La vita in divenire… Loredana Berardi si racconta

RICERCA E SPERIMENTAZIONE DI PRATICHE AUTOFORMATIVE IN ETÁ ADULTA

SULLO SFONDO UNA METAFORA: IL BONSAI… Un bonsai, ha la forma, la sembianza di un albero, ma le sue dimensioni sono molto ridotte, ha bisogno di un vaso piccolo, può stare anche in ambienti chiusi, gli vengono tagliate le radici ed i rami, per non farlo crescere e sviluppare come farebbe in natura e gli viene data una forma piacevole e armonica, ma diretta, pensata e voluta da qualcun altro, non dalla pianta stessa. Più il processo di negazione dei propri bisogni è marcato, più le influenze esterne tendono a bloccare il naturale sviluppo dell’organismo, più l’organismo stesso tende ad interiorizzare i codici esterni, più ci troviamo di fronte a sistemi patologici, dalla nevrosi, alla psicosi, nelle loro varie forme ed espressioni…. Come è possibile, dopo una simile deviazione dello sviluppo, facilitare il naturale percorso evolutivo della persona?

Networking: Testi, Immagini e Audio di Loredana Berardi – Video di Eleonora Cecconi  

Loredana Berardi, vive e lavora a Novara. Sull’emittente radiofonica Radio Libera Tutti, ogni giovedì alle ore 12 conduce il programma ``Fiumi di Parole``, un format dedicato alla cultura. Il suo esordio come autrice nel 2002. Nel 2018 pubblica il suo terzo libro intitolato ``Dentro l'oscurità``. Opera autobiografica dedicata alla madre, Loredana Berardi narra l'evolversi della sua esistenza, dai primi anni trascorsi all'Istituto minorile ``Ferrante Aporti`` di Torino per poi ripercorrere quelli passati nel carcere di massima sicurezza di Novara, dove suo padre era comandante del Corpo di Polizia Penitenziaria. Un uomo sotto scorta a causa delle continue minacce.

Una storia potente, psicologicamente devastante, contenuta in un libro proiettato verso la speranza: una grande rinascita interiore. Tutto l'inferno di una bambina, il tortuoso cammino di una donna. Con il suo libro autobiografico #DentroLoscurità LOREDANA BERARDI entra nella community di #Geapolis per una nuova proposta online: SCRIVERE per GUARIRE E AIUTARE…

ASCOLTO & EMPATIA. Attraverso la scrittura si può guarire ma in che modo si può aiutare e come lasciarsi aiutare? Da una parte, disponibili a condividere la propria esperienza di vita mettendosi a nudo e  dall’altra  disponibili ad accogliere e ad ascoltare empaticamente. In che modo? Per iniziare, attraverso  le risonanze  emerse dall’ascolto di alcuni passaggi significativi del  libro “Dentro l’oscurità”, Eleonora Cecconi mette virtualmente in scena l’abisso dal quale quelle parole emergono. Lasciamo la parola a Loredana Berardi e  la scena virtuale ad Eleonora Cecconi.

video e voce by E. CECCONI

Chi è oggi Loredana? Prova a presentarti descrivendoti  attraverso tre aggettivi. Perché li hai scelti? Finalmente esisto. Ho ricostruito una nuova strada, una nuova vita lontano dai ricordi del passato. Mi definirei leale, testarda e generosa. Quando scrivo viaggio “in un mondo surreale”, talmente vivo che il mio corpo mi parla attraverso i battiti accelerati del mio cuore, la brillantezza dei miei occhi. Il mio amore per la scrittura diventa sempre più forte ogni giorno che passa. Un vero patto tra me e lei, come due vere amiche: unico, indissolubile nel tempo. Oggi sono una donna libera.  

Il ricordo più forte ed anche il più importante è quello con mia madre. Una donna meravigliosa. Lei c’era sempre nei momenti più brutti e anche in quelli più belli. Le nostre lunghe chiacchierate, le cioccolate calde davanti alla televisione, lei, che correggeva sempre i miei racconti. Durante il periodo più buio della mia vita: gli anni chiusa dentro quel carcere di massima sicurezza, i miei punti di riferimento sono stati i personaggi televisivi.  I film della commedia all’italiana, Lino Banfi, Renato Pozzetto, Enrico Montesano, Alvaro Vitali, per poi arrivare ai grandi che hanno fatto la storia del nostro cinema italiano Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Totò. Guardavo i loro film, chiusa dentro quella cameretta così buia e solo loro mi facevano veramente ridere. 

Poi c’erano i telefilm trasmessi da canale 5: Hazzard, Dallas, La Famiglia Bradford, La Famiglia Addams, un mondo per evadere da quella realtà che ogni giorno mi maltrattava sempre di più. Ma la mia vera passione rimanevano i film horrror di Dario Argento, il maestro dei maestri. La musica è stata una grandissima compagna di viaggio in tutte quelle notti oscure e paurose, i Pooh, Gianni Bella, Pupo,  Riccardo Fogli, Elton John, i Beatles, i Pink Floys, i Nomadi, i Collage. Oggi a distanza di anni, rivedo ancora tutti quei film e telefilm con la consapevolezza che tutto è cambiato, in quel ricordo indelebile che loro sono stati parte integrante della mia crescita. La musica rimane una costante nella mia vita. Io scrivo attraverso le canzoni, senza di esse lascerei solo tanti fogli vuoti. 

