SPUNTI PER LA RIFLESSIONE
La condivisione è un mazzo di fiori che raccoglie e lega insieme il gelsomino, simbolo della gentilezza, l’empatica orchidea, la campanula che predispone all’ascolto, il girasole che rappresenta l’attenzione.
La condivisione è fatta di riflessione, emozioni e capacità di esprimerle per dipanare il filo rosso che ci lega agli altri.
Il filo rosso è quello delle condivisioni dopo gli incontri con i clown di corsia, che a Viterbo si chiamano Goji. Quando si incontrano i ragazzi, le persone malate, gli anziani, c’è sempre un momento finale di condivisione: ci si mette in cerchio e ognuno, se vuole, racconta le proprie emozioni.
LA CONDIVISIONE È L’ALTRA FACCIA DELL’EMPATIA, PRESUPPONE L’ASCOLTO
I ragazzi con disabilità psichica sorprendono sempre perché sanno dire con grande semplicità ciò che è difficile far emergere in modo così immediato, ovvvero che sono stati bene perché hanno riso, cantato e ballato, sono stati al centro dell’attenzione. I più timidi non parlano mai per primi ma, quando trovano il coraggio, esprimono il senso del volontariato: far star bene gli altri per star bene tutti insieme, donare il proprio tempo e andar via con una valigia piena di regali che non si meritano, ma si accettano con gratitudine.
La condivisione è l’altra faccia dell’empatia, presuppone l’ascolto. Hanno sempre voglia di raccontare i nonni, di parlare dei momenti belli e brutti delle loro vite, diverse dalle nostre eppure uguali nei sentimenti che ha suscitato l’amore, la prima corsa in moto, il dolore della perdita. La condivisione è il loro regalo.
Molte associazioni di volontariato nascono da un dolore condiviso con chi si trova a vivere situazioni simili e fioriscono nella condivisioni di progetti che sanno alleviare quel dolore nella scoperta di poter cercare insieme nuove strade e nella gioia di stare insieme.
La condivisione implica lo stare insieme, va oltre la solitudine che la disabilità a volte porta con sé.
L’inclusione non può prescindere dalla condivisione.
Federico chiede a una mamma che spinge la carrozzina del figlio perché Francesco non può camminare; la mamma risponde che Francesco corre con la sua carrozzina; Federico non vede l’ora di provarla, cerca subito di correre.
Quando poi viene bendato, perché possa per qualche minuto condividere le sensazioni di chi non vede, Angelo, cieco dalla nascita, gli spiega come orientarsi ascoltando i suoni e le voci, come muoversi velocemente per vincere ad acchiapparella.
I bambini fanno tesoro di queste esperienze: si può correre con una carrozzina, si può vedere al buio, si gioca tutti insieme.
IL DIARIO DELLA MAESTRA IVANA
CONDIVISIONE
Se cerchi sul vocabolario
questa parola,
trovi un significato ampio e vario,
se la cerchi nel cuore
trovi una spiegazione sola:
dare con amore.
Condividi tutto ciò che hai,
non solo quel che ti avanza
perchè ne hai in abbondanza.
Condividere non è
postare una foto
in rete…
è consolare per un brutto voto,
è offrire acqua a chi ha sete,
è dare aiuto
anche se non richiesto,
dare un sorriso a chi è mesto.
Condividere è dare
e, credimi, non è dividere:
è moltiplicare.
Metti in comune tutto
anche ciò che pensi sia brutto,
se c’é un altro che
condivide con te :
il suo pane, le sue mani, i suoi piedi, il suo cervello…
anche quel che sembra brutto
può diventare bello!
LA CONDIVISIONE È mettere in comune ciò che abbiamo, sia che ci riferiamo alle cose materiali, sia ai sentimenti, qualità, capacità, opinioni, modi di vedere il mondo. Nel mio ultimo ciclo scolastico, in accordo con la mia collega, abbiamo adottato questo sistema con il materiale scolastico e spesso anche nella didattica. Nel lavoro di gruppo ognuno era invitato a mettere a disposizione le proprie migliori qualità e capacità e questo era anche un modo per conoscersi meglio. Una volta un alunno era demoralizzato, diceva che non sapeva fare niente. Era un bambino buono e simpatico, sapeva stare con tutti i compagni ed io lo rincuorai dicendogli che era proprio quello che poteva condividere e lo rendeva utile al gruppo. La condivisione è un aiuto reciproco che esalta ogni persona e rende ogni esperienza speciale. La condivisione ci permette di superare i nostri limiti, perché dove non arriviamo noi, può arrivare l’altro e viceversa.
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