spesso guidati da esempi che portano verso una chiusura rispetto alla comunità e di “egoismo”- interesse personale che minano il concetto di bene pubblico e che ci portano a preferire la comodità del “nostro piccolo mondo”. Questa “comoda pigrizia” è certamente un virus che annienta la forza di agire. Questa è la mia grande paura. (Giulia)

Un gruppo di amici ti chiede di presentare la figura di Sebastiano in 10 righe con un “linguaggio giovane”…

 

Sebastiano Schiavon è il mio trisavolo da parte paterna vissuto tra la fine dell’ 800 e gli inizi del 900 che ho conosciuto grazie ai mie nonni Massimo e Marisa. È stato un personaggio coraggioso che si è schierato dalla parte dei più deboli (contadini, operai, poveri, donne, bambini, vecchi…) avendo contro tutti i diversi poteri dell’epoca. Un po’ come Madre Teresa di Calcutta si è messo in gioco e ha messo al centro del suo lavoro l’interesse degli altri, sacrificando spesso il suo. Ha lottato, diventando per molti un “eroe”, un punto di riferimento, tanto che nelle campagne del padovano i contadini avevano la sua foto sul comodino come un Santo protettore: lo chiamavano “Strapazzasiori”. Ha richiesto ai datori di lavoro, spesso sfidandoli, che i lavoratori fossero tutelati e non sfruttati e quindi rispettati come persone. Anche quando è stato nominato deputato, il più giovane nella storia, in parlamento ha proposto leggi che favorissero l’interesse comune, andando contro la cattiva politica che anche all’epoca favoriva i poteri forti.  Insomma un estremista che aveva tanto coraggio, tanta passione, dedizione in un’epoca difficile e spesso dimenticata.

Tre aggettivi per definire L’UOMO Sebastiano Schiavon: determinato, sognatore, responsabile.

Tre aggettivi per definire  IL CATTOLICO Sebastiano Schiavon: rispettoso degli altri, umile, predisposto al sacrificio per gli altri.

Tre aggettivi per definire  IL SINDACALISTA Sebastiano Schiavon: umile, combattivo, sensibile ai deboli, comunicatore-motivatore.

Tre aggettivi per definire  IL POLITICO Sebastiano Schiavon: onesto, incalzante-battagliero, giusto, orientato alla res pubblica.

Le metafore.. L’uomo, il cattolico, il sindacalista, il parlamentare Sebastiano Schiavon è come un… Super Eroe! Mi viene in mente anche Spartacus…

Hai la possibilità di incontrare Sebastiano in carne ed ossa… quali sono le tre domande che assolutamente ti senti di rivolgergli?

 

  • Che cosa ti ha spinto a compiere ciò che hai fatto?
  • Non avevi paura delle conseguenze?
  • Ti sei mai pentito delle decisioni che hai preso?
  • Come facevi a fare tutte quelle cose con così tanto entusiasmo e forza?
  • Dalla tua esperienza, come è possibile costruire una società attenta anche ai più deboli?
  • Come si può coniugare l’interesse personale con quello verso la res-pubblica?

Qual è il Sebastiano (uomo pubblico) che senti più tuo? Il sindacalista? Il politico? Il cattolico? Perché?

 

Il sindacalista, perché si è messo in gioco, sacrificandosi per ottenere dei vantaggi per gli altri e non per se stesso.

Come sei venuta a conoscenza del legame di parentela che ti lega a Sebastiano? Che cosa hai provato?

 

Quando ero piccolina passavo molto tempo con i nonni e quindi ho avuto molte occasioni per sentire dalle loro parole la storia di Sebastiano. Ero con loro quando facevano ricerche, preparavano le presentazioni dei libri dedicati e quindi, anche se non capivo, ho conosciuto sin dall’origine le sue avventure. All’inizio ovviamente non mi rendevo conto del valore della vita di Sebastiano adesso, sono molto orgogliosa del legame, pur lontano, che mi unisce a questo grande personaggio.

Nella società iper veloce e iper connessa di oggi ha ancora senso “perdere” il tempo nel recupero delle storie familiari e della memoria storica? “Perdere” il tempo per guadagnare cosa?

 

In questa società, dove il ritmo della vita è sempre più frenetico, ha ancora senso “perdere” tempo per recuperare le storie familiari, perché la storia passata può essere utile per evitare di compiere gli stessi errori e quindi quanto compiuto dai nostri familiari può fungere da insegnamento.

L’impegno nel sociale e nella politica: quali prospettive e quali spazi per il coinvolgimento dei giovani del XXI secolo? Sogni e paure.

 

Io credo che la volontà possa permettere di raggiungere qualunque obiettivo. Noi giovani abbiamo molte opportunità di influenzare e di condizionare il pensiero della società in cui viviamo, certamente più di quelle che aveva Sebastiano (penso ad esempio alla tecnologia e alle opzioni di comunicazione). Anche nel sociale e nella politica io penso che ci sia la possibilità di fare molto, mi riferisco ad esempio alle attività comunitarie in Parrocchia nell’organizzazione del Grest estivo in cui noi giovani possiamo metterci a disposizione degli altri, diventando esempio per bambini più piccoli che le famiglie ci affidano.

Se è vero che ci sono spazi, è altresì evidente che noi giovani siamo spesso guidati da esempi che portano verso una chiusura rispetto alla comunità e di “egoismo”- interesse personale che minano il concetto di bene pubblico e che ci portano a preferire la comodità del “nostro piccolo mondo”. Questa “comoda pigrizia” è certamente un virus che annienta la forza di agire. Questa è la mia grande paura.

PER ANDARE OLTRE…