LA PAURA DI MORIRE ERA DIVENTATA LA MIA OMBRA. Non ho molti ricordi belli di quando ero bambina. I ricordi brutti sono stati tanti: perdere completamente quella libertà, le rivolte dei detenuti, la scorta, gli spari. Durante il periodo scolastico sono stata parecchio “bullizzata” perché piangevo sempre, mi isolavo e soprattutto perché ero sempre con la scorta.

Scelsi la durezza
“QUANTO DOLORE HO PAGATO PER QUELLA BEL­LISSIMA ARMATURA CHE INDOSSO... NON ACCUMULARE SILENZI, OGNI TANTO GRIDA ”Cosa c’è dentro una lacrima? Una gioia ma talvolta può esserci anche un gran dolore.

video e voce by E. CECCONI

Questa è stata la mia vita. Laceranti segni che non perdonano, che mi hanno massacrata, calpestata per riuscire a carpire fino a che punto potesse arrivare il mio coraggio ma soprattutto la mia forza, lasciandomi senza via di scampo. Per troppo tempo mi sono fatta mille domande senza mai avere delle concrete risposte. Oggi, invece, dopo aver descritto in pieno questo mio viaggio, mi sono chiare tante cose, forse anche troppe, che rimarranno dentro i miei pensieri. Non cerco più altri chiarimenti. Oggi voglio solo dimenticare quello che non sono mai riuscita a scordare. Ho lasciato una vecchia vita, quella che non avevo certo scelto, ma che mi era stata imposta. Alla fine, tutte quelle paure, quegli in­cubi sono ritornati nella mia vita insieme a tutti quei fantasmi che hanno sempre fatto parte del mio tortuoso cammino perché non avevo capito che per annientarli avrei dovuto prima affrontarli.

Questa storia inizia così… con un grido disperato di rabbia e di liberazione di una donna, perché le sue urla, anzi le “mie” urla non rimangano mai inascoltate in quel silenzio che mi ha tenuta pri­gioniera per anni ed anni. Ho udito gli spari, di una vita che non mi era mai appartenuta, quel terrore che scorreva dentro il mio sangue e quelle lacrime di una bambina impaurita, tutto in un atti­mo sarebbe potuto cambiare. Segni indelebili che purtroppo non andranno mai via.

#Dentro l’oscurità inizia così…  con un cuore che batte dentro un grem­bo materno…

LOREDANA BERARDI SCRITTRICE… La scrittura per ritrovare se stessi… In che modo e in che misura la parola e la scrittura ti hanno salvato? A quanti anni hai iniziato a scrivere? La scrittura mi ha salvata da quei pensieri orrendi di morte che avevo. Attraverso di essa potevo dare sfogo a tutto il mio devastante dolore dell’anima. Quello che mi portavo dentro era qualcosa di pesante, troppo pesante per una bambina. Non parlavo mai con nessuno, per me parlavano sempre i miei lunghi silenzi. Ho iniziato a scrivere da quando ero piccola con i miei racconti di paura. Poi, con il tempo, ho dato libero spazio alla mia fantasia creando così tutte le mie opere.

Il mio esordio come autrice avviene nel 2002 con la pubblicazione del libro autobiografico “Un angelo accanto”. Narro, sotto forma di diario, la magica esperienza vissuta con il mio “spirito guida”. Presenze, messaggi, emozioni di una piccola opera arrivata alla quarta ristampa. Il libro é stato recensito nella Rivista Culturale Internazionale “Le Muse”, ed  esposto, come proposta di lettura, presso la biblioteca ospedaliera e comunale di Novara.

Nel 2015 esce il mio secondo romanzo “La tempesta dell’anima”, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino. Un libro che evidenzia la solitudine di una giovane donna che di notte, per colmare il suo vuoto interiore, si trasforma in “Lady”, una femmina molto trasgressiva.

Nel 2018 pubblico il mio terzo libro autobiografico “Dentro l’oscurità”.  Si tratta del mio percorso umano ed esistenziale, dai primi anni trascorsi all’Istituto minorile “Ferrante Aporti” di Torino fino a quelli passati nel carcere di massima sicurezza di Novara. All’epoca, mio padre comandava il Corpo di Polizia Penitenziaria. Un uomo sotto scorta a causa delle continue minacce. Siamo negli anni ottanta, anni di piombo, macchiati dal terrorismo delle Brigate Rosse. Ricordo, così, l’arrivo di Vallanzasca, le rivolte carcerarie, gli spari fino all’incontro inaspettato con quei terroristi. La storia prosegue… appuntamento con le ombre: dalla depressione, agli attacchi di panico, alla bulimia, al bullismo, all’autolesionismo fino alla scarsa autostima. 

