Con Anna & Oscar… sulle tracce di una antica e sobria bellezza. MAGGIO 2020
Con Anna & Oscar… sulle tracce di una antica e sobria bellezza. MAGGIO 2020
Anche se non completamente usciti dall’emergenza COVID, la primavera avanzata ci spinge a godere del calore del sole, dei profumi e dell’esplosione dei colori delle fioriture avanzate: suggestioni antiche e sempre nuove per coloro che, come Anna & Oscar, amano “leggere”, nel divenire delle stagioni, ciò che il territorio del lago di Bolsena sa offrire a chi sa vedere…
L’équipe di Geapolis ringrazia la Biblioteca comunale e il Museo del Costume Farnesiano di Gradoli per la documentazione e per la collaborazione alla realizzazione di alcune pagine web dedicate al ricordo di Anna Maria Ciuchini, di cui ricorre quest’anno il decennale della sua prematura scomparsa.
La ricordiamo con alcuni versi poetici di Venza Ciocci a cui era legata da una profonda amicizia. A unirle, probabilmente, un comune sentire, frutto delle esperienze e delle vicende personali legate al “distacco” e al ricordo quasi struggente del paese natio.

Proponiamo un ricordo di Anna Maria Ciuchini attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta, di chi ha frequentato la biblioteca di Gradoli e di coloro che, ancora oggi, la ricordano per la sua empatia e la vitalità contagiosa.
Anna Maria Ciuchini… quel “noi” che ancora oggi vive clicca qui


Venza Ciocci è nata a Gradoli il 24 gennaio del 1915 dove ha trascorso solo pochi anni della sua fanciullezza. Ha vissuto a Roma dove è morta il quattro gennaio del 2000. Grande viaggiatrice, i suoi scritti narrativi e poetici contengono le risonanze dei luoghi da lei visitati. In America ha incontrato emigranti di tanti paesi e di Gradoli. Di essi ha conosciuto e condiviso la nostalgia per la terra d’origine. Fu in questa circostanza che l’amicizia con Anna Maria Ciuchini si consolidò. Nelle sue raccolte, dedicate a Gradoli, ritroviamo descrizioni perfino troppo ingenue di una casa, di una piazza, Piazza d’Alto, fino a quelle, di più ampio respiro, del Lago, dei campi aperti, dove il trascorrere del tempo è inteso uguale per tutte le generazioni, dove si vorrebbe che non esistessero confini affinché ogni persona possa riconoscersi, in ugual modo parte delle natura.

Rondini del mio paese
O mio paese sconosciuto a tanti,
a ogni ora del giorno
io sogno di venire da te.
Vorrei che tutti sapessero di te.
Ma ho paura
che in tanti sciuperebbero il tuo sole
che scende a picco nelle strade strette.
Spanderebbero ombre nei brevi marciapiedi
e lungo i solchi
ai lati delle strade
dove cresce un po’ d’erba.
Vorrei scrivere cose belle di te
perché tutti imparassero il tuo nome
e venissero a sentire
come parla la tua gente.
Ma poi mi prende il timore che in pochi
capirebbero,
che forse riderebbero di te.
Perché non usi le parole difficili
della città. Perché all’alba
tutte le tue finestre sono aperte
e la sera all’imbrunire
in piazza non c’è più quasi nessuno.[…]

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0 rondini del mio paese,
se io tornassi
e non ci fosse nessuno a salutarmi
— che nemmeno i vecchi
seduti sui murelli mi riconoscono ormai-
se io tornassi
potrei ancora sostare per guardarvi
e i vostri voli sarebbero uguali
a quelli che incantarono
i miei occhi di bambino.
Verrò solo.
Forse la gente che vorrei portare
con me non capirebbe niente
nemmeno dei vostri voli
e del vostro garrire.
Venza Ciocci da “Il giallo del Cardinale” Tip. Pioda – Roma,1983.
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Gradoli (VT) – Centro storico






Palazzo Farnese – decorazione pittorica realizzata dalle maestranze della scuola di Raffaello (dettagli)- Gradoli (VT)