Sebastiano Schiavon lo “strapazzasiori”

Persone e Comunità. Storie di impegno e promozione sociale

La qualità della nostra vita personale e familiare dipende in gran parte dalla qualità della vita sociale e civile di cui siamo parte.  LA RADICE di certi beni e di certi mali sta in avvenimenti passati, la cui comprensione può aiutarci a ridurne le conseguenze negative e ad aumentarne le conseguenze positive. È questione di conoscenza e di volontà, di sensibilità e di convinzioni, di cultura e di civiltà. Tutto ciò è anche politica in senso alto e nobile. Prima ancora si tratta di “ETICA STELLA”. Comportamenti che riguardano il bene individuale e sociale. Tutto ciò non attecchisce senza sentimento: di rispetto, di appartenenza, di sofferenza per i mali comuni, di gioia e di orgoglio per tutto ciò che ci accomuna.  In questa direzione appare fondamentale il concetto di ”coscienza storica” che richiama e invita ad essere parte della storia, mettendo  in prospettiva la conoscenza dei fatti storici,  collocandosi nella trama di relazioni sociali  e politiche in cui i fatti  sono  inseriti. 

Un uomo d’altri tempi, Sebastiano Schiavon (1883-1922), il leader del mondo contadino che infiamma le campagne venete negli anni precedenti la prima guerra mondiale,  fu eletto due volte in Parlamento, nel 1913 e nel 1919. Il  suo percorso di vita  s’intreccia infatti con le principali vicende storiche vissute dal territorio padovano e dall’Italia intera nei primi decenni del XX secolo. Passione, impegno, servizio rivolti a chi, fino a quel momento, vedeva la politica come qualcosa di lontano, inavvicinabile. Libertà personale e responsabilità sono due facce della stessa medaglia: “lo strapazzasiori” lo sapeva bene e ha sempre operato in modo coerente e trasparente avendo come unico fine il bene comune.

É la storia di un uomo, del suo impegno sindacale e politico, quella che Geapolis presenterà nei prossimi mesi on line,  attraverso un percorso interdisciplinare e interattivo proposto  da Maria Luisa DANIELE TOFFANIN e Massimo TOFFANIN, in collaborazione con il  Centro studi Onorevole Sebastiano Schiavon.

“Nessuno, meno i casi eccezionali, si tenga estraneo alla vita pubblica: poiché ogni cittadino ricco o povero, dotto o scarsamente istruito ha dei diritti e dei doveri verso il Comune, la Provincia e lo Stato e li deve esercitare”. (Onorevole Sebastiano Schiavon)

L’impegno sindacale e politico di 

 

Sebastiano SCHIAVON

 

 

a cura di  Maria Luisa DANIELE TOFFANIN  e Massimo TOFFANIN

 

 

in collaborazione con

www.onorevoleschiavoncentrostudi.it

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MEMORIA  LINFA DI VITA 

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di Maria Luisa DANIELE TOFFANIN 

Mia madre Lia aveva un cassetto segreto chiuso a chiave, dove teneva i suoi ricordi che un giorno mi svelò, quasi volendomi passare il testimone, come fa chi dà valore alle proprie radici e vuole affidarle ad altri della famiglia.

E così conobbi suo padre, mio nonno, da un’antica fotografia: un bell’uomo con barba e baffetti che scriveva in latino e greco, ma non solo.

Era stato onorevole al Parlamento, cosa che mi colpiva molto: il più giovane, il più bello, il più votato d’Italia, mi confidava, collaborando con don Sturzo alla fondazione del Partito Popolare. Ecco la sua tessera ferroviaria, alcune cartoline da lui inviate da Roma, le sue foto anche con il cognato Cesare Crescente futuro sindaco di Padova.

Altro non aveva se non ricordi sbiaditi in quanto rimase orfana a 13 anni. E mi diceva della sua morte giovane, a soli 38 anni, tradito dagli amici del partito al teatro Garibaldi.

Io ascoltavo, ma non riuscivo con così pochi dati a ricostruire una vita, avvertivo solo dalle sue calde parole, che era stata guerriera come lui, sotto le bombe della seconda guerra mondiale e durante l’assenza del marito internato nei campi di concentramento.  Lo sentivo però istintivamente molto vicino a me: ci univa una stessa fede nell’etica stella.

Lia Schiavon con la piccola Maria Luisa Daniele

S'accende, s'apre il fiore della memoria
la linfa ravvivata
da materne radici ora diramate
qui nel mio brolo.

E solo alla morte di mia madre aprimmo il suo scrigno segreto. Cominciammo allora a capire la dimensione di quest’uomo, un vero rivoluzionario dell’amore predicato dal Vangelo, leggendo il biglietto del senatore Stanislao Ceschi: “Cara Schiavon, ho rintracciato il volume di cui ti ho parlato. Credo che nella tua libreria si troverà al posto più giusto. Lo spirito che animava i cattolici del 1913 trovava in tuo padre l’espressione più viva e concreta, quella certamente più progressista. Le avanguardie cristiane attuali sono pallida cosa in confronto sono troppo…borghesi! Per non dire altro…. “.

