2/ LA GENTILEZZA É…

12 MESI DI SGUARDI DIVERSI PER… RI-FIORIRE 

     a cura di Claudia MONTEBOVE 

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

LA GENTILEZZA  è un sorriso aperto.

Per chi non vede, è nel tono della voce.

Per chi non cammina, è una spinta per muoversi nella direzione desiderata.

LA GENTILEZZA  è fatta di sorrisi, che uniscono nella loro spontaneità e reciprocità; si concretizza in carezze, tocchi leggeri che accompagnano senza forzare.

LA GENTILEZZA deve andare oltre la disabilità, non ne deve tener conto: non ci si deve sentire “obbligati” ad essere gentili con una persona disabile solo perché si pensa che abbia bisogno di aiuto o di conforto.

LA GENTILEZZA, basandosi sul rispetto, mette le persone sullo stesso piano. Presuppone l’ascolto.

GENTILMENTE… IN ASCOLTO, EMPATICI,  PRESENTI 

Non è detto che una persona su una carrozzina voglia essere aiutata a fare una salita.

Non è detto che una persona cieca voglia andare al tuo passo, spesso è necessario adattarsi al suo.

Capita di parlare troppo in fretta per una persona sorda che legge le labbra; non potremo saperlo, se non chiediamo.

Con gentilezza, naturalmente.

Essere gentile con una persona disabile può essere veramente semplice: basta non allontanarsi, non girarsi dall’altra parte, non escludere.

LA GENTILEZZA È la capacità di adattare il nostro modo di agire alle necessità delle persone con disabilità; non c’è traccia di pietà nella gentilezza perché è fatta di sguardi che accolgono senza giudicare.

LA GENTILEZZA È in grado di abbattere le barriere che costruiamo per difenderci da ciò che mette in discussione le nostre certezze “perché – afferma Andrea Canevaro – misurarsi con la diversità coinvolge ognuno di noi nel fondamento del proprio essere, nei pregiudizi, nelle paure profonde, nelle barriere che abbiamo costruito per proteggerci.”

LA GENTILEZZA È relazione, quindi parte integrante dell’inclusione; l’ascolto è la forma più attenta di gentilezza che si possa immaginare.

LA GENTILEZZA È presenza quotidiana e rassicurazione; vale più di mille carezze sussurrare: “quando avrai bisogno di me, io ci sarò”.

Parla loro con tenerezza. Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del saluto. Abbi sempre un sorriso allegro. Non dare solo le tue cure, ma dai anche il tuo cuore.

(Madre Teresa di Calcuttta)

IN RETE FARE RETE. I LABORATORI 

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 IL LINGUAGGIO DEI FIORI – LABORATORIO CREATIVO

a cura del CENTRO DIURNO  L’ORIZZONTE  a Migliarino pisano nel comune di Vecchiano (PI), in collaborazione con gli operatori della  COOPERATIVA “LA SALUTE” di Lucca

LABORATORIO “IMMAGINO LA PAROLA”

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