26 Apr Teorie in pratica… l’importanza di raccontarsele
In questi ultimi anni la narrazione autobiografica ha conosciuto campi di applicazione sempre più estesi, dall’EDA (educazione degli adulti) al bilancio di competenze, fino all’utilizzo in azienda. L’obiettivo è quello di facilitare lo sviluppo delle CAPACITÁ AUTOEDUCATIVE dell’adulto, favorendo così l’esplorazione di sé grazie a tutti i dati ricavati dall’autoricostruzione del proprio percorso evolutivo (personale e professionale), delle proprie competenze e aspirazioni, e dei possibili progetti. Per saperne di più
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In un’epoca di turbamenti, la vita quotidiana diventa un esercizio di sopravvivenza. Gli uomini vivono alla giornata, raramente guardano al passato, perché temono di essere sopraffatti da una debilitante “nostalgia”, e se volgono l’attenzione al futuro è soltanto per cercare di capire come scampare agli eventi disastrosi che ormai quasi tutti attendono. In queste condizioni l’identità personale è un lusso […]. L’identità personale implica una storia personale, amici, famiglia, il senso di appartenenza ad un luogo. In stato d’assedio l’io si contrae, si riduce a un nucleo difensivo armato contro le avversità. L’equilibrio emotivo richiede un IO MINIMO. (Lasch, 1996).
Gli amici di Geapolis hanno già imparato a conoscere Elettra De Maria. L’attitudine all’ascolto della propria interiorità, la pratica del pensiero riflessivo, nel divenire delle varie età della vita, caratterizzano la sua scrittura narrativa e autobiografica.
I LUOGHI DEL SILENZIO… I RACCONTI DI ELETTRA DE MARIA clicca qui
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Conversazione con Elettra De Maria/ Theremin ... echi & nostalgie dell'amore
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Accompagnato dalla musica di questo strumento, il racconto della vita di una donna e di quanto di imperscrutabile ci circonda
Elettra de Maria
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Ogni libro di Elettra De Maria diventa un’occasione preziosa per lasciarsi accompagnare attraverso un percorso che stimola a “ri-prende il filo interiore” della propria storia personale, ritrovarne la forma e i contorni, scoprirne le lacerazioni ma anche “i ricami più belli”, nel disegno e nell’intreccio della propria storia personale con il senso di appartenenza ad un luogo e ad una comunità. Nel febbraio scorso Elettra ha presentato il suo nuovo libro. Lasciamo a lei la parola…
Quando, come e perché è nata l’idea di scrivere il tuo ultimo libro “Theremin”?
Theremin è nato assolutamente per caso. Un giorno su internet mi sono imbattuta in questo stranissimo strumento dai suoni inquietanti in cui, ad un primo impatto, si vedono solo mani che danzano nell’aria traendone suoni inquietanti, come di fantasmi, alieni…
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E ora mi chiedo chi io sia. Che cosa è veramente ciò che chiamiamo realtà? Ho vissuto tutto questo o l’ho solo sognato? O forse la mia vita me la sono reinventata narrandomela così? Sono stata io la vera artefice del mio destino o sono vittima di un alieno burattinaio che muove fili umani e fa di ciascuno ciò che lo diverte e al mondo non siamo altro che poveri ologrammi per la nostra immaginazione solo futuribili?
Elettra De Maria, tratto da Theremin
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