E il tempo, anche lui va avanti; finché dinnanzi si scorge una linea d’ombra che ci avvisa che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata indietro. Questo è il periodo della vita in cui è probabile che arrivino i momenti di cui ho parlato. Quali momenti? Momenti di noia, ecco, di stanchezza, di insoddisfazione. Momenti precipitosi. Parlo di quei momenti in cui chi è ancora giovane è portato a compiere atti avventati, come sposarsi all’improvviso, o abbandonare un lavoro senza motivo alcuno. Questa non è la storia di un matrimonio. Non ero arrivato a tanto. Il mio atto, per quanto avventato, aveva più le caratteristiche del divorzio, della diserzione quasi. Senza una ragione plausibile per una persona di buon senso, mollai il mio lavoro – lasciai il mio posto – abbandonai la nave di cui la cosa peggiore che si potesse dire era che era una nave a vapore e perciò, forse, non meritava quella cieca fedeltà che… Comunque, non serve cercare di metter delle pezze a quello che io stesso anche allora sospettai essere poco più di un capriccio … . E all’improvviso abbandonai tutto. Me ne andai in quel modo, per noi irragionevole, in cui un uccello vola via da un comodo ramo. Fu come se, a mia insaputa, avessi udito un sussurro o visto qualcosa. Bah, forse! Il giorno prima mi andava tutto benissimo e il giorno dopo era sparito tutto: il fascino, il sapore, l’interesse, la soddisfazione, tutto. Era uno di quei momenti, capite. Mi aggredì la precoce malattia della tarda giovinezza e mi portò via. Via da quella nave, voglio dire …..” (tratto da La linea d’ombra di Joseph Conrad)