(audio- “Rivolta al carcere di Novara”. Brano tratto dal libro Dentro l’oscurità. Voce: Loredana Berardi) 

Vi sono anche sette pagine in bianco. Rappresentano i sette anni della mia vita in “ostaggio” di un uomo che mi ha massacrata psicologicamente. Alla fine, la devastante scoperta di essere stata prima in orfanotrofio poi in una casa famiglia. Una storia potente, psicologicamente devastante, contenuta in un libro proiettato verso la speranza: una grande rinascita interiore. Ho dedicato il libro a mia madre, la madre che mi ha accolta e mi ha cresciuta. 

La scrittura è stata la mia àncora di salvezza,  l’unica vera amica in quella valle di lacrime. Lei non faceva domande mi ascoltava silenziosamente.  Sapeva tutti i miei timori, le mie incertezze, raccoglieva in quei fogli tutta quella voglia di libertà, quel grido di dolore che passava solo attraverso le parole. Era il silenzio che circondava la mia vita dentro quel “bunker”.  Udivo solo le urla dei detenuti durante una delle loro tante rivolte, oppure la voce della sentinella sul muro di cinta che gridava: “Chi va là”. Quella timidezza che m’impediva di liberarmi, quella scarsa autostima che mi dilaniava giorno dopo giorno. Sono stati i miei libri a farmi crescere interiormente, a darmi la forza di parlare davanti alla gente senza avere alcuna paura.

LA PAROLA CHE SFIDA LA PAURA… L’ESPERIENZA RADIOFONICA DI LOREDANA. 

Poi quella prova difficile da superare per la mia timidezza: l’esperienza radiofonica. Nasce in me la voglia di continuare a stupirmi, di mettermi davanti alle difficoltà per vederne poi la mia reazione. Decido così di scrivere alla redazione di Radio Libera Tutti per proporre un mio format. La loro risposta fu subito positiva, quello era il mio momento, parlare alla gente attraverso un microfono, ma soprattutto arrivare alle persone con la voce. La paura fu davvero tanta, l’emozione di portare un programma tutto mio era meraviglioso, avevo raggiunto veramente tutto quello che volevo. 

Tante volte pensai di non farcela a causa della mia esagerata timidezza ma poi quando mi trovai davanti a quel microfono diedi vita ad una nuova Loredana. Il mio format “Fiumi Di Parole”, un momento magico dedicato alla cultura attraverso interviste e letture, arrivò veramente al cuore di tanti radioascoltatori. Avevo iniziato andando in onda ogni 15 giorni ma talmente fu il suo riscontro positivo che fui promossa con la messa in onda una volta alla settimana. La timidezza rimane sempre un punto a mio sfavore in un programma radiofonico, ma in ogni puntata cerco sempre di guardare la nuova Loredana aprendo il mio salotto letterario a tanti scrittori emergenti e famosi. Attraverso la  mia semplicità, positività sono arrivata con la voce al cuore delle persone è questo è stato per una grandissima vittoria.

I luoghi dell’anima di Loredana Berardi

Scriveva Bruner: “Ogni luogo ha un suo fascino, un suo carattere, una sua anima”. Presentaci i “tre luoghi dell’anima” (bui o luminosi) che possono scandire il divenire delle fasi della tua vita… infanzia, giovinezza, maturità… quali ti senti di proporre?

Il mio cuore, gli occhi… La fragilità di una bambina che ha dovuto crescere prima del solito, che non ha mai giocato perché la paura viveva perennemente nelle sua vita. Sono stata prima in un orfanotrofio, poi in una casa famiglia per arrivare poi alla famiglia che mi ha adottata. Il ricordo più devastante dopo la caserma rimarrà la scoperta della mia madre biologica.  Oggi voglio solo dimenticare quello che la mia mente non potrà mai cancellare…. Sono una donna nuova, amante della vita, ho avuto una seconda possibilità e ne ho fatto un gran tesoro perché la vita è meravigliosa, sempre… Ringrazio tutto il mio calvario perché mi ha fatto diventare la donna forte che sono oggi. Viva la vita!

Per Loredana Berardi che cosa é la bellezza? Quale posto occupa nella tua vita? Dove la cerchi? Dove la trovi?

La bellezza è nelle piccole cose.  Posso ritrovarla in un fiore, in una calda giornata di sole, nel respirare la libertà, nell’abbracciare mio marito, nel coccolare i miei gatti.  Bisogna imparare ad apprezzare soprattutto le piccole cose della vita, quelle che oggi, purtroppo, a causa di questo terribile nemico chiamato “Covid-19” non abbiamo più. La semplicità è la cosa più bella, ricerchiamola dentro di noi.

Approfittiamo di questo brutto periodo di chiusura forzata per guardarci dentro, scopriremo l’infinito quello che non avevamo mai visto…

Non temiamo la solitudine perché può aiutarci a ritrovare noi stessi.

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Nella persona vi è una forza che ha una direzione fondamentalmente positiva. Più l’individuo è capito e accettato profondamente, più tende a lasciar cadere le false “facciate” con cui ha affrontato la vita e più si muove in una direzione positiva di miglioramento. (Carl Rogers)

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