Da questo ritrovamento a un metodo per ricomporre questa vita è stato un tutto unico. Subito Massimo Toffanin inizia la sua ricerca, durata 7 anni, partendo da Ponte san Nicolò, luogo natale e seguendo il suo percorso di vita nel contesto storico di allora. Dal Veneto a Firenze  e poi a Roma con la collaborazione della sottoscritta e di alcuni amici.  Da qui la creazione di un saggio storico, “Sebastiano Schiavon. Lo strapazzasiori” (Editrice “La Garangola”, 2005). In quarta di copertina questo mio ricordo poetico dedicato al nonno ritrovato:

Materna mia radice/ che ti stringevi dentro storia/di terra faticata dai tuoi padri/e quell’indomito spirito/d’evangelico guerriero/nel sogno d’un vivere a tutti redento,/tu, per troppe lune smemorato,/ora rinasci in tessere sparse/da lui ricomposte/devoto al tuo vero./Nel mosaico italico/in veneti eventi pulsanti/al fremito sociale/al gemito mondiale,/arditi brillano i tuoi occhi/gemme d’etica luce/fuoco d’anima accesa sempre/in offerta di sé/per il pane dell’altro più offeso./Quasi volo il tuo attimo/incise cieli di bianchi ideali/oltre miopi orizzonti.

L’albicocco della mia mamma Lia, figlia dell’onorevole Sebastiano Schiavon

La successiva rivalutazione del personaggio da parte anche di addetti ai lavori, determina la fondazione dell’Associazione Centro studi a lui intestata, ad opera dello stesso Massimo Toffanin, presidente, sostenuto anche dai nipoti e pronipoti più interessati e dotato di un comitato scientifico agguerrito e appassionato per questa figura alfine risorta. Da subito tutti i componenti si prodigano per diffondere con diverse attività (convegni, concerti, quaderni di storia…) il suo operato che ora appare riportato in molti libri, anche nella storia della stessa Cittadella.  Significative le parole di Massimo a tale proposito: “Dopo la morte di Lia, primogenita dell’on.le Sebastiano Schiavon, avvenuta il 29 ottobre 1996 […]  decido di approfondire la conoscenza di questo giovane d’umili origini, parlamentare per due legislature, soprannominato “strapazzasiori” per la difesa dei diritti dei contadini più deboli [..]. E così, seguendo i fatti storici del periodo e il percorso di vita del personaggio in archivi prima parrocchiali, poi di Stato, della Camera dei Deputati, nell’Archivio Segreto Vaticano, negli Istituti Luigi Sturzo e Paolo VI di Roma, in biblioteche di varie città, sempre più mi appassiono e mi addentro nella vicenda di quest’uomo tanto amato ma anche tanto odiato. Ne raccolgo il tutto, senza pretese di storico, solo per rendergli onore valorizzando la sua figura e la sua opera nel quadro veneto e nazionale del tempo.”

 

Iniziative solo citate perché fonte inesauribile di foto e registrazioni è il sito www.onorevoleschiavoncentrostudi.it.

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Maria Luisa Daniele Toffanin  si dedica alla poesia, alla critica letteraria e ad attività culturali anche nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini, tra le quali il concorso “Mia euganea terra” per le scuole secondarie di primo grado. Collabora con Oltreoceano-CILM dell’Università di Udine e altre riviste. Promuove incontri culturali con il Cenacolo di poesia di Praglia “Insieme nell’umano e nel divino”. Numerosi i suoi libri, che hanno ottenuto significativi premi e consensi di critica: tra i più recenti La casa in mezzo al prato (2018) e La stanza alta dell’attesa (2019). Con Mario Richter ha curato gli atti del convegno Il sacro e altro nella poesia di Andrea Zanzotto.

Da alcuni mesi collabora con la Community di GEAPOLIS offrendo il suo contributo poetico al  percorso  virtuale  POETICA…MENTE 2022  clicca qui 

Massimo Toffanin, si dedica a ricerche di storia contemporanea. Socio fondatore e presidente del Centro studi onorevole Sebastiano Schiavon, ha organizzato con il comitato scientifico vari eventi, in particolare mostre fotografiche, convegni e concerti relativi al primo Novecento. Ha curato diversi quaderni di storia e ha pubblicato saggi biografici: Sebastiano Schiavon lo strapazzasiori (2005), con Maria Luisa Daniele Toffanin I luoghi di Sebastiano (2015-2022), Come nasce un sindaco (2016), Prima guerra mondiale: Antonio Toffanin una storia minima (2017) e, con Maria Luisa Daniele Toffanin, La grande storia in minute lettere (2018), che ripercorre la vicenda umana di una famiglia negli anni del secondo conflitto mondiale. Ha curato la pubblicazione della tesi di laurea di Sebastiano Schiavon De Ciceronis epistularum sermone (